Accorgersi del melanoma, la dermatologa dopo il caso Renzi: “Quando vediamo i cambiamenti può essere tardi”

Dal suo profilo Instagram Matteo Renzi ha raccontato di aver appena rimosso un melanoma, scoperto casualmente durante una normale visita di controllo. "L'ho rimosso immediatamente, io non rischio niente, sono tranquillissimo, tutto è stato preso in tempo", ha rassicurato Renzi, invitando però tutti a sottoporsi ai controlli periodici.
"Ragazzi, controllatevi perché la differenza fondamentale quando hai un tumore alla pelle è il momento in cui lo becchi. Nel mio caso, sono stato fortunato perché l'ho preso subito, ma capite che se uno lo avesse lasciato lì due, tre, cinque anni sicuramente avrebbe fatto danno", ha poi ribadito Renzi. Difatti il melanoma, sebbene rappresenti solo il 5% – spiega Fondazione Airc – è il più aggressivo di tutti i tumori della pelle.
Per questo la diagnosi precoce fa la differenza: la prognosi varia infatti molto in base allo spessore, e quindi allo stadio di evoluzione, del tumore. Quasi il 100% – spiega il Manuale MSD – dei melanomi superficiali e precoci si risolve senza conseguenze con la chirurgia. Ma i melanomi a uno stadio avanzato, più profondi di 1 mm, presentano un rischio elevato di creare metastasi nel sangue e nei linfonodi.
Proprio per il ruolo determinante che ha la diagnosi precoce sull'evoluzione del melanoma Fanpage.it ha chiesto alla dottoressa Marta Carlesimo, dermatologa e docente di Dermatologia e Venereologia dell'Università di Roma La Sapienza, quali sono gli errori più comuni e i falsi miti sul melanoma.
Quali sono le visite su cui si basa la prevenzione del melanoma?
Ormai è acclarato: di prassi tutti devono fare una visita dermatologica all’anno. L’età in cui si dovrebbe incominciare è dopo l’adolescenza, anche se esistono casi rari di melanomi che si verificano anche prima. Questa è la regola generale, poi ovviamente da caso a caso, in base a diversi fattori, il medico può raccomandare controlli più frequenti.
Il rischio melanoma quindi riguarda tutti?
Assolutamente sì. Spesso si pensa che debbano controllarsi solo le persone con fototipo chiaro, ovvero che hanno pelle, capelli e occhi chiari, ma questa è una fake news. Anche se i fototipi chiari sono più a rischio, è scientificamente accertato che anche il soggetto con pelle scura può sviluppare un melanoma.
Non bisogna nemmeno pensare che siccome non abbiamo tanti nei o non abbiamo mai avuti problemi prima allora non dobbiamo controllarci. In ambito scientifico esiste la regola del "brutto anatroccolo".
Cos'è la regola del brutto anatroccolo?
È il principio, riconosciuto a livello scientifico, per cui se sulla pelle c’è un neo che "spicca" per differenza clinica rispetto a tutti gli altri nei, allora quello è un neo che va attenzionato.
Cosa controlla il dermatologo durante la visita?
La visita deve essere completa, ovvero su cute e mucose. Andrebbe controllato anche il cuoio capelluto perché qualsiasi sede può essere interessata dal melanoma, anche se ovviamente questa parte del corpo è più difficile da controllare per la presenza dei capelli. Il dermatologo valuta tutti i nei e individua se ce ne sono alcuni atipici in base alla famosa regola dell’ABCDE.
Cos’è la regola ABCDE?
La sigla ABCDE racchiude i parametri rispetto ai quali il medico valuta il singolo neo. Sta per Simmetria, Bordi, Colore, Diametro, Evoluzione. Se necessario, si approfondisce con la videodermatoscopia, una tecnologia che permette di andare oltre ciò che riesce a vedere l’occhio umano, o con il confocale, uno strumento che permette di fare un'analisi predittiva.
Se quindi un neo è atipico, il medico valuta di monitorarlo o di asportarlo. In quest'ultimo caso si procede con l’esame istologico, che resta il "dirimente", ovvero l’esame in grado di confermare definitivamente se quel neo era o meno un melanoma.
Si può fare prevenzione da soli, magari attraverso l’osservazione di eventuali campanelli d’allarme?
L’autocontrollo è un terreno scivoloso. Noi dermatologi ci mettiamo anni per allenare l'occhio a riconoscere i nei sospetti. Pensare di sostituirsi al medico è rischioso. Per prima cosa è impossibile osservare da soli alcune parti del corpo nascoste come la schiena, ma soprattutto quando una persona nota a occhio nudo delle modifiche, spesso è già tardi. Per questo è fondamentale fare sempre una visita di controllo all'anno, o secondo le indicazioni del proprio medico.
Perché è così importante fare la visita anche quando non si vede nulla di sospetto?
La vera prevenzione consiste nel togliere il neo prima che si trasformi in melanoma o comunque quando è a uno stato iniziale, con uno spessore ancora minimo e non è ancora infiltrato. Questo ti salva la vita, anche perché ricordiamo che il melanoma è uno dei tumori più aggressivi.
Se abbiamo un neo sospetto dobbiamo comunque fare la mappatura ogni anno?
Questo è un concetto importante: la visita deve essere fatta a prescindere dalla videodermatoscopia su specifici nei. Non è sufficiente tenere monitorati eventuali nei già segnalati in visite precedenti, ma ogni anno va ricontrollata tutta la superficie cutanea.
Il melanoma non nasce solo dalla trasformazione di un neo già sospetto, ma esiste anche il neo che insorge "de novo" proprio come melanoma. Se ti limiti a ricontrollare un neo già noto, potresti perderti nuove anomalie che si sono formate nel corso dell’ultimo anno.
Quali sono gli errori più comuni che vede nella sua esperienza?
Anche se stiamo migliorando, ci sono ancora molti errori che continuiamo a fare. Ad esempio un grave errore, ma molto comune, è pensare che essere già abbronzati basti per non mettere la protezione solare: sbagliatissimo. La fotoprotezione deve essere fatta sempre, sia topica, con una buona protezione solare, sia sistemica, con integratori specifici, ma seguendo ovviamente le raccomandazioni del proprio medico.
Inoltre, anche se mettiamo la protezione solare dobbiamo evitare le ore centrali, dalle 12:00 alle 15:00.
Va anche sfatato il mito dell'ombrellone: non è assolutamente vero che sotto l'ombra o in acqua non ci scottiamo. Anche se a noi non sembra infatti, comunque restiamo esposti al sole rifratto.
La protezione solare va messa solo in estate?
Questa è un’altra fake news. La protezione solare va messa ogni volta che siamo esposti al sole. Non solo al mare e non solo in estate. Inoltre, dobbiamo imparare ad applicarla anche nelle aree che spesso trascuriamo, come il cuoio capelluto nelle persone con alopecia androgenetica, o sulle orecchie. Tant’è che la sede di maggiore insorgenza di tumori epiteliali (non melanomici) negli uomini è proprio il cuoio capelluto.
Ricordate che la pelle non dimentica, quindi è fondamentale non scottarsi. Perché ogni ustione aumenta il danno oncologico. Questo infatti è cumulativo: significa che un tumore a 50 anni è anche conseguenza di errori fatti anni prima. Per questo è fondamentale proteggerci dai raggi UVA e UVB fin dall’infanzia.