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Alle 04:03 del 4 aprile l’asteroide 2023 DZ2 di circa 60 metri in avvicinamento alla Terra: l’annuncio NASA

La NASA ha comunicato che alle 04:03 ora italiana del 4 aprile l’asteroide 2023 DZ2 compirà un passaggio ravvicinato alla Terra. L’oggetto ha un diametro stimato compreso tra i 40 e gli 80 metri.
A cura di Andrea Centini
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Alle 02:03 del Tempo Coordinato Universale (UTC) – le 04:03 in Italia – di sabato 4 aprile 2026, un asteroide compirà un passaggio ravvicinato alla Terra. Protagonista del flyby, come annunciato dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA nella pagina “Next Five Asteroid Approaches”, il sasso spaziale 2023 DZ2. Era stato identificato per la prima volta circa tre anni fa grazie al telescopio Isaac Newton (INT) di 2,54 metri installato presso il Roque de los Muchachos Observatory sull’isola di La Palma, alle Canarie (Spagna). Quando fu scoperto suscitò una certa apprensione per il potenziale rischio di impatto futuro, ma uno studio internazionale condotto da scienziati dell'Instituto de Astrofísica de Canarias (IAC) ha escluso potenziali collisioni per i prossimi decenni. Pertanto anche l'imminente transito sarà del tutto sicuro, dato che, come indicato dalla NASA e dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA), la distanza minima raggiunta dall'asteroide sarà di 0.006768 unità astronomiche (UA). Poiché una UA corrisponde a quasi 150 milioni di chilometri, cioè la distanza che separa il centro della Terra dal centro del Sole, ciò significa che il sorvolo di 2023 DZ2 avverrà a 1 milione di chilometri circa, più o meno il doppio della distanza che separa mediamente il nostro pianeta dalla Luna (384.000 chilometri). La distanza, sebbene significativa, non è così ampia come si potrebbe credere: basti sapere che la NASA classifica come “potenzialmente pericolosi” tutti gli asteroidi che si avvicinano entro 7,5 milioni di chilometri dall'orbita terrestre e hanno un diametro di almeno 140 metri.

A sinistra il telescopio Isaac Newton, a destra l’asteroide 2023 DZ2 cerchiato in rosso. Credit: IAC
A sinistra il telescopio Isaac Newton, a destra l’asteroide 2023 DZ2 cerchiato in rosso. Credit: IAC

L'asteroide 2023 DZ2 non raggiunge simili dimensioni, ma è comunque un oggetto da tenere sotto stretto monitoraggio. Secondo il Center for Near Earth Object Studies (CNEOS) della NASA, il suo diametro è compreso tra i 37 e gli 83 metri, mentre secondo il Near-earth objects coordination centre dell'ESA è tra i 40 e gli 80 metri. In sostanza, parliamo di un oggetto con un diametro medio stimato di circa 60 metri, un dato che lo fa rientrare nella categoria dei cosiddetti "killer di città", tutti quegli asteroidi tra i 50 e i 100 metri che, in caso di impatto, sarebbero in grado di radere al suolo in pochi istanti un'intera città. E 2023 DZ2 presenta una caratteristica che lo rende ancor più minaccioso. Come spiegato dalla IAC nel 2023, infatti, il corpo celeste risulta “molto solido, con composizione molto probabilmente metallica”. Un oggetto di questo tipo è decisamente più “attrezzato” a sopravvivere all'attrito con l'atmosfera terrestre rispetto a un sasso spaziale roccioso, che può essere più facilmente disintegrato – o perlomeno frammentato – dal fenomeno dell'ablazione. “La maggior parte di esso raggiungerebbe la superficie del nostro pianeta e non si disintegrerebbe attraversando l'atmosfera”, evidenzia la IAC.

Animazione dell’asteroide 2023 DZ2. Credit: IAC
Animazione dell’asteroide 2023 DZ2. Credit: IAC

Disporre di queste informazioni è importante nel contesto della prevenzione e della mitigazione dei disastri naturali. Gli impatti cosmici, ovvero le collisioni di asteroidi o comete con la Terra, sono tra i pochi disastri naturali che possono essere previsti con grande precisione se si dispone di dati sufficienti”, aveva spiegato il dottor Raúl de la Fuente Marcos, ricercatore presso l'Università Complutense di Madrid (UCM). Un oggetto metallico di 60 metri – o persino 80 metri – che entra in atmosfera a una velocità di oltre 26.000 chilometri orari (7,24 chilometri al secondo) – come sta viaggiando in questo momento 2023 DZ2 – e che supera integralmente o quasi l'attrito, può creare danni catastrofici a livello locale. Fortunatamente, non siamo assolutamente innanzi a una simile probabilità. Come aveva spiegato a Fanpage.it l'astrofisico Gianluca Masi del Virtual Telescope Project, inoltre, siamo a buon punto per avere un sistema di difesa planetaria efficiente contro questi oggetti.

Chiaramente 2023 DZ2 non è un cosiddetto “killer di pianeti”, un oggetto come un asteroide o una cometa con un diametro di 9-10 chilometri (o più) in grado di innescare estinzioni di massa a livello planetario. L'oggetto responsabile dell'Evento di Chicxulub, avvenuto 66 milioni di anni fa alla fine del Cretaceo, aveva dimensioni di questo tipo e causò, assieme alla famigerata estinzione dei dinosauri non aviani, quella del 75 percento degli animali presenti sulla Terra all'epoca. Una prima onda di tsunami alta 1,5 chilometri che viaggiò a 143 km/h, incendi devastanti su scala globale e un lunghissimo inverno da impatto – con il Sole oscurato per anni da ceneri e detriti – furono alcune delle conseguenze di questa Apocalisse.

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