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Artemis 2, la foto della Terra vista dagli astronauti è una meraviglia. La Luna si avvicina: “Siamo a metà strada”

Durante il viaggio verso la Luna, le fotocamere a bordo della navetta Orion della missione Artemis 2 hanno catturato splendide immagini della Terra. La NASA ha affermato che gli astronauti sono a circa “metà strada” dal satellite naturale.
A cura di Andrea Centini
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La foto della Terra ripresa dalla missione Artemis 2. Credit: NASA
La foto della Terra ripresa dalla missione Artemis 2. Credit: NASA

La missione Artemis 2 della NASA è stata lanciata con successo nella notte italiana tra l’1 e il 2 aprile e ora, dopo aver lasciato l’orbita terrestre, si sta dirigendo velocemente verso il suo ambizioso obiettivo: la Luna. Come spiegato in un post pubblicato stamattina presto dall’agenzia aerospaziale statunitense, i quattro astronauti a bordo della navetta OrionGregory Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch della NASA e Jeremy Hansen della CSA, l’Agenzia Spaziale Canadese – sono nel mezzo del loro entusiasmante e pionieristico viaggio: “La missione Artemis II si trova circa a metà del percorso verso la Luna. Una volta giunti a destinazione, gli astronauti effettueranno un sorvolo lunare e raccoglieranno osservazioni scientifiche della superficie”. Il 6 aprile la navetta Orion si avvicinerà ad appena 7.400 chilometri dal satellite naturale del nostro pianeta, non prima però di aver toccato la distanza massima dalla Terra mai raggiunta da un equipaggio umano a bordo di un veicolo spaziale. Neppure gli astronauti della drammatica missione Apollo 13 si allontanarono così tanto. Durante l’emozionante viaggio, le fotocamere a bordo della navetta hanno catturato due meravigliose fotografie ad alta risoluzione del nostro pianeta, unico per quanto ne sappiamo, sebbene nascosti tra i miliardi di esopianeti della sola Via Lattea – la nostra galassia – potrebbero esserci numerosi gemelli.

Gli scatti condivisi dalla NASA mostrano due visioni differenti della Terra. Nella prima fotografia si vede il pianeta “fare capolino” dal finestrino della navetta Orion, “ricordandoci che una vista come questa è frutto dell’ingegno e del duro lavoro di innumerevoli persone sulla Terra”, spiega l’agenzia aerospaziale. “Nella seconda immagine – aggiunge – vediamo il nostro pianeta nella sua interezza, illuminato da spettacolari sfumature di blu e marrone. Un’aurora boreale verde illumina persino l’atmosfera”. È uno scatto d’insieme spettacolare, che mostra tutto ciò che rende così meravigliosa e fragile la casa di tutti noi. A stupire è soprattutto il sottile spessore dell’atmosfera, alla quale dobbiamo la nostra esistenza. Se un’immagine del genere suscita grandi emozioni per chi la osserva sullo schermo di un computer o di uno smartphone, per gli astronauti che contemplano la Terra con i propri occhi rappresenta uno dei momenti più intensi e significativi della carriera. È il cosiddetto “Overview Effect”, un’espressione coniata dal filosofo spaziale Frank White quasi 40 anni fa, dopo aver intervistato diversi astronauti rientrati da missioni “fra le stelle”. Non si tratta solo di stupore estetico, ma di un vero e proprio cambiamento interiore, una trasformazione percettiva guidata da quattro fattori.

Il primo è la constatazione della fragilità della vita, dovuta al sottilissimo velo atmosferico che avvolge il globo terracqueo. Vederlo con i propri occhi è ben diverso dallo scorrere i freddi numeri su un libro. In secondo luogo scompare l’idea di un pianeta diviso da rigidi confini politici: l’umanità appare unica e unita, come il nostro pianeta sospeso nell’Universo. La sensazione viene amplificata ulteriormente in un momento come questo, in cui guerre e violenza insanguinano costantemente il meraviglioso blu e verde della nostra casa, citato dalla NASA. Ciò alimenta negli astronauti un forte senso di responsabilità verso l’ambiente e verso gli altri. Tra coloro che potrebbero vivere un Overview Effect particolarmente intenso vi è l’astronauta canadese Jeremy Hansen, al suo primo volo nello spazio (i tre della NASA sono tutti “veterani”). Tuttavia, come raccontato da Umberto Guidoni a Fanpage.it, uno dei momenti più spettacolari ed emozionanti per tutti sarà dopo aver orbitato attorno alla faccia nascosta della Luna e aver visto sorgere la Terra dal lato opposto.

Tra chi ha recentemente vissuto un Overview Effect particolarmente significativo vi è stato l’attore canadese William Shatner, conosciuto soprattutto per aver interpretato il capitano Kirk in Star Trek. Nel 2022 ha compiuto un volo suborbitale a bordo della navetta Blue Origin di Jeff Bezos, diventando così l’astronauta più anziano in assoluto (aveva 90 anni). Al rientro ha raccontato di aver vissuto un’esperienza totalizzante, in cui il “contrasto tra la pericolosa freddezza dello spazio e il caldo nutrimento della Terra sottostante” lo ha riempito di una “tristezza travolgente”.

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