Artemis II, ora un cratere della Luna è per Carroll: l’omaggio alla moglie del comandante Reid Wiseman

Durante il sorvolo lunare di Artemis II, uno dei momenti più storici della missione NASA, l’equipaggio ha proposto di dedicare un cratere della Luna a Carroll Wiseman, la moglie del comandante Reid Wiseman, scomparsa nel 2020. La richiesta, avanzata dall’astronauta canadese e specialista di missione Jeremy Hansen, è stata comunicata via radio negli istanti del flyby del 6 aprile, poco dopo il superamento del record di distanza dalla Terra. In quel momento, Wiseman non è riuscito a parlare: colto dall’emozione, ha lasciato che fosse il collega a dare voce a un gesto che andava oltre la missione stessa.
Nel corso di una diretta dallo spazio, nella notte italiana, mentre la capsula Orion è in viaggio di rientro verso la Terra, il comandante ha ripercorso quel passaggio chiave. “Personalmente, è stato il momento culminante della missione” ha spiegato. “È stato lì che noi quattro ci siamo uniti di più, che il nostro legame si è rafforzato maggiormente”.
L’idea di dedicare un cratere a Carroll non è nata durante il volo, ma pochi giorni prima del lancio, mentre l’equipaggio si trovava in quarantena. Sono stati gli altri astronauti a proporla a Wiseman. “Certo, mi piacerebbe molto” ha ricordato di aver risposto, pur ammettendo di non sentirsi pronto ad affrontare pubblicamente un momento così carico di significato. Oltre a “Carroll”, l’equipaggio ha proposto di assegnare il nome “Integrity” a un secondo cratere, in riferimento alla denominazione scelta dagli astronauti per la capsula Orion utilizzata nella missione.
Come spiegato dalla NASA, durante il volo l’equipaggio ha raggiunto una distanza massima di circa 252.756 miglia (oltre 406.000 chilometri) dalla Terra, stabilendo un nuovo record per il volo umano nello spazio profondo. La navicella ha sorvolato la Luna a circa 6.500 chilometri dalla superficie, offrendo agli astronauti una visione diretta di porzioni del lato nascosto.
Il cratere “Carroll”: dove si trova e cosa sappiamo
Il cratere lunare per cui è stato proposto il nome Carroll ha un diametro di circa 5 chilometri e si trova vicino al confine tra lato visibile e il lato nascosto della Luna. Una posizione particolare, quasi di passaggio tra ciò che conosciamo e ciò che resta ancora da esplorare.
Carroll Wiseman era un’infermiera neonatale, una professione che racconta presenza costante nei momenti più delicati della vita. La sua scomparsa per cancro nel 2020 ha segnato profondamente la vita del comandante. In questo contesto, il gesto dell’equipaggio si inserisce proprio in questa dimensione: un riferimento personale che si intreccia con una missione storica, portando nello spazio un richiamo a chi non c’è più, ma resta parte della vita di chi rimane.
La proposta di denominazione, unitamente a quella per il cratere “Integrity”, sarà ora sottoposta all’Unione Astronomica Internazionale, l’ente responsabile dell’assegnazione ufficiale dei nomi alle formazioni della superficie lunare. Solo dopo l’eventuale approvazione, i nuovi nomi potranno diventare ufficiali.
Da Apollo ad Artemis II: storia e nomi dei luoghi sulla Luna
L’idea di attribuire un nome a caratteristiche e crateri della Luna ha precedenti che risalgono alle missioni del programma Apollo. Durante Apollo 8, nel 1968, l’astronauta Jim Lovell individuò una formazione montuosa vicino al Mare della Tranquillità e la chiamò “Mount Marilyn”, in onore della moglie. Quel punto divenne in seguito un riferimento importante per l’allunaggio di Apollo 11 nel 1969.
Il nome rimase informale fino 2017, quando fu ufficialmente riconosciuto dall’Unione Astronomica Internazionale. Anche oggi, gli astronauti di Artemis II seguono questa consuetudine, utilizzando denominazioni non ufficiali per identificare punti di riferimento sulla superficie lunare e legando così l’impresa storica a una dimensione personale.