3I/ATLAS sta per salutarci, Avi Loeb: “Addio, amico interstellare. Ci lascia con 22 anomalie”

Manca pochissimo all'ultimo, significativo passaggio ravvicinato di 3I/ATLAS nei pressi di un pianeta del Sistema solare. Lunedì 16 marzo 2026, infatti, l'oggetto interstellare scoperto il 1 luglio 2025 dal sistema ATLAS in Cile, “sorvolerà” il gigante gassoso Giove, il più grande pianeta del nostro sistema. Dopo questo saluto si avvierà verso lo spazio profondo, sparendo per sempre e lasciandoci con più domande che risposte. Secondo il professor Avi Loeb del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Harvard, infatti, l'oggetto interstellare se ne andrà portando con sé un bagaglio di ben 22 “anomalie”. Tornando al saluto di Giove, la distanza minima raggiunta dal visitatore alieno sarà di circa 53,6 milioni di chilometri, superiore a quella del fly-by su Marte (33 milioni di chilometri il 2 ottobre 2025) ma inferiore a quella dell'incontro con Venere (97 milioni di chilometri il 3 novembre 2025) e soprattutto con la Terra, ben 270 milioni di chilometri il 19 dicembre 2025.
Il passaggio di lunedì 16 marzo sarà una delle ultime occasioni per mettere 3I/ATLAS nel mirino delle sonde che orbitano attorno al pianeta gigante, grazie alle quali si continuano a raccogliere dati preziosi. Dopo questo saluto, l'oggetto interstellare proseguirà nel suo viaggio verso l'ignoto, avviandosi verso l'uscita dal Sistema solare. Per il professor Avi Loeb, che studia 3I/ATLAS sin dalla sua scoperta, questo addio ha un sapore particolarmente amaro, soprattutto perché siamo innanzi a un'occasione sprecata, come racconta nel suo ultimo articolo pubblicato su Medium. “Il passaggio di 3I/ATLAS su un'orbita retrograda entro 5 gradi dal piano dell'eclittica – spiega l'astrofisico israeliano naturalizzato statunitense – ha offerto un'opportunità ideale per una sonda spaziale di intercettarne la traiettoria, scattare una fotografia ravvicinata, prelevarne un campione o persino impiantare una capsula piena di tecnologia o di vita come la conosciamo nel suo ventre e trasportarla nello spazio interstellare a 60 chilometri al secondo, il doppio della velocità dei nostri razzi più veloci. Abbiamo perso tutte queste rare opportunità.”
Nonostante si tratti del terzo oggetto interstellare a farci visita di cui siamo a conoscenza, dopo il “sigaro spaziale” 1I/'Oumuamua nel 2017 e la cometa 2I/Borisov nel 2019, le agenzie aerospaziali non hanno predisposto alcuna missione per intercettare il successivo, eventuale visitatore. Così 3I/ATLAS ci è “passato sotto il naso” – in termini puramente astronomici – senza poterlo raggiungere. Si era addirittura ipotizzato di deviare una sonda già impegnata in un'altra missione e mandarla all'inseguimento, ma l'ardita idea avanzata da qualcuno è stata immediatamente scartata, alla luce dei costi, dell'organizzazione e dell'importanza di ogni singola missione fra le stelle. “Dovremmo puntare a fare di meglio nel nostro prossimo incontro con un misterioso oggetto interstellare. Ma date le rare proprietà di 3I/ATLAS, non è chiaro se ci verrà data una simile opportunità a breve”, ha evidenziato il professor Loeb, lanciandosi poi un saluto di commiato: “Addio, nostro amico interstellare”.
Oltre a salutare l'oggetto interstellare, nell'ultimo articolo l'astrofisico ha voluto elencare nuovamente tutte le anomalie che ha riscontrato nel corso di questi mesi. Ne ricordiamo alcune delle più significative qui di seguito: L'origine antica attorno a una stella a bassa metallicità dedotta da alcuni studi non è compatibile con le sue dimensioni (diametro di 2,6 chilometri) e la supposta popolazione di oggetti simili entro la Nube di Oort; Possibile allineamento “pianificato” della sua traiettoria attraverso il Sistema solare; Anti-coda reale (non prospettica) collimata col Sole e lunghissima; il 22 gennaio 2026 3I/ATLAS si è allineato con l'asse Sole-Terra con un angolo di appena 0,69 gradi (e l'anti-coda rivolta verso la Terra); Presenza di tre getti più piccoli a 120 gradi di distanza l'uno dall'altro, una scoperta fatta assieme all'astrofisico italiano Toni Scarmato; Accelerazione non gravitazionale di 3I/ATLAS non diretta lontano dal Sole e con una significativa componente laterale; rapporti isotopici peculiari, molto diversi dalle comete del Sistema solare; e polarizzazione negativa estrema.
È doveroso sottolineare che diversi esperti di comete hanno messo in discussione alcune delle anomalie presentate dal professor Loeb, sottolineando che sono legate alla sua natura interstellare (proviene da un mondo che non conosciamo), ai miliardi di anni trascorsi nello spazio interstellare e alla velocità estrema – ben 60 km/s – con cui sta attraversando il Sistema solare, sebbene non tutte possano essere spiegate sulla base delle conoscenze attuali.
“Date queste 22 anomalie, la natura di 3I/ATLAS rimane misteriosa. Anche se 3I/ATLAS fosse una cometa naturale, ci sono alcuni aspetti fondamentali delle sue proprietà fisiche e del suo ambiente di nascita che non comprendiamo”, ha affermato su Medium il professor Loeb. “Molte delle anomalie sopra menzionate, come il suo quasi allineamento con il piano dell'eclittica o il "segnale Wow!", saranno trattate dagli esperti di comete come coincidenze casuali. Ma altre, come la discrepanza nel bilancio di massa, il prominente getto anticaudale o la struttura simmetrica del getto, devono essere spiegate da modelli fisici”, ha aggiunto l'esperto. “È facile insistere sul fatto che 3I/ATLAS sia una cometa naturale ignorando queste anomalie. Tuttavia, è responsabilità degli scienziati e dei funzionari della NASA riconoscere l'esistenza di enigmi inspiegabili, piuttosto che ostentare l'arroganza della competenza ignorandoli”, ha chiosato l'esperto, che non esclude a priori l'ipotesi che possa essere un oggetto tecnologico sviluppato da una civiltà aliena.