Abbiamo visto l’allattamento dei capodogli nell’Oceano Atlantico: l’emozionante incontro alle Azzorre

Il capodoglio (Physeter macrocephalus), essendo stanziale nelle acque delle Azzorre, è la specie di cetaceo che si avvista più facilmente durante le uscite di whale watching dall'arcipelago portoghese. In genere è possibile osservare questi animali mentre nuotano placidamente in superficie, rilasciando il caratteristico soffio obliquo – di circa 45 gradi – per via dell'unico sfiatatoio posto a sinistra sulla testa, leggermente inclinato di lato.

Prendono fiato prima di una nuova immersione profonda negli abissi, dove danno la caccia alle loro prede preferite: i calamari. È un momento magico per gli appassionati perché, prima di immergersi in verticale, i capodogli inarcano la colonna vertebrale e tirano fuori la coda (più correttamente pinna caudale), regalando l'opportunità di fotografie indimenticabili. Ne potete vedere una qui di seguito, che abbiamo scattato alcuni giorni addietro innanzi all'isola di Pico, considerata la migliore delle Azzorre per il whale watching.

Spesso è possibile ammirare questi meravigliosi animali impegnati in comportamenti sociali affascinanti e spettacolari. Li abbiamo visti saltare fuori dall'acqua – un'acrobazia che i biologi marini chiamano breaching – nuotare in modo energico e tirar fuori la testa per curiosare al di fuori del loro mondo segreto e sommerso (spy hopping). Un momento particolarmente emozionante è stato l'incontro con un piccolo mentre veniva allattato da una grande femmina. Non è certo che fosse la madre perché in questi mammiferi marini l'allattamento viene effettuato anche da altre femmine appartenenti allo stesso gruppo sociale.
Nei capodogli, infatti, i gruppi sono fondamentalmente composti da femmine adulte e giovani esemplari; i maschi, quando raggiungono la maturità, si allontanano e fanno una vita perlopiù solitaria, per poi ricongiungersi nel periodo della riproduzione. Quelli delle Azzorre in genere migrano verso i freddi mari del nord. I maschi sono inoltre molto più grandi delle femmine e possono superare i 18 metri di lunghezza per oltre 40 tonnellate di peso.

Nella struttura sociale matriarcale di questa specie c'è molta collaborazione tra le femmine, in particolar modo per quel che concerne la protezione e il nutrimento dei piccoli, che possono essere allattati da diversi esemplari mentre la madre è assente (alloparental care). Le immersioni profonde per l'alimentazione, del resto, possono durare anche più di un'ora – in genere i capodogli risalgono in superficie entro una quarantina di minuti – quindi il babysitting svolge un ruolo fondamentale.

Abbiamo assistito alla tenera scena dell'allattamento nelle acque tra l'isola di Pico e Sao Jorge, due delle tre isole (assieme a Faial) del cosiddetto “Gruppo Centrale” delle Azzorre, arcipelago composto in tutto da nove isole. Inizialmente abbiamo notato solo la grande femmina, ma poco dopo ha fatto capolino anche il piccolo, emerso dalle parti della pinna caudale. Ha continuato a nuotare in quella posizione, alternando immersioni a riemersioni mettendo fuori dall'acqua buona parte della testa. Come ci hanno spiegato i biologi marini a bordo del gommone, quel comportamento era un segno tipico di allattamento. “Sembra proprio un comportamento di ‘peduncle diving‘ associato all'allattamento”, ci ha poi confermato il dottor Enrico Villa, responsabile della ricerca scientifica di CW Azores.

I piccoli di capodoglio – e degli altri cetacei – non succhiano il latte, dato che non hanno le labbra, ma lo ricevono in bocca dalle femmine che lo spruzzano da capezzoli rivolti all'indietro (e protetti da apposite tasche); vengono stimolati proprio dai “colpetti” dei piccoli affamati. Il latte dei cetacei è decisamente diverso da quello di altri mammiferi, risultando molto più denso, povero di zuccheri e soprattutto ricchissimo di grassi. È una sorta di pasta viscosa che viene “sparata” direttamente nella bocca dei piccoli, fondamentale per permettere loro di accumulare tanta energia, crescere velocemente e sviluppare lo spesso strato di grasso sottocutaneo, che li protegge dall'ambiente marino estremo in cui vivono.

Ricordiamo che i capodogli, i più grandi predatori viventi sulla Terra, sono stati cacciati per secoli alle Azzorre. L'ultimo fu ucciso soltanto nel 1986. Oggi nell'arcipelago portoghese i cetacei sono rigidamente tutelati e sono diventati una delle principali attrazioni turistiche nel cuore dell'Oceano Atlantico. Sono infatti circa trenta le specie che possono essere avvistate in queste acque, ricchissime di biodiversità.

Oltre ai capodogli, nella stessa escursione abbiamo avuto la fortuna di avvistare anche un grande branco di pseudorche (Pseudorche crassidens), magnifici predatori appartenenti alla famiglia dei delfinidi – come le orche vere e proprie – che arrivano a 6 metri di lunghezza. Cliccando su questo link potete vedere immagini e video del meraviglioso incontro in mezzo all'oceano.