Abbiamo incontrato le sule a Sabaudia: foto e video degli uccelli marini che si tuffano come frecce

Quando si pensa alle sule (Morus bassanus), grandi uccelli marini, vengono in mente selvagge isole remote e scogliere affacciate sull'Oceano Atlantico settentrionale, dove questi magnifici animali danno vita a colonie anche con decine di migliaia di esemplari. Non tutti sanno che le sule – protagoniste di bellissimi documentari – vengono a svernare anche nelle acque italiane, in particolar modo lungo la costa del Mar Tirreno, dove è possibile incontrarle soprattutto tra gennaio e la prima metà di febbraio, prima del ritorno ai siti di riproduzione.

Molto spesso questi uccelli si mantengono al largo, pertanto avvistarli dalla costa non è affatto semplice, inoltre, se non si è appassionati di birdwatching, dalla grande distanza le si può scambiare per specie più comuni, come grossi gabbiani. In Italia le sule sono state protagoniste anche di casi eccezionali, come la nidificazione di Porto Venere (Liguria) di alcuni anni fa, avvenuta addirittura dentro una barca, ma in genere la presenza di questi uccelli è discreta e passa inosservata ai più.

Ma se si sa dove cercarle, con un pizzico di pazienza e fortuna si può assistere a uno degli spettacoli della natura più affascinanti: la loro tecnica di pesca. Le sule, infatti, scrutano sotto la superficie dell'acqua alla ricerca di pesci da decine di metri di altezza, grazie alla vista acuta; quando li individuano fanno una virata verso il basso, stringono le ali al corpo e assumono una posizione a freccia, quanto più aerodinamica e idrodinamica possibile. Potete vederla nella foto qui di seguito. Non c'è da stupirsi che abbia ispirato il design e la progettazione di alcuni caccia militari, come l'F-111 e l'F-15.

Le sule entrano in acqua come proiettili a una velocità incredibile, dato che possono raggiungere e superare i 100 chilometri orari. Avete letto bene. Ciò permette a questi uccelli di catturare le prede entro i primi metri di profondità. La spettacolare manovra aerea è tutto fuorché priva di rischi, come mostra il magnifico documentario della BBC narrato dal leggendario naturalista britannico David Attenborough (l'8 maggio di quest'anno compirà 100 anni) che potete vedere qui di seguito. Alcuni esemplari, infatti, si rompono l'osso del collo se non eseguono l'entrata in acqua alla perfezione, perdendo la vita. Ma sono incidenti rari, per fortuna. Dopo la pesca di successo e l'emersione, le sule si riassestano e ripartono in volo dopo una breve rincorsa sull'acqua, prima di una nuova e acrobatica picchiata. A volte vengono notate dai pescatori perché sono ovviamente sono attratte dai copiosi banchi di pesce.
Noi abbiamo avuto la fortuna di ammirare questi splendidi animali sul lungomare di Sabaudia, all'ombra del Circeo, dove resteranno più o meno fino alla metà di febbraio. In questo periodo dell'anno si possono vedere diversi adulti e giovani che fanno avanti e indietro innanzi alla costa, alla costante ricerca di cibo. Non sono (giustamente) vicinissime alla spiaggia, dato che per pescare hanno bisogno di acqua con una certa profondità, ma è sufficiente piazzarsi nei punti giusti per poter ammirare lo spettacolare gesto acrobatico di cui sopra.

Come mostra il video in testa all'articolo, abbiamo ripreso diversi tuffi che mostrano bene la preparazione e l'entrata in acqua. I giovani, che hanno un piumaggio più scuro, sono chiaramente meno abili ed eleganti degli adulti bianchi e neri (con deliziose sfumature giallognole sulla testa), ma stanno imparando e in breve tempo diventeranno bravi come i grandi. Nell'articolo, oltre alle nostre foto, trovate anche quelle dei fotografi naturalisti Simone Proietti e Sandro Allegretti, che ringraziamo molto.
