Dopo Pfizer, l'Ema, l'agenzia europea per i medicinali, ha dato il via libera al vaccino Moderna per la somministrazione nei 27 paesi dell'Unione europea. All'Italia andranno 21 milioni e 200mila dosi: come ha sottolineato nei giorni scorsi Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore della Sanità e membro del Comitato tecnico scientifico, saranno disponibili di questo sieri 10 milioni e 600mila dosi, di cui 1,4 nel primo trimestre, 4,7 nel secondo e altrettante nel terzo, ma con la "possibilità di acquisire un ulteriore numero equivalente di dosi".

L'Agenzia del Farmaco europea ha così approvato il vaccino Moderna considerandolo efficace, sicuro e perché incontra gli standard di qualità. L’autorizzazione così ottenuta è valida in tutti i paesi dell’Ue e nei tre Stati dell’Associazione Europea di libero scambio (European Free Trade Association, EFTA) dello Spazio Economico Europeo (SEE): Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Già nelle prossime ore il parere espresso dall'Ema verrà trasmesso alla Commissione Ue, che a sua volta convaliderà l'uso del farmaco, emanando una decisione definitiva e a carattere vincolante sull’AIC del farmaco (cioè relativo alla sua immissione in commercio) in tutti e 27 gli stati membri, che dovrebbero cominciare a somministrare le prime dosi già nei prossimi giorni, comunque entro e non oltre il 12 gennaio. Questa decisione viene poi accolta dall'Agenzia italiana del farmaco.

Si ricordi che il vaccino di Moderna, che come Pfizer è a mRna, può essere conservato a una temperatura compresa tra i 2 e 8 gradi (valori garantiti da un frigorifero domestico) per 30 giorni (rispetto ai 7 stimati in una fase precedente di studio), senza necessità di essere conservato in freezer. La “stabilità” del farmaco è invece di 12 ore a temperatura ambiente. Stando ai dati preliminari, non solo dimostra una dichiarata efficacia del 94%, ma sembra che impedisca anche la trasmissione del virus.