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In Libia è emergenza sanitaria, scoperto un ospedale con centinaia di cadaveri abbandonati

A causa del protrarsi degli scontri e dell’instabilità della situazione, in molti ospedali libici mancano medicinali e personale sanitario. A sud di Tripoli scoperto un ospedale rimasto per giorni isolato con i malati abbandonati a se stessi.
A cura di Antonio Palma
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Emergenza sanitaria in Libia

Il protrarsi degli scontri in Libia porta con sé non solo più morti e feriti ma anche l’impossibilità di dare negli ospedali cure adeguate. Un’altra tragica faccia della guerra è l’emergenza sanitaria, l’impossibilità di prestare soccorso, perché non solo mancano farmaci ma anche medici e infermieri, mentre i feriti aumentano a causa degli scontri. La situazione di instabilità non permette di prestare cure adeguate ai malati, tra cui anche civili che, quindi, a causa di infezioni ed emorragie e la quasi totale mancanza di medicinali rischiano di morire dopo atroci sofferenze.

A riprova di queste difficoltà è di oggi la notizia della scoperta di un ospedale abbandonato con tutti i suoi pazienti che sono morti di stenti e senza cure. Nel giorno in cui si proclama di aver trovato a Sirte il nascondiglio di Gheddafi, una troupe televisiva dell’emittente araba Al Jazeera ha trovato nel quartiere di Abu Salim, a sud di Tripoli, dove fino a ieri ci sono stati violenti scontri tra lealisti e ribelli, l’ospedale abbandonato.

I violenti scontri ancora in atto, incoraggiati anche dai messaggi audio di Gheddafi ai suoi sostenitori, hanno fatto sì che la struttura rimanesse isolata per diversi giorni priva di medici e infermieri, fuggiti per paura o ostacolati a raggiungere il luogo a causa dei cecchini. Circa un centinaio di malati sono morti, quindi, senza poter ricevere le cure necessarie. “E' un disastro. Non ci sono più farmaci, non c'è stato personale. Sono fuggiti tutti per paura dei cecchini”, ha detto Mohammed Yunes al reporter della tv araba, lui studente di medicina si è improvvisato infermiere proprio per venire incontro all’emergenza e aiutare i pochi sopravvissuti.

La scena che si è trovata di fronte la troupe televisiva è stata agghiacciante, già fuori dall’edificio, vicino ai rifiuti c’erano diciannove corpi senza vita, la situazione era ancora peggiore all’interno dell’ospedale con corpi di uomini di tutte le età ormai senza vita sparsi dovunque, non solo nell’obitorio stracolmo, ma anche sui letti e a terra in tutte le stanze. Il giornalista ha parlato di macchie di sangue presenti dovunque e di un odore nauseabondo proveniente dall’interno. L’unica buona notizia di questa storia è che sono stati trovati anche alcuni sopravvissuti, tra cui un ragazzino, di loro si stanno ora occupando due medici e altri cinque volontari che stanno cercando di fare il possibile nonostante la situazione. In numero così esiguo potranno fare ben poco, infatti, secondo un dipendente dell’ospedale la struttura prima della guerra poteva contare su uno staff di circa cento persone.

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Secondo le ultime notizie sono tanti gli ospedali che sono in serie difficoltà a causa sia dell’assenza dei medicinali ma anche di personale sanitario. I pochi rimasti che sfidano il pericolo stanno anche lavorando come volontari senza stipendio, come ha ricordato il premier del Cnt Jibril. Per aiutare la popolazione libica, il presidente della Comunità del mondo arabo in Italia e dei medici di origine straniera in Italia, Foad Aodi, ha lanciato un appello agli italiani: “Un nostro medico Amsi, un libico che vive in Italia, è disponibile ad accompagnare medici e infermieri che vogliano dare una mano”.

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