Cacciatori di frodo uccidono un leone ma il DNA li inchioda: è la prima volta nella storia. Condannati

Per la prima volta nella storia forense, grazie all'analisi del DNA – la “prova regina” in molti casi di crimini umani – un gruppo di cacciatori di frodo è stato condannato al carcere per l'uccisione di un singolo leone. L'applicazione di questa tecnica forense nell'ambito della protezione della fauna selvatica rappresenta una vera svolta, che può inchiodare i trafficanti di parti di animali alle loro responsabilità. Molto spesso i processi si concludono in un nulla di fatto perché il solo possesso delle parti non sempre costituisce un reato; ma se si riesce a collegarle a un esemplare ucciso di cui si conosce il profilo genetico, allora è possibile arrivare a una sentenza in grado di rendere giustizia alle vittime innocenti dell'avidità e della crudeltà umana. In questo caso i bracconieri sono stati condannati a 24 mesi di carcere.
A raccontare la vicenda è il Victoria Falls Wildlife Trust, che ha collaborato a stretto contatto con le organizzazioni TRACE e TRAFFIC contro lo sfruttamento degli animali selvatici. Tutto ha avuto inizio nel 2024, quando un esemplare maschio di leone (Panthera leo) è stato ucciso nei pressi delle magnifiche cascate Vittoria, situate al confine tra Zambia e Zimbabwe lungo il percorso dello Zambesi, uno dei fiumi più lunghi dell'Africa. Il grande felino è stato ucciso in una trappola e i bracconieri ne hanno prelevato diverse parti, come artigli e altre porzioni anatomiche, che vengono vendute a peso d'oro sul mercato nero. L'esemplare era dotato di radiocollare, pertanto i ranger hanno raggiunto rapidamente il luogo del crimine; le indagini successive hanno portato all'arresto di alcuni bracconieri, ai quali sono state sequestrate diverse parti di leone. Poiché l'esemplare ucciso alle cascate Vittoria era noto e catalogato in uno specifico database genetico, i ricercatori dei laboratori del Victoria Falls Wildlife Trust hanno potuto stabilire la correlazione tra il DNA delle parti sequestrate e lo sfortunato leone maschio.
Queste prove sono state ottenute tramite una tecnica di sequenziamento chiamata DNA SNP, messa a punto da uno scienziato dell'Università di Edimburgo (Scozia, Regno Unito), che ha deciso di applicare le sue conoscenze alla salvaguardia della fauna selvatica nello Zimbabwe e in altre parti dell'Africa. Ricordiamo che il DNA (acronimo di acido desossiribonucleico o deossiribonucleico, DeoxyriboNucleic Acid in inglese) è un acido nucleico custodito nel nucleo delle cellule. Il National Human Genome Research Institute dei NIH (National Institutes of Health) degli Stati Uniti spiega che si tratta della molecola “che trasporta le informazioni genetiche per lo sviluppo e il funzionamento di un organismo”, una sorta di biblioteca piena di manuali e libri di istruzioni grazie ai quali è possibile "creare" e "far funzionare" un essere vivente (come un essere umano o un leone). Questa molecola biologica è un elemento probatorio nella pratica forense perché è univoca per ciascuno di noi (sebbene questo caso di omicidio con il coinvolgimento di due gemelli identici stia scuotendo la Francia). La novità sta nell'utilizzare questa tecnica per proteggere animali minacciati come i leoni, classificati come vulnerabili (codice VU) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).
Come indicato, i bracconieri ritenuti colpevoli grazie alle prove accettate dai pubblici ministeri sono stati condannati a 24 mesi di carcere. È “la prima condanna al mondo basata sulle analisi forensi di un singolo leone”, ha spiegato in un comunicato stampa il Victoria Falls Wildlife Trust. “Questo risultato rappresenta più di un semplice traguardo scientifico; incarna la nostra determinazione a proteggere la biodiversità per le generazioni future”, ha affermato l'organizzazione ambientalista. “Questo dimostra come la combinazione di formazione accademica, ricerca e sviluppo e casi forensi, tutti finanziati dai giocatori della People’s Postcode Lottery, possa garantire l'applicazione della legge sulla fauna selvatica in Zimbabwe”, ha dichiarato il professor Rob Ogden, che dirige TRACE. La People’s Postcode Lottery è una lotteria molto famosa nel Regno Unito con la quale, pagando un abbonamento mensile, vengono premiati tutti i residenti di un determinato CAP anziché i singoli individui. Questa lotteria finanzia migliaia di organizzazioni di beneficenza, fra le quali anche quelle coinvolte in questo storico traguardo, che hanno usato i fondi per applicare la prova del DNA ai leoni e renderla una prova affidabile nel contesto dei processi.
“Questa condanna è molto più di un singolo successo: rappresenta un cambiamento radicale nel modo in cui i reati contro la fauna selvatica possono essere indagati e perseguiti. Grazie al continuo supporto dei giocatori della People’s Postcode Lottery, i Paesi hanno ora la capacità forense di portare in tribunale prove solide e scientificamente fondate, rafforzando la protezione dei leoni e l'applicazione delle leggi sulla fauna selvatica in tutta l'Africa”, ha chiosato Richard Scobey, Direttore Esecutivo di TRAFFIC.