Adottava ragazzine, tutte al di sotto dei 13 anni, per poi violentarle ripetutamente. Viktor Lishavsky, 37enne russo, deve rispondere di qualcosa come 900 casi di stupro e abusi sessuali violenti. L’uomo avrebbe approfittato di abusato di cinque studentesse per le quali era il tutore legale, trattandole “come se fossero il suo harem personale” e “schiave sessuali”, secondo le accuse. Il "mostro" era stato arrestato lo scorso giugno, ma solo ora sono emersi gli scabrosi dettagli relativi ai suoi presunti crimini. Se condannato sarebbe da considerare “il peggior pedofilo della storia Russia”, si legge sui media locali, citati dal Daily Mail.

Le violenze coprono un periodo di almeno cinque anni e sono emerse dopo che una delle ragazzine a lui affidate, distrutta per quanto subito, ha finito per raccontare tutto ad un'insegnante che ha allertato la polizia. Altre ragazze minorenni della sua famiglia adottiva si sono poi fatte avanti, ammettendo di essere vittime del 37enne. Ora Viktor Lishavsky, che di giorno era un semplice calzolaio, è detenuto in una prigione di Komsomol'sk-na-Amure, città nell'Estremo Oriente Russo. Anche i servizi sociali della regione di Khabarovsk devono rispondere dell’accusa di negligenza per aver messo sotto la sua supervisione così tante ragazzine. Lishavsky e la sua convivente, Olga, hanno avuto tre figli e allevato fino a nove bambine. Nessuna accusa è stata intentata contro la donna.

Quando il caso è venuta alla luce per la prima volta, i funzionari governativi avevano dichiarato che “un uomo senza nome è stato accusato di 729 reati sessuali”, ma ora la cifra sarebbe salita a 919. “Con i soldi che il governo gli garantiva come genitore adottivo, ha affittato un appartamento in cui faceva sesso con una o l'altra figlia adottiva a giorni alterni o ogni tre giorni", ha spiegato l’emittente locale Ren TV, secondo cui il 37enne percepiva 300 euro al mese dallo stato per prendersi cura di ognuna delle cinque ragazze adolescenti che poi violentava.