La solidarietà corre in Rete e diventa 2.0. Negli ultimi anni sono aumentate a vista d'occhio le piattaforme online che danno la possibilità a singoli o ad organizzazioni di lanciare campagne sui temi più svariati per avviare raccolte di fondi e realizzare così il proprio obiettivo grazie all'aiuto degli utenti di Internet. D'altronde, è su questo concetto che si basa il cosiddetto crowdfunding, una forma di finanziamento che parte "dal basso" sul web, mobilitando quante più persone possibile per sostenere gli sforzi di chi quella stessa battaglia la propone. Insomma, un nuovo modo, tutto digitale, di donare e condividere. In Italia, l'attenzione su questo fenomeno, che a livello globale è già conosciutissimo, è cresciuta soprattutto negli ultimi mesi, quando gli appelli di Luca Cardillo, Lorenzo Farinelli, Calogero Gliozzo, SebyPatrick Majda, tutti affetti da forme di tumore aggressive, hanno commosso centinaia di migliaia di persone che hanno dato il proprio contributo per aiutarli a realizzare il sogno di curarsi e sconfiggere il male contro cui stavano combattendo.

Le loro campagne sono state lanciate da GoFundMe, la più grande realtà di raccolta fondi sociale del mondo, con oltre cinque miliardi di dollari redistribuiti e una comunità di circa 50 milioni di donatori. Ce ne sono anche altre più piccole, poche, a dire il vero, quelle italiane, come BuonaCausa.org, ma questa è la piattaforma più utilizzata anche nel nostro Paese. Per capire la portata di questo fenomeno, basti pensare che da luglio a dicembre del 2018 sono stati raccolti in totale, per tutte le campagne lanciate sul sito, circa due milioni di euro, cifra che è stata raggiunta e probabilmente superata soltanto nei primi due mesi del 2019. In totale, nel solo 2018, secondo i dati dell'ultime report di Starteed, società che sviluppa soluzioni nel mercato del crowdfunding, sono stati raccolti 111 milioni di euro. Segno che c'è un interesse sempre più crescente per la solidarietà online. Ma quanto è sicura una piattaforma del genere? E come funziona?

Chi può aprire le campagne online?

Come ci spiega Elisa Liberatori Finocchiaro, responsabile di GoFundMe per il Sud Europa, questa è "una piattaforma di raccolta fondi sociale online aperta a tutti. Ciò significa che chiunque può andare sul sito, lanciare una campagna, per sé o per una persona vicina, e condividerla. Chiunque può, inoltre, andare sulla stessa campagna e donare". Si possono raccogliere somme di denaro per i motivi più svariati, dalle spese mediche a quelle scolastiche, dall'aiuto ai migranti alle cause legate all'ambiente, allo sport o agli animali. Quando la campagna comincia a ricevere donazioni, si può facilmente richiedere un prelievo in ogni momento. La campagna continuerà ad accettare donazioni anche dopo che l'obiettivo è stato raggiunto. Chi vuole continuare a raccogliere fondi, può mantenere la campagna attiva per tutto il tempo che si desidera.

È sicuro donare soldi su una piattaforma di crowdfunding?

La maggior parte delle preoccupazioni di chi per la prima volta si avvicina ad una piattaforma del genere riguarda la sicurezza delle donazioni. In realtà, spiega ancora Elisa Liberatori Finocchiaro, "la fetta più grande di impiegati a GoFundMe è quella deputata a fare verifiche minuziose sulla legittimità della campagna rispetto ai termini di servizio e su quella delle singole transazioni e donazioni. Abbiamo molti casi in cui, ad esempio, attraverso verifiche incrociate, una carta risulta non di legittima proprietà del donatore e quindi la donazione viene bloccata. Lavoriamo così alla prevenzione delle frodi e al controllo di tutto quello che avviene sul sito, anche per offrire la garanzia al donatore che tutto quello che viene raccolto è protetto". Il donatore può anche richiedere il rimborso della somma devoluta. "Se il denaro non finisce dove doveva finire per qualche motivo, ovvero dove era stato dichiarato nell'intento della campagna, il donatore ha il diritto di richiedere il rimborso intero della somma devoluta e noi provvediamo ad esaudire questa richiesta".

Che fine fanno i soldi raccolti?

 

Dunque, come già abbiamo visto, tutti i soldi che vengono raccolti sulla piattaforma vanno al richiedente, che può prelevare la somma, totale o parziale, quando vuole ed eventualmente continuare la raccolta anche dopo che l'obiettivo iniziale di campagna è stato raggiunto. La campagna resta online fino a quando chi l'ha lanciata non decide di disattivare le donazioni o eliminarla del tutto. Tutti i donatori possono essere aggiornati sullo stato della donazione tramite e-mail, sempre rispettando la privacy dei dati sensibili.

Ci sono poi dei casi eccezionali, come quello di Lorenzo Farinelli, il giovane medico di Ancona morto a causa di un linfoma non-Hodgkin a grandi cellule di tipo B, che stava raccogliendo fondi per potersi andare a curare all'estero. "Adesso sarà nostro compito capire con la famiglia come e per cosa saranno utilizzati i soldi visto che non servono più per la prima dichiarazione d'intento, che era appunto quella di curare Lorenzo – ha spiegato Elisa Liberatori Finocchiaro -. Si cercherà di capire dove andrà questo mezzo milione di euro. Lorenzo nel suo video appello aveva già preannunciato che con questi soldi raccolti avrebbe avuto l'intenzione di aiutare non solo se stesso ma anche altri nella sua situazione e la ricerca. Quando capiremo il da farsi lo comunicheremo a tutti i donatori via mail e loro, grazie alla garanzia di protezione, potranno decidere se sono ancora contenti di lasciare la loro donazione a questa nuova finalità o se richiederne il rimborso".

Come si finanziano queste piattaforme?

Le piattaforme che si occupano di raccolte fondi sociali online sono in genere gratuite. I singoli siti stabiliscono delle tariffe standard. Ad esempio, GoFundMe stabilisce per l'elaborazione dei pagamenti il 2,9% più 0,30 euro per donazione consentendo l'utilizzo delle carte di credito e il trasferimento sicuro dei fondi. Per quanto riguarda il loro finanziamento, chi effettua donazioni per la campagna può scegliere di lasciare un contributo volontario alla piattaforma durante il processo di donazione. In altre parole, non c'è nessuna commissione, poiché chi dona può scegliere se lasciare o meno una mancia all'azienda. Ma non per tutti è così.

Quanti tipi di crowdfunding esistono?

Bisogna sottolineare il fatto che esistono varie forme di finanziamento dal basso. Oltre al social fundraising, che abbiamo appena visto, c'è il cosiddetto rewarded-based crowdfunding, un tipo di raccolta che prevede, per il beneficiario, la distribuzione di una ricompensa ai donatori che non sia di origine monetaria, e l'equity crowdfunding, un tipo di campagna di raccolta fondi online utilizzata prevalentemente da startup e PMI innovative che permette ai donatori di investire in un progetto imprenditoriale diventandone socio e acquistando, di conseguenza, potere decisionale. Fanno parte di questo categoria le piattaforme più conosciute, come Eppela e Starteed. Il lending crowdfunding prevede, invece, che i beneficiari dei finanziamenti li ricevano sotto forma di prestiti. Chi investe ha, come vantaggio, il ritorno del capitale versato con gli interessi annessi. Infine, l’invoice trading rappresenta la tipologia meno popolare di raccolta fondi online perché gli investitori sono, prevalentemente, esperti del settore finanziario.