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Caso di influenza aviaria H9N2 in Lombardia: come si trasmette il virus dagli animali all’uomo

Il virus dell’influenza aviaria sottotipo H9N2, segnalato ieri in una persona in Lombardia di ritorno da un viaggio fuori Europa, circola soprattutto nel pollame e in diverse specie aviarie. Anche se ci sono stati alcuni casi di infezione anche nell’uomo, finora non è mai stata documentata la trasmissione da uomo a uomo.
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Anche se fin da subito il Ministero della Salute ha spiegato che il caso di influenza aviaria A (H9N2) confermato ieri in Lombardia è una persona in condizioni fragili e soprattutto di ritorno da un viaggio fuori Europa, la notizia ha chiaramente riportato l'attenzione su questa malattia e i possibili rischi per l'uomo. Anche perché quello segnalato in Italia è stato il primo caso confermato in Europa attribuito a questo specifico ceppo. Come abbiamo spiegato in questo approfondimento su Fanpage.it, l'influenza aviaria A è causata da diversi virus, classificati in base a più fattori.

Nello specifico, il virus di sottotipo H9N2 rientra in quelli a bassa patogenicità (LPAI) e negli ultimi decenni si è diffuso ampiamente nel pollame in diverse regioni del mondo. Allo stato attuale delle cose, questo sottotipo colpisce diverse specie aviarie e mammiferi in tutto il mondo, come spiega questo studio pubblicato nel 2021 su PubMed Central. Mentre il contagio dagli animali all'uomo è possibile, soprattutto nelle regioni in cui il virus circola nelle specie aviarie, la trasmissione interumana, ovvero da persona a persona – rassicura il Ministero della Salute – non è stata mai documentata finora.

La differenza tra i vari virus responsabili dell'aviaria

L'allarmismo che può crearsi quando si parla di influenza aviaria nasce spesso all'errata convinzione comune secondo cui questa malattia sia causata da un unico virus. In realtà, anche se la famiglia di appartenenza è la stessa, i diversi virus attualmente noti come in grado di trasmettere l'influenza aviaria presentano tra loro differenze anche significative. Sebbene – come si legge nello studio del 2021 già citato – tutti i virus dell'influenza aviaria A "possano essere trasmessi ai mammiferi, compreso l'uomo, e rappresentano quindi una potenziale fonte di rischio pandemico".

Nello specifico, il più attenzionato oggi da parte delle autorità sanitarie internazionali è il sottotipo (H5N1) ad alta patogenicità (HPAI) che, oltre a causare una vera e propria epidemia globale tra i volatili, ha contagiato moltissime specie di mammiferi. Qui la virologa Ilaria Capua aveva spiegato a Fanapge.it i possibili rischi. I dati più allarmanti sono stati registrati negli Stati Uniti, dove il virus ha infettato interi allevamenti di mucche da latte e causato diverse decine di casi anche nell'uomo.

Anche se quasi sempre si tratta di casi riconducibili all'esposizione ad animali infetti, la sorveglianza da parte degli enti di monitoraggio resta alta perché maggiore è la circolazione di un determinato virus, maggiore è la probabilità che il virus muti, con il rischio che diventi in grado di trasmettersi anche da uomo a uomo.

Come si trasmette il sottotipo H9N2 all'uomo

Rispetto invece al sottotipo H9N2, anche se la maggior parte delle infezioni umane segnalate finora è stata ricondotta ai virus A(H5N1) e A(H7N9), negli ultimi anni ci sono stati casi attribuiti anche a H5N6 e a H9N2. Nello specifico "dal 1998 al 27 febbraio 2026, sono stati segnalati in tutto il mondo 195 casi umani di influenza aviaria A(H9N2) in 10 paesi dell'Asia e dell'Africa", spiega in una nota di ieri l'European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) e solo due di questi casi sono risultati fatali. In genere infatti questo virus nell'uomo causa sindromi simil-influenzali lievi con sintomi soprattutto a carico delle vie aeree.

Per quanto riguarda le modalità di trasmissione possibili del sottotipo H9N2 all'uomo, il Ministero della Salute afferma che "sulla base delle informazioni scientifiche ad oggi disponibili, il contagio avviene tramite esposizione diretta al pollame infetto o ad ambienti o materiali contaminati". Anche l'Ecdc rassicura che finora non sono mai stati segnalati focolai nell'uomo, né casi documentati di trasmissione da uomo a uomo.

Nonostante l'assenza di casi documentati di trasmissione uomo-uomo il Ministero della Salute ha comunicato di aver attivato il protocollo di sorveglianza previsto e di aver individuato i contatti del caso segnalato in Lombardia. In questo scenario l'Ecdc "valuta attualmente come molto basso il rischio per la popolazione generale nell'UE/SEE di contrarre l'influenza A(H9N2)".

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