"Sto formando un gruppo per le Europee. E nei prossimi giorni incontrerò anche alcuni dei Gilet gialli". Il leader M5S Luigi Di Maio, in un'intervista al Fatto Quotidiano, spiega il suo appoggio ai manifestanti francesi, e pensa a una collaborazione per le elezioni europee di maggio: "Stiamo organizzando un contatto, di certo con la parte che crede nell'impegno politico non violento. Se vogliono candidarsi alle Europee, io intendo spiegare loro che gruppo vogliamo creare. Non capisco però: Macron può lavorare ad alleanze in Europa, mentre io facendolo commetterei lesa maestà?". Il vicepremier pentastellato non chiarisce però dove e quando avverrà l'incontro. Ma quel che è certo è che continuano le frizioni del leader del M5S con l'Eliseo. Di Maio ha ricordato che "è stato Macron a dare inizio alle danze, visto che il giorno dopo il nostro insediamento al governo ha cominciato a parlare di ‘populisti vomitevoli' e di ‘lebbra'". All'appuntamento comunque non è escluso che presenzi anche Alessandro di Battista"Dipenderà dai rispettivi impegni, vedremo se potrà. di certo Alessandro sarà con me durante tutta la campagna. E anche Davide Casaleggio ci supporterà mettendo a disposizione Rousseau".

In vista delle elezioni Europee, Di Maio ha incontrato a Bruxelles i rappresentati di movimenti polacchi, croati e finlandesi: "Abbiamo visto i polacchi del Kukiz'15, guidati da una rockstar, Pawel Kukiz. Poi i croati Di Zivi zid (considerati populisti ndr), che sembrano quasi noi, con un leader nato nel 1990, e i finlandesi DiLiike Nyt (che Casaleggio aveva visto a novembre ndr)". 

"Con polacchi e croati abbiamo quasi chiuso, mentre con i finlandesi contiamo di farlo in dieci giorni. Ma aspettiamo una risposta dai Gilet Gialli, e ci sono un altro paio di forze politiche con cui trattiamo", ha spiegato. Si tratta di gruppi con posizioni molto diverse, osserva, ma anche in questo caso ci sarà un ‘contratto' a garanzia, un ‘manifesto': "lo firmeremo entro metà febbraio a Roma. Il primo punto sarà la democrazia diretta, che è anche la prima rivendicazione dei gilet gialli. Vogliamo creare la grande famiglia europea della democrazia diretta".

E intanto l'endorsement di Luigi di Maio ai Gilet Gialli non è stato accolto di buon grado dagli attivisti: "Inaccettabile. Il vostro vicepremier ha perso un'occasione per tacere". ha detto in un'intervista a "Qn" Jacline Mouraud, di 51 anni, che ha dato vita alla protesta dei gilet gialli, pubblicando tre mesi fa un post che riassumeva "l'immensa collera" dei francesi. Moraud ha commentato il proposito del leader M5S di incontrare i rappresentanti del movimento di protesta, ma di Veronique Rouillé e Yvan Yonnet che arriveranno sabato a Roma dice: "mai visti questi due. Non so chi siano". Il M5S non la convince: "So che è una formazione ibrida nata dal web, secondo me soprattutto di destra. Ho letto che di Maio è in difficoltà e cerca alleati in vista delle elezioni europee: per questo gli interessano i Gilets jaunes", attacca.

Il vicepremier è intervenuto anche sul decreto per il salvataggio della banca genovese: "Quella di Carige non è un salvataggio ma una nazionalizzazione. La regola è una: se lo Stato mette i soldi in una banca, quella banca diventa dello Stato. Lo abbiamo sempre sostenuto. E comunque per ora non ci abbiamo messo un euro. Di certo non la ripuliremo per venderla e non faremo favori a qualche azionista che si è rifiutato di ricapitalizzare" – ha detto – "Se raccontano che abbiamo salvato una banca quando non ci abbiamo messo un euro e' ovvio che la gente sia disorientata. Ma la verità è quello che conta: la nostra operazione non c'entra nulla con processi di salvataggio del passato – ha aggiunto – Non faremo perdere soldi ad azionisti e correntisti. Qualcuno vuole rifarsi una verginità ma la responsabilità dei precedenti governi su Etruria e Venete sono chiare".