Bromelina, cos’è e come funziona il farmaco usato per le ustioni gravi dopo l’incendio di Crans-Montana

La bromelina, al centro dell’attenzione dopo l’incendio di Crans-Montana, è un farmaco poco noto al di fuori degli ambienti specialistici ma utilizzato nella gestione iniziale delle ustioni gravi nelle prime ore dopo il trauma. Si tratta di un estratto enzimatico impiegato per la rimozione dell’escara, il tessuto necrotico che si forma a seguito di lesioni da calore o fiamme, secondo i protocolli adottati nei centri per grandi ustionati. Tra questi, l’Ospedale Niguarda di Milano, che lo ha richiesto urgentemente all’Ospedale Villa Scassi di Genova Sampierdarena dopo il trasferimento di alcuni dei feriti del rogo di Capodanno.
“Il farmaco — spiega il dottor Giuseppe Perniciaro, direttore del Centro grandi ustionati dell’Ospedale Villa Scassi — provoca un’escarolisi enzimatica, sciogliendo l’escara d’ustione, evitando massive perdite ematiche che altrimenti comprometterebbero la sopravvivenza del paziente”.
Questa definizione clinica, basata sull’esperienza diretta del centro specialistico, mette in evidenza il valore tecnico del trattamento: la bromelina non è una terapia generica, ma una procedura selettiva di debridement (sbrigliamento) che può ridurre i rischi associati alla gestione chirurgica tradizionale. Clinicamente, il farmaco a base di bromelina approvato nell’Unione Europea con il nome commerciale NexoBrid è indicato per la rimozione dell’escara in ustioni termiche di secondo e terzo grado, come descritto nella documentazione dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA).
L’eliminazione controllata del tessuto necrotico attraverso enzimi proteolitici consente di preservare il tessuto vitale circostante e di preparare la ferita alle fasi successive della cura. Una revisione sistematica della letteratura scientifica mostra che l’impiego della bromelina può ridurre la necessità di escarectomia chirurgica, accorciare i tempi di degenza e diminuire l’incidenza di complicanze infettive nei pazienti con ustioni gravi.
Cos’è l’estratto di bromelina
La bromelina è un concentrato di enzimi proteolitici estratti dall’ananas (Ananas comosus), generalmente dal gambo. In ambito clinico, questo estratto viene formulato come farmaco topico a uso ospedaliero, distinto dagli integratori alimentari a base di bromelina, e destinato esclusivamente alla gestione delle ustioni in contesti specialistici.
La formulazione clinica è autorizzata nell’Unione Europea per l’uso nelle ustioni termiche profonde, dalle ustioni a spessore parziale del derma (secondo grado) fino alle ustioni a tutto spessore (terzo grado), e deve essere applicata in centri per grandi ustionati sotto supervisione medica.
Come funziona la bromelina
Nel contesto delle ustioni gravi, la bromelina agisce come agente di sbrigliamento, ossia come miscela di enzimi proteolitici che rimuove selettivamente i tessuti devitalizzati dalla cute, dissolvendo l’escara che ricopre la ferita.
Come spiegato nei documenti regolatori dell’EMA, la rimozione enzimatica dell’escara consente il trattamento del tessuto cutaneo vivo e ne favorisce la conservazione, creando le condizioni per una gestione clinica più efficace della lesione nelle fasi successive. L’applicazione avviene localmente, sotto forma di gel, seguendo protocolli rigorosi che prevedono una preparazione accurata dell’area ustionata e il monitoraggio del paziente.
Perché la bromelina è importante nella gestione delle ustioni gravi
Nelle ustioni profonde, la fase iniziale del trattamento è cruciale: una rimozione incompleta o tardiva del tessuto necrotico può favorire infezioni, aumentare la perdita di fluidi ed estendere il danno ai tessuti circostanti.
L’approccio con bromelina permette una rimozione più selettiva dell’escara, riducendo l’invasività rispetto all’escissione chirurgica tradizionale e limitando l’emorragia intraoperatoria.
Le evidenze cliniche indicano che questo metodo può contribuire a migliorare la gestione complessiva delle lesioni, preservando una maggiore quantità di tessuto dermico vitale e riducendo, in alcuni casi, il ricorso a interventi chirurgici successivi.