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C’è un immenso deposito d’acqua dolce sotto il “Mar Morto d’America”, un lago più salato del mare

Grazie a un affascinante esperimento condotto con un elicottero, i ricercatori hanno scoperto che sotto il Great Salt Lake, il più grande lago salato dell’emisfero occidentale, si troverebbe un enorme deposito di acqua dolce. Per gli scienziati questo serbatoio sotto il “Mar Morto d’America” potrebbe proteggere i cittadini dello Utah da una minaccia mortale.
A cura di Andrea Centini
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Il Grande Lago Salato nello Utah visto dall’alto . Credit: iStock
Il Grande Lago Salato nello Utah visto dall’alto . Credit: iStock

Sotto il cuore del Great Salt Lake nello Utah (Stati Uniti), il più grande lago salato dell’emisfero occidentale – conosciuto come “Mar Morto d’America” – che attualmente si estende per quasi 4.000 chilometri quadrati, si nasconderebbe un immenso deposito d’acqua dolce. Da tempo si sospetta la presenza di un simile serbatoio sotto la salamoia ipersalina (molto più salata del mare) che costituisce il lago, ma l’estensione stimata da un nuovo studio è clamorosa. Si ritiene infatti che, al di sotto del bacino idrico, l’acqua dolce intrisa nella sabbia e nel limo arrivi fino a 3-4 chilometri di profondità. Al momento l’analisi è stata condotta solo su una porzione limitata del lago, ovvero al di sotto della baia di Farmington e dell’isola di Antelope, innanzi alla costa sud-orientale, ma gli scienziati sospettano che il serbatoio sia distribuito per tutta l’estensione del bacino. Facendo due rapidi calcoli, considerando una porosità del limo e della sabbia compresa tra il 25 e il 35 percento, sotto la salamoia potrebbero esserci tra i 3.000 e i 5.500 chilometri cubi di acqua dolce, una sorta di “oceano nascosto” potenzialmente molto prezioso, non solo per l’estrazione di acqua dolce. Uno dei più grandi problemi della regione risiede nel fatto che il prosciugamento di ampie aree del Great Salt Lake dà vita a strati di polvere molto inquinati, in particolar modo dai metalli pesanti. Queste sostanze vengono continuamente spazzate dal vento sui centri abitati dello Utah, catalizzando rischi significativi per la salute. Sfruttando questo bacino sommerso per inumidire la superficie delle zone sottoposte a siccità, secondo gli scienziati si potrebbe prevenire la formazione della pericolosa polvere.

A determinare che sotto il Mar Morto d’America si trova un enorme deposito d’acqua dolce è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati statunitensi dell’Università dello Utah, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della società TechnoImaging e con geofisici canadesi. I ricercatori, coordinati dal dottor Michael Zhdanov del Dipartimento di Geologia e Geofisica dell’ateneo di Salt Lake City, hanno iniziato a pianificare il nuovo studio – finanziato da enti come il Dipartimento delle Risorse Naturali dello Utah e il Consortium for Electromagnetic Modeling and Inversion (CEMI) – quando sono apparsi degli “isolotti” sul terreno prosciugato della baia di Farmington, pieni di canne alte fino a 4,5 metri. In alcuni casi queste strutture circolari con fitti canneti si estendono fino a 100 metri, suggerendo un’abbondante presenza di acqua dolce sotto di esse. Per confermarlo, oltre a raccogliere grandi carote per analizzare il sedimento sotterraneo, i ricercatori hanno condotto un affascinante esperimento con un elicottero, mediante indagini elettromagnetiche aeree (AEM).

Le aree del lago sorvolate dall’elicottero con la strumentazione scientifica. Credit: Università dello Utah
Le aree del lago sorvolate dall’elicottero con la strumentazione scientifica. Credit: Università dello Utah

Poiché l’acqua salata è molto più conduttiva di quella dolce, con un’apposita strumentazione è possibile misurare la resistività elettrica dall'alto fino a un centinaio di metri di profondità. Così i ricercatori hanno equipaggiato un elicottero con una grande apparecchiatura circolare per condurre le analisi elettromagnetiche sull’area della sopracitata baia e sull’isola di Antelope. È così che hanno scoperto che, al di sotto dello strato d’acqua ipersalina del Great Salt Lake, immersa in un deposito di sabbia e limo, è presente un’elevatissima concentrazione di acqua dolce. L’elicottero ha percorso circa 250 chilometri sorvolando ripetutamente le aree designate, ma secondo gli autori dello studio l’acqua dolce potrebbe trovarsi sotto tutto il bacino. Come indicato, si sospetta che i depositi intrisi d’acqua dolce arrivino fino a 3-4 chilometri sotto il sedimento. “Per studiare la parte superiore utilizziamo metodi elettromagnetici aerei, che ci forniscono lo spessore dello strato salino e il punto in cui inizia l’acqua dolce al di sotto di esso. Per studiare il fondo utilizziamo dati magnetici. Usiamo diverse tecniche per studiare l’estensione verticale di questi sedimenti saturi di acqua dolce e per determinare la profondità del basamento”, ha affermato il dottor Zhdanov in un comunicato stampa.

L’elicottero col dispositivo elettromagnetico. Credit: Brian Maffly
L’elicottero col dispositivo elettromagnetico. Credit: Brian Maffly

Come indicato, al di là dei molteplici usi domestici, agricoli e commerciali che potrebbero scaturirne, questo deposito d’acqua dolce potrebbe essere particolarmente importante per proteggere la popolazione dalla polvere contaminata dai metalli pesanti. “Quest’acqua sotterranea ha effetti benefici che dobbiamo comprendere prima di procedere all’estrazione di ulteriori quantità. Un obiettivo primario è capire se potremmo utilizzare quest’acqua dolce per inumidire le zone più colpite dalla polvere e neutralizzarle in modo efficace senza alterare eccessivamente il sistema idrico”, ha affermato il coautore dello studio Bill Johnson. “Per me questo è un obiettivo fondamentale perché è molto pratico ed è improbabile che riusciremo a riempire la baia di Farmington e altre parti del deserto a sufficienza per evitare la comparsa di zone di polvere alle altitudini più elevate. Questa sarebbe un’ottima soluzione”, ha chiosato l’esperto. I dettagli della ricerca “Airborne geophysical imaging of freshwater reservoir beneath the eastern margin of Great Salt Lake” sono stati pubblicati su Scientific Reports.

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