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Guerra in Ucraina
14 Maggio 2022
08:52

Zelensky: “L’Ucraina non lascerà niente al nemico, vogliamo liberare rapidamente la nostra terra”

Nel suo discorso notturno Zelensky annuncia che sono oltre mille gli insediamenti liberati dall’esercito russo e che gli ucraini “non lasceranno niente al nemico”.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Duecento aerei da guerra, 27mila soldati, tremila carri armati. E poi droni e altri veicoli militari. Comincia così, con un elenco dei danni fatti al nemico, il discorso del presidente ucraino Zelensky tenuto puntuale come ogni notte. Poi sottolinea: "Nessuno oggi può prevedere quanto sarà lunga la guerra, ma stiamo facendo il possibile per liberare la nostra terra velocemente". E aggiunge: "Purtroppo non dipende solo da noi, ma anche dai Paesi europei e occidentali del mondo libero, che ringrazio per le sanzioni e per l’aiuto finanziario e militare".

Durante il suo discorso di poco più di cinque minuti, diffuso come sempre sui suoi seguitissimi canali social, Zelensky lancia anche un altro allarme: "La guerra e il blocco dei porti ucraini causeranno una crisi alimentare su larga scala". Questo significa che "la Russia sta causando una carestia in decine di Paesi" e "quali saranno le conseguenze?". Il presidente ucraino sottolinea il rischio di "instabilità politica e flussi migratori" e il costo, in termini economici, che avrà dover gestire questa situazione. Perciò invita tutti i Paesi ad accelerare sulle sanzioni contro la Russia.

Zelensky fa anche un piccolo bilancio dei territori riconquistati. Secondo il presidente ucraino sono 1.015 in totale gli insediamenti liberati dall'esercito russo: "Ripristiniamo elettricità, approvvigionamento idrico, comunicazioni, trasporti, servizi sociali – spiega – La liberazione di Kharkiv dimostra che non lasceremo niente e nessuno in mano ai nemici". Per quanto riguarda lo stabilimento Azovstal di Mariupol, invece, i colloqui sono "molto complessi" per evacuare le ultime persone rimaste dentro: "Le forze russe bombardano costantemente le acciaierie nel porto meridionale di Mariupol, l'ultimo bastione di centinaia di difensori ucraini in una città quasi completamente controllata dalla Russia dopo più di due mesi di assedio – spiega il presidente – Al momento sono in corso trattative molto complesse sulla prossima fase della missione di evacuazione", ovvero "l'allontanamento dei medici gravemente feriti". Per raggiungere questo obiettivo Zelensky ha anche parlato di "intermediari influenti", senza specificare di chi si trattasse.

Intanto a Kiev hanno riaperto 37 ambasciate: "Sono grato a tutti loro – dice Zelensky – perché questa è la prova che l'Ucraina è forte e ha prospettive, a differenza della Federazione Russa". E conclude parlando di futuro: "Speriamo che tutte le imprese ucraine che non hanno ancora ripreso le attività, ritornino al lavoro in aree sicure".

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