Nowitzki

Si riparte. Fine del lockout Nba. Dopo una riunione fiume di quasi quindici ore tenutasi a New York, i proprietari e il sindacato giocatori hanno trovato l’accordo, quando ormai le speranze andavano affievolendosi e la cancellazione dell’intera stagione sembrava imminente.

La regular season partire il 25 dicembre, e sarà accorciata a 66 partite, anziché delle canoniche 82. La regular season Nba prenderà il via il giorno di Natale. Si tratta di un accordo sommario, ancora da ratificare sistemando alcune questioni, ma ormai il dado è tratto e non si torna più indietro. Le due parti in causa hanno trovato l’intesa sul famoso RBI (la spartizione degli enormi proventi economici che genera l’NBA). La torta sarà divisa equamente: 50 e 50 tra proprietari e giocatori, anche se degli “insiders” vociferano che i giocatori abbiamo qualche punto percentuale in più rispetto ai proprietari. Ora il sindacato giocatori ritirerà l’azione legale che aveva intrapreso nei confronti della Nba, poi ci sarà la votazione generale dell’accordo di massima. Quando ci sarà la ratifica dell’accordo, verranno fuori i dettagli anche se situazioni secondarie, come il “salary cup”, il tetto salariale o monte ingaggi entro il quale le franchigie Nba non possono andare. Alla fine sembra che abbia prevalso il buon senso, perché il muro contro muro stava solo portando alla perdita di milioni di dollari alla settimana. Si tratta del secondo caso nella storia di stagione accorciata dopo quella del 1999, quando si disputarono solo 50 partite.

Il 9 dicembre riprenderanno i training camp. I vari general manager sono già attivi su un mercato, che andrà fatto necessariamente di corsa. La macchina organizzativa dell' Nba è una delle più affidabili al mondo, ma resta comunque il problema di rimettere velocemente in piedi un circus che è fermo dal giugno scorso, ovvero da quando i Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki conquistarono l’anello Nba ai danni dei Miami Heat di Dwyane Wade e Lebron James.