Il vaccino anticovid attualmente allo studio nel Regno Unito difficilmente impedirà a tutte le persone di contrarre l'infezione ma potrebbe solo alleviare i sintomi della malattia, è quanto sostengono  scienziati britannici di primi livello e consulenti dello stesso governo inglese per l'emergenza covid. Come riporta il Times, gli scienziati infatti hanno ricordato che gli stessi ricercatori dell'Università di Oxford, dove è allo studio uno dei vaccini più promettenti, hanno fissato un obiettivo minimo di protezione che punta solo a dimezzare il numero di casi. In pratica si ritiene che la prima generazione di vaccini possa essere meno efficace del necessario per proteggere tutti e che dunque dovranno essere mantenute le misure di contenimento già in vigore come mascherine e distanziamento sociale.

Neanche il vaccino anticovid, che per il governo britannico potrà essere pronto nella prima metà del prossimo anno, potrebbe dunque essere sufficiente per il ritorno alla normalità. E proprio di questo si è discusso nell'ultimo briefing tra il governo di Boris Johnson e i consiglieri scientifici. In pratica i consulenti scientifici del governo hanno avvertito che bisognerà valutare come spiegare al Paese la necessità di cautela anche quando sarà introdotto il vaccino per il coronavirus.  "Sembra che il risultato più probabile a breve e medio termine sia trovare un vaccino, o due dosi di un vaccino, che però riducano solo la gravità dei sintomi", ha detto al giornale una fonte del governo.

Lo stesso professor Chris Whitty, il principale consulente scientifico dell'esecutivo inglese, crede che la scienza finirà per "andare in soccorso", ma è improbabile che le vaccinazioni precoci proteggano tutti e dunque il virus continuerà a circolare. In particolare si ipotizza che il vaccino possa avere  un tasso di efficacia compreso tra il 40% e il 60% – proprio come i vaccini antinfluenzali – ed è altamente improbabile che impedisca completamente il contagio. Per rafforzare l'effetto del vaccino alcuni esperti ritengono che le persone potrebbero aver bisogno di una prima dose e poi un richiamo un mese dopo, per evitare di contrarre il virus. In questo senso si stanno muovendo anche i test in corso nel Paese dove i volontari che si erano offerti di partecipare ai trial sono stati ricontattati di recente per essere sottoporsi a una nuova dose di vaccino.