3I/ATLAS, la CIA non si esprime su documenti segreti. Avi Loeb: “Se è una cometa, che senso ha?”

Un nuovo capitolo del racconto sul viaggio nel Sistema solare dell'oggetto interstellare 3I/ATLAS ha coinvolto nientemeno che la CIA, la famosissima agenzia di intelligence degli Stati Uniti. Interpellata sulla possibile esistenza di documenti su questo affascinante e misterioso oggetto, la Central Intelligence Agency ha risposto allo scrittore John Greenewald Jr. che “non può negare né confermare” l'esistenza di tale materiale. Lo scambio è stato ripreso dal fisico e astronomo Avi Loeb, che ha evidenziato come la risposta della CIA possa sottintendere che effettivamente esistano documenti classificati – cioè top secret – relativi al fatto che 3I/ATLAS sia stato indagato come possibile evento “cigno nero”, ovvero tecnologia aliena potenzialmente ostile. Se si tratta di una normale cometa interstellare, come riportato dalla NASA e come sostiene la stragrande maggioranza della comunità scientifica, perché la CIA avrebbe dovuto rispondere in quel modo ambiguo? Avrebbe potuto semplicemente dire che non esistono simili documenti, trattandosi di un normalissimo oggetto celeste. Questo, in sostanza, è il riassunto del ragionamento del professor Loeb, che insegna presso il Dipartimento di Astronomia della prestigiosa Università di Harvard.
La risposta della CIA è stata pubblicata in un cinguettio (se possiamo chiamarli ancora così) su X da Greenewald, fondatore di The Black Vault, un gigantesco archivio di documenti governativi declassificati richiesti e ottenuti attraverso il Freedom of Information Act (FOIA), una legge che negli USA garantisce a qualunque cittadino – sin dal 1966 – l’accesso ai documenti delle agenzie federali. Ecco cosa riporta parte della lettera inviata a Greenewald da parte dell'agenzia di intelligence:
“Gentile Richiedente,
Questa lettera rappresenta la risposta finale alla sua richiesta FOIA (Freedom of Information Act) del 12 novembre 2025, con la quale ha richiesto eventuali valutazioni, rapporti o comunicazioni detenute dalla Central Intelligence Agency che facciano riferimento a 3I/ATLAS o all’“oggetto interstellare 31”, dal 1° giugno 2025 ad oggi.
Abbiamo completato un’accurata revisione della sua richiesta e abbiamo determinato che, in conformità alla Sezione 3.6(a) dell’Ordine Esecutivo 13526, la CIA non può né confermare né negare l’esistenza o la non esistenza di documenti pertinenti alla sua richiesta. Il solo fatto dell’esistenza o meno di tali documenti è attualmente e correttamente classificato e riguarda informazioni su fonti e metodi di intelligence protette dalla Sezione 6 del CIA Act del 1949, come modificato, e dalla Sezione 102A(i)(1) del National Security Act del 1947, come modificato. Pertanto, la sua richiesta è respinta ai sensi delle esenzioni FOIA (b)(1) e (b)(3)…”
In un post successivo, pubblicato il 6 gennaio, il signor Greenewald ha affermato che stava facendo ricorso a tale missiva e che in futuro pubblicherà sul suo profilo le risposte a questa e ad altre richieste già depositate.

Ad alimentare il "mistero" sulla risposta contenuta nella lettera della CIA, come indicato, si è inserito il professor Avi Loeb, che ha scritto un nuovo articolo pubblicato sul suo blog Medium. Innanzitutto, l'astrofisico si è nuovamente soffermato sulle anomalie che ha rilevato su 3I/ATLAS, in tutto quindici, tra traiettoria improbabile, composizione, anti-coda con caratteristiche peculiari e altro. Va sottolineato che, secondo gli esperti di comete, queste anomalie possono essere tutte spiegate come fenomeni naturali e vanno lette nel contesto delle peculiarità dell'oggetto, ovvero una cometa interstellare che sta sfrecciando a velocità incredibili nel Sistema solare che per un tempo estremamente lungo – probabilmente milioni di anni – non è stata esposta ad altre stelle. Si ritiene che 3I/ATLAS abbia una decina di miliardi di anni e provenga dal disco spesso della Via Lattea, la nostra galassia. Al momento non c'è alcuna evidenza scientifica che possa essere un oggetto tecnologico – un'astronave aliena – e tutti gli studi convergono sul fatto che siamo innanzi a una cometa che si comporta da cometa, benché speciale (è solo il terzo oggetto interstellare che osserviamo, dopo 1I/'Oumuamua e 2I/Borisov).
Per Avi Loeb, in sostanza, se tutti concludono che 3I/ATLAS è una cometa – NASA in primis – è sorprendente che l'esistenza o meno di documenti classificati sull'oggetto sia un'informazione talmente sensibile da risultare riservata. “Se questa conclusione è stata chiara fin dall'inizio a tutti, sia nel governo che nel mondo accademico – come hanno presentato i funzionari della NASA – perché la CIA dovrebbe considerare la possibile esistenza di dati relativi a una cometa naturale sufficientemente sensibili da essere classificati?”.

La chiave di lettura dello scienziato israeliano naturalizzato statunitense è la seguente: i funzionari del governo, alla luce delle anomalie dell'oggetto interstellare, avrebbero voluto vederci chiaro sull'effettivo rischio di un evento cigno nero, ovvero un evento apparentemente imprevedibile, estremamente raro e con effetti potenzialmente clamorosi. In pratica, avrebbero prodotto davvero documentazione classificata e la sua esistenza o meno è ritenuta una notizia sensibile; da qui la risposta “non possiamo confermare né negarne l'esistenza”, in perfetto stile Glomar response. È prassi delle agenzie federali come CIA, FBI ed NSA rispondere ufficialmente in questo modo alle richieste FOIA, perché in determinati casi anche solo ammettere l'esistenza di documenti riservati rende implicito un problema di sicurezza nazionale o di privacy.
Riassumendo, viene considerato assurdo che la CIA abbia dato una simile risposta per una semplice cometa naturale. Secondo l'interpretazione di Avi Loeb, nel contesto della valutazione di un potenziale cigno nero, i funzionari governativi avrebbero invitato la NASA “a fornire la più probabile interpretazione scientifica”, mentre l'ipotesi maligna sarebbe stata presa in seria considerazione ma tenuta nascosta all'opinione pubblica “per evitare che il panico prendesse il sopravvento senza una valida ragione.” “Questa è una saggia politica per mitigare i disordini sociali o l'instabilità dei mercati finanziari in un momento in cui la realtà di un evento cigno nero è ancora considerata altamente improbabile”, ha sottolineato il professor Loeb. Chiaramente sono speculazioni dello scienziato e il fatto che la CIA abbia risposto in quel modo non significa assolutamente che tali documenti su 3I/ATLAS esistano davvero.
Per sapere con che cosa abbiamo a che fare, conclude l'astrofisico, bisognerà continuare a raccogliere e analizzare dati fino a quando l'oggetto interstellare non transiterà nei pressi di Giove (la distanza minima dal gigante gassoso sarà raggiunta il 16 marzo). Lo scienziato ha anche respinto i risultati di indagini che non hanno colto segnali radio provenire dall'oggetto, sostenendo che in tal caso non verrebbero inviati continuamente, ma a intervalli più o meno lunghi nel contesto di un viaggio di miliardi di anni (e 16.000 anni nel Sistema solare).