Uno dei treni deragliati in Spagna è stato assemblato in Italia e apparteneva a una società di FS

C'è anche un pezzo d'Italia nel disastro ferroviario avvenuto avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri nei pressi di Adamuz, in Spagna, dove un treno ad alta velocità della compagnia privata Iryo, società partecipata al 51% da FS International (interamente controllata da FS Italiane SpA), è deragliato pochi minuti dopo la partenza invadendo il binario opposto e scontrandosi con un altro convoglio in arrivo, un Renfe che viaggiava da Madrid verso Huelva. La violenza dell'impatto ha fatto deragliare anche quest’ultimo treno, che è precipitato lungo una scarpata. Il bilancio, ancora provvisorio, è pesantissimo: i morti sono almeno 39 e centinaia i feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni.

Le indagini sulle cause del disastro sono solo all'inizio. Il ministro dei Trasporti Óscar Puente, tuttavia, ha parlato di una dinamica anomala: "Il treno Iryo è praticamente nuovo e anche i binari sono stati ristrutturati. In particolare, i lavori di sostituzione dei binari su questa tratta sono stati completati a maggio. L'incidente è estremamente strano; è avvenuto su un rettilineo. Tutti gli esperti che abbiamo consultato sono sconcertati", ha detto Puente. Una risposta certa sulla cause della tragedia arriverà probabilmente solo nelle prossime settimane, quando gli investigatori avranno eseguito perizie tecniche sia sulla rete ferroviaria che sui convogli coinvolti, a partire da quello Iryo, il primo a deragliare.
La società dei treni alta velocità Iryo è controllata al 51% da FS
Ma cosa è Iryo? Si tratta del principale operatore privato dell’alta velocità iberico. Fondata come simbolo della liberalizzazione del trasporto passeggeri su ferro, Iryo è oggi la seconda compagnia del settore in Spagna per numero di treni, frequenze e viaggiatori. Il suo elemento distintivo, come rivela anche El Pais, non è soltanto industriale o commerciale: la società è infatti controllata al 51% da FS International,società interamente controllata da FS Italiane SpA.
Una presenza maggioritaria che affida la guida strategica e gestionale dell’operatore a Roma, rendendo Iryo il principale avamposto internazionale del sistema ferroviario italiano nel mercato spagnolo. Accanto a FS figurano nel capitale di Iryo anche Air Nostrum, storica compagnia aerea regionale spagnola, con il 25%, e Globalvía, grande concessionario infrastrutturale, con il 24%. Ma il baricentro decisionale resta italiano: l’amministratore delegato di Iryo è infatti Fabrizio Favara, manager di fiducia di Trenitalia che lo scorso aprile ha sostituito ai vertici aziendali un altro italiano, Simone Gorini.

I convogli ETR 109 e S109 sul mercato spagnolo
Anche sul fronte tecnologico e industriale il cuore dell’offerta Iryo è italiano ed è rappresentato dalla flotta di Frecciarossa ETR 1000, adattata però alle specificità della rete spagnola. I venti convogli acquistati dalla compagnia – ribattezzati ETR 109 o S109 per il mercato iberico – rappresentano una versione "localizzata" del treno simbolo dell’alta velocità italiana. La produzione è avvenuta tra Italia (prevalentemente Pistoia) e Spagna, a cura di Hitachi Rail in collaborazione con Bombardier, oggi confluita nel gruppo Alstom.
Rispetto agli ETR 1000 (o ETR 400) in servizio con Trenitalia, le differenze non riguardano la piattaforma di base, ma gli adattamenti necessari per l’esercizio sulla rete AV spagnola. In primo luogo i sistemi di sicurezza e segnalamento, modificati per garantire la piena compatibilità con gli standard tecnologici e normativi locali. Cambiano anche gli interni: sui treni Iryo non è prevista la classe Executive, assente nella configurazione spagnola, mentre l’allestimento è pensato per massimizzare la capacità e l’efficienza commerciale.
Anche l’immagine esterna segna un equilibrio tra Italia e Spagna. La livrea riprende i colori del Frecciarossa di Trenitalia, ma è personalizzata con i loghi Iryo, pur mantenendo visibile il marchio Frecciarossa, a sottolineare il legame diretto con l’operatore italiano che detiene il 51% della società.