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Conflitto in Ucraina
6 Agosto 2022
19:20

Zaporizhzhia, spento uno dei reattori dopo bombardamento: “C’è il rischio di perdite radioattive”

Uno dei reattori della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, è stata danneggiata da un bombardamento. Mosca e Kiev si accusano reciprocamente.
A cura di Davide Falcioni
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"Uno dei reattori della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, sotto il controllo delle forze armate russe, è stato spento. Il bombardamento di ieri ha causato un grave rischio per il funzionamento sicuro dell'impianto". A dichiararlo è stata oggi la società ucraina per l'energia atomica Energoatom, in seguito agli attacchi che Kiev e Mosca si accusano reciprocamente di aver lanciato sul sito nucleare.

"In seguito dell'attacco alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, il sistema di protezione di emergenza è stato attivato su uno dei tre reattori funzionanti, che si è spento", ha aggiunto Energoatom in un messaggio su Telegram, spiegando inoltre che "c'è ancora il rischio di perdite radioattive".

Russia: "Distrutto deposito di carburante vicino a Zaporizhzhia"

Dal canto suo, l'esercito russo ha affermato di non aver preso di mira la centrale ma di aver distrutto un deposito di carburante dell'esercito ucraino con oltre 50.000 tonnellate di gasolio vicino a Zaporizhzhia, territorio dove si trova la centrale nucleare più grande d'Europa. Lo riferisce l'agenzia statale russa Tass. Il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov ha dichiarato oggi in un briefing che il carburante era "destinato alla task force operativa Dnepr".

AIEA: "Centrale nucleare di Zaporizhzhia fuori controllo"

Mentre Mosca e Kiev si rimpallano le responsabilità, l'Alto rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell ha in una nota ha "condannato le attività militari russe" intorno all'impianto. "Questa è una violazione grave e irresponsabile delle regole di sicurezza nucleare e un altro esempio del disprezzo della Russia per le norme internazionali", ha affermato, chiedendo che l'organismo di vigilanza nucleare delle Nazioni Unite – l'AIEA – abbia accesso all'impianto. Il capo dell'AIEA questa settimana ha affermato che l'impianto era "completamente fuori controllo".

Lo stabilimento si trova nella città di Enerhodar, nel sud-est dell'Ucraina, lungo la riva sinistra del fiume Dnepr. Secondo il ministero della Difesa del Regno Unito la Russia starebbe utilizzando l'area per lanciare attacchi, approfittando dello "stato protetto" della centrale nucleare per ridurre il rischio di attacchi notturni da parte delle forze ucraine.

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