Carola, divulgatrice nell’era dei social: “Parlo di scienza con l’ASMR, ma tutto è nato dai documentari”

Cosa c'entrano i trasposoni, la costante cosmologica, le sonde nello Spazio con i video ASMR e i social? Apparentemente nulla. Ma per funzionare le cose non devono sempre seguire una logica nota, anzi. Carola Divù, origini campane e due lauree, la prima in Scienze Naturali, la seconda in Ecologia e conservazione della fauna, è una divulgatrice scientifica che ha deciso di raccontare la scienza su Instagram e di farlo in un modo tutto suo.
Sul suo profilo – che ha raggiunto quasi 40.000 follower – Carola spiega la scienza, dall'astrofisica alla biologia, servendosi delle modalità di racconto proprie dei social, come appunto i video ASMR – quelli che riproducono voci e rumori teoricamente rilassanti – o prendendo spunti da argomenti di vita quotidiana, come le relazioni sentimentali. Uno dei suoi format più recenti ad esempio spiega il comportamento degli animali descrivendoli come "animalesseri", con un chiaro riferimento, anche qui ironico, ai "malesseri", così come vengono definiti da qualche tempo, dentro e fuori i social, i possibili partner che non ci si augurerebbe mai di incontrare. Ma l'obiettivo è sempre lo stesso e sempre molto serio: "Il modo in cui racconto la scienza non è il fine, è soltanto un mezzo. Per me l'importante è avvicinare chi si imbatte nei miei video alla scienza e soprattutto fare in modo che capisca davvero quello che sto dicendo".
A Fanpage.it Carola Divù ha raccontato la sua storia e com'è arrivata a parlare di scoperte scientifiche, Spazio e animali con la stessa spontaneità e leggerezza con cui si potrebbe raccontare un'uscita tra amici o l'ultimo episodio della serie tv del momento.
Cos'è nata prima? La passione per la divulgazione scientifica o per i social?
Senza ombra di dubbio quella per la divulgazione, i social sono solo un mezzo, non assolutamente il fine. Poi, certo, mi piacciono e mi ci muovo bene perché sento che mi danno la possibilità di esprimermi e comunicare il mio amore per la scienza, soprattutto per la natura, in piena libertà e nel modo più affine alla mia personalità.
Allora partiamo dall'inizio. Da dove arriva questa inclinazione per la divulgazione scientifica?
Io mi sono innamorata della natura da piccolina, guardando i documentari in tv. Può sembrare strano, ma la natura non ha fatto parte della mia infanzia in modo diretto. Sono di Portici, un comune molto popoloso in provincia di Napoli, quindi sono cresciuta letteralmente in mezzo ai palazzi.
Eppure, a differenza di molti miei colleghi che si sono appassionati alla natura perché sono cresciuti a stretto contatto con essa, per me è stato l'opposto. La vedevo solo in tv e per me era una cosa lontanissima, misteriosa, e proprio per questo estremamente affascinante. Mi sembrava assurdo che mentre io ero tra i palazzi, dall'altra parte del mondo esistesse la barriera corallina.
Hai scoperto la natura grazie ai programmi divulgativi in tv quindi?
Esatto. Anche se ero solo una bambina mi sono subito resa conto che se avevo la possibilità di vedere quelle cose meravigliose, pur stando lontanissima, ero solo grazie a chi me le raccontava. Fin da allora ho iniziato a vedere nella divulgazione un enorme atto d'amore.
Com'è avvenuto il passaggio dalla laurea ai social?
Il mio lavoro su Instagram non è nato per caso. Non è una cosa che mi è successa casualmente un giorno. Già prima dell'università, durante gli anni del liceo avevo chiaro che la divulgazione scientifica sarebbe stato il mio lavoro. All'inizio avevo pensato a YouTube, poi man mano che crescevo i social diventavano sempre più importanti e seguiti. E pian piano, dopo anni di lavoro, sono diventati anche il mio posto.
Anni di lavoro?
Certo. I contenuti che vedi oggi sul mio profilo sono il risultato di tre anni di tentativi, ricerca, errori, fino a quando, alla fine, ho trovato la mia strada.
Oggi quindi è il tuo lavoro a tempo pieno?
Assolutamente sì, anche se ho già in mente altri progetti da sviluppare in futuro, a breve e a lungo termine, sempre sulla divulgazione scientifica ma anche attraverso altri canali.
Da dove nasce l'idea di mescolare la scienza ai trend dei social?
A me piace molto raccontare utilizzando dei format, perché amo la parte dello storytelling: costruire una storia attorno a un fatto scientifico, sia esso una curiosità o il racconto di una scoperta. La parte nozionistica nuda e pura non la sento mia, quindi quando sviluppo un format o un singolo video seguo molto il mio istinto, le mie naturali inclinazioni, anche quello che mi succede nella mia vita.
In uno dei tuoi format più ricorrenti imiti l'ASMR in modo molto ironico?
Sì ho questo format in cui imito chi fa i video ASMR e inizio sempre con questo slogan "Rilassati, non avere l'ansia". Come anche per altri contenuti che poi ho sviluppato, anche questo è nato in modo spontaneo, per sperimentare una strada. In quel caso specifico, stavo già pensando di creare dei contenuti che parlassero degli errori nella scienza, poi un mio amico un giorno mi ha detto: "Sai, la tua voce sarebbe perfetta per fare video ASMR?". Così un giorno ho preso e ci ho provato, non ero nemmeno sicura che sarebbe andato bene e invece…
In quella giungla di creator che sono diventati ormai i social, secondo te cosa spinge chi ti guarda a fermarsi sui tuoi contenuti?
Guarda, questo dovresti chiederlo a chi mi segue. Quello che posso dirti io è che credo di essere diventata simpatica o divertente – ovviamente non a tutti – nel momento in cui ho smesso di provare a esserlo.
La mia priorità non è mai stata fare dei contenuti divertenti, ma fare capire quello che spiego a chi guarda i miei video. Se poi il modo in cui ci riesco è questo, ben venga. È lo stesso motivo per cui spesso nei miei video inserisco il napoletano. Non è una scelta studiata a tavolino, quando lo uso è soltanto perché in quel momento mi permette di dire una cosa nella maniera più semplice ed efficace possibile.
La scienza è sempre stata raccontata come qualcosa di serio. Tu non hai mai avuto paura che i tuoi colleghi criticassero o svalutassero il tuo modo di fare divulgazione?
Questo è un tema complesso. Sicuramente posso dirti che in questo mi ha aiutato la mia personalità, io non sono una persona che si prende troppo sul serio, anzi penso che in generale dovremmo farlo tutti un po' di meno. Poi, sicuramente in un primo momento il mio stile non è stato capito da tutti, ma il mio scopo non è quello di piacere a tutti.
Mi racconti meglio
Io voglio fare divulgazione nel modo che mi appartiene, in cui mi sento di farlo. Anche se questa mia vena leggera non dovesse essere capitata da qualcuno me ne farò una ragione. La mia priorità è raccontare e spiegare le cose senza fare errori, ma allo stesso tempo farmi capire dal maggior numero di persone possibile.
A chi vuoi arrivare?
Il mio obiettivo è arrivare a chi a quelle cose probabilmente non si sarebbe mai avvicinato. Se succede attraverso una storia, una risata o un sorriso, questo è accidentale. Per me ciò che conta è spiegare, bene e in modo chiaro, un certo argomento in modo che chiunque possa capirlo davvero.