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10 Novembre 2022
12:36

Usa, si finge studente per vivere nei dormitori di una prestigiosa università: espulso dal campus

Un ventenne ha fatto finta di essere uno studente iscritto all’Università di Stanford per quasi un anno, allo scopo di usufruire di aule e dormitori del noto ateneo americano. La storia è stata rivelata dal giornale universitario locale.
A cura di Lorenzo Bonuomo
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Cortile interno dell’Università di Stanford (LaPresse)
Cortile interno dell’Università di Stanford (LaPresse)

Per quasi un anno ha sfruttato aule e alloggi di una delle più grandi e prestigiose università americane, senza però essere uno studente, un docente o un qualsiasi altro membro del personale. Quando gli chiedevano chi fosse, lui tirava fuori ogni volta una scusa diversa e si spostava da un'ala all'altra del campus per dissipare i sospetti.

Così William Curry, 20enne di Birmingham (Alabama), ha vissuto abusivamente all'Università di Stanford, in California, senza mai versare un centesimo di tasse. La sicurezza dell'ateneo lo ha espulso dalla struttura a fine ottobre, per la quarta volta da dicembre 2021. Il ragazzo è stato anche accusato di aver sottratto una tv da un dormitorio.

Secondo quanto riferito dal giornale universitario Stanford Daily, Curry ha raccontato una bugia dietro l'altra per circa dieci mesi: a volte fingeva di essere uno studente di medicina, altre di essere un membro della squadra di atletica che aveva vinto una borsa di studio, altre ancora di essere un accademico "in visita" da un'altra università del Paese.

"È rimasto tra gli alloggi di Murray House per mesi, poi se n'è andato quando sono iniziati a circolare sospetti sul suo conto. Quindi si è introdotto nell'East House, un dormitorio di fianco. Lì alloggiava anche una studentessa che tornata a casa nel fine settimana: quando è rientrata al campus, ha scoperto che Curry aveva occupato la sua stanza".

Lo ha raccontato al Mirror Theo Baker, lo studente della facoltà di giornalismo che per primo ha diffuso la storia dell'impostore sullo Stanford Daily.

Lo stesso Baker ha riferito che il ragazzo un giorno è stato perfino sorpreso dalla sicurezza del campus a dormire in uno scantinato: Curry in quell'occasione avrebbe ingannato facilmente gli agenti, dicendo loro di essere soltanto un senzatetto che si era rifugiato lì per scampare a un'alluvione.

Inoltre, il giornale universitario avrebbe anche chiesto alla direzione dell'ateneo di prendere visione degli elenchi delle persone che alloggiavano nei vari dormitori studenteschi, in modo da verificare chi avesse il diritto di entrare nelle strutture e chi no. La richiesta però è stata rifiutata per "rispetto della privacy".

L’Università di Stanford vista dall’esterno (Fonte: Twitter)
L’Università di Stanford vista dall’esterno (Fonte: Twitter)

Baker avrebbe avuto modo anche di domandare personalmente all'occupante abusivo il motivo di tutte quelle bugie, ripetute all'infinito pur di restare "attaccato" alle aule universitarie: l'impostore, però, non avrebbe dato una risposta convincente.

"Più che andare a lezione, passava la maggior parte del suo tempo a socializzare con altri studenti e cercare di sentirsi parte della comunità", ha riferito sempre il giornalista in erba.

L'aspirante reporter avrebbe poi chiesto altre spiegazioni a un ex compagno di scuola superiore di Curry: quest'ultimo avrebbe in un certo senso confermato i suoi sospetti, affermando che Curry fosse "ossessionato dall'Università di Stanford".

In sostanza, secondo quanto emerso dalle varie testimonianze, il ragazzo desiderava vivere a tutti costi come un normale iscritto all'università americana e non avrebbe mai permesso a severe procedure di selezione o mancati finanziamenti di mettergli i bastoni tra le ruote.

"La perseveranza e la capacità unica del signor Curry di integrarsi con la comunità studentesca hanno fatto emergere delle lacune nei protocolli di sicurezza – ha dichiarato invece un portavoce dell'Università di Stanford allo Statesman Journal –  inizieremo immediatamente una revisione delle nostre procedure interne per non permettere che questo tipo di situazioni si ripeta".

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