Un miliardo di persone ha già una malattia: ecco perché il Coronavirus è così letale

Un quinto dell'umanità ha una malattia che in qualche modo può aggravare l'impatto del coronavirus fino a esiti letali. È quanto ha calcolato uno studio della London School of Hygiene & Tropical Medicine prendendo in considerazione le statistiche sulle cause di mortalità in 190 paesi del mondo. Tutti gli esperti a livello mondiale infatti sono concordi nell'indicare la presenza di precedenti patologie come elemento chiave che aumenta il rischio di mortalità nelle persone colpite dal nuovo coronavirus e secondo le stime della ricerca britannica proprio la presenza di numerose patologie nella popolazione, soprattutto occidentale, potrebbe spiegare perché il Coronavirus è così letale.
Anche se resta ancora molto da sapere sui fattori che aggravano il decorso del covid-19, l'Organizzazione mondiale della sanità ne ha indicati alcuni come le malattie respiratorie croniche, le malattie cardiache, cancro e diabete, mentre altri enti nazionali come i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti ne hanno aggiunti altri come l'asma grave, l'obesità eccessiva e i disturbi neurologici. Proprio prendendo in considerazione queste patologie e basandosi su dati del 2017, lo studio ha stimato che circa il 22% della popolazione soffre di almeno una di queste malattie che potrebbero aggravare la situazione clinica in presenza del coronavirus. Tale percentuale corrisponderebbe a circa 1,7 miliardi di persone. Di questi, circa 400 milioni (6% della popolazione totale) avrebbero due o più patologie precedenti.
Stime impressionanti se si pensa che non includono altri fattori di rischio come la gravidanza, il fumo o la malnutrizione. Anche se si prende in considerazione la sola popolazione in età lavorativa un quarto soffre di almeno una di queste malattie. Un altro dato importante è quello delle differenze geografiche. Ad esempio, il numero di europei e di nordamericani che hanno almeno una di queste malattie è il doppio di quello degli africani. Ancora peggio per i casi di due o più patologie che è il triplo. "Abbiamo cercato di quantificare quante persone potrebbero essere considerate a maggior rischio, questo no significa che svilupperanno necessariamente sintomi più gravi che sarebbe sensato proteggerli dalle infezioni perché hanno una maggiore probabilità di contrarre una malattia grave" hanno spiegato gli autori dello studio.