Ucraina sotto attacco, 26 morti a Ternopil, feriti a Kharkiv: Polonia e Romania fanno decollare i caccia

Una nuova notte di terrore ha attraversato l’Ucraina a causa di una massiccia ondata di droni e missili russi che ha colpito diverse regioni del Paese. L’attacco, tra i più intensi degli ultimi mesi, ha causato la morte di almeno dieci civili e il ferimento di decine di persone, distruggendo diverse infrastrutture e costringendo le autorità a introdurre blackout di emergenza.
Almeno dieci morti a Ternopil
Il bilancio più grave proviene da Ternopil, dove due palazzi di nove piani sono stati squarciati dalle esplosioni. Interi appartamenti sono crollati dal terzo al nono piano, lasciando persone intrappolate sotto le macerie. Tra i 95 feriti vi sono dodici bambini; tra le vittime, 256persone che non hanno avuto il tempo di mettersi in salvo. Tre di loro erano bambini.
Il lavoro di ricerca dei dispersi non si fermerà di notte: tutte le unità continueranno a sgomberare le macerie e a prestare assistenza alle vittime. "C'è molto lavoro da fare. La cosa principale è trovare tutti coloro che potrebbero essere sotto le macerie. Stasera ci sono segnalazioni di 26 persone disperse nell'edificio distrutto. Tre sono bambini. Stiamo cercando", ha detto il ministro dell'Interno Ihor Klymenko. Gli agenti di polizia monitoreranno il mantenimento dell'ordine pubblico e la prevenzione dei saccheggi.
Attacchi russi anche a Kharkiv e Leopoli
Mentre i primi soccorsi raggiungevano la città, situata della parte centro-occidentale dell'Ucraina, Kharkiv veniva colpita da un’altra ondata di droni Geran-2, con decine di feriti. Attacchi e incendi hanno colpito anche le regioni di Leopoli e Ivano-Frankivsk, dove le infrastrutture energetiche hanno subito danni significativi, aggravando il rischio di una nuova stagione di blackout con l’inverno ormai alle porte.

Secondo Kiev, la Russia ha lanciato oltre 470 droni e quasi 50 missili in poche ore. Zelensky ha ribadito che l’Ucraina necessita urgentemente di ulteriori sistemi di difesa aerea e ha denunciato l’inadeguatezza delle attuali pressioni internazionali su Mosca.
Polonia e Romania fanno decollare i caccia
A poche ore dall'inizio degli attacchi all'Ucraina, la Polonia ha fatto decollare più coppie di caccia per operazioni preventive "all’interno dello spazio aereo" nazionale. I sistemi di difesa e le reti radar sono stati portati al massimo livello di allerta, ha riferito il Comando operativo polacco, aggiungendo che le misure sono state adottate a causa dei raid russi contro obiettivi ucraini vicino ai confini polacchi. "In conformità con le procedure applicabili, il comandante operativo delle Forze armate ha mobilitato le forze e le risorse necessarie a sua disposizione. Sono state inviate in volo coppie di caccia in servizio e un velivolo da allerta precoce, e i sistemi di difesa aerea e di ricognizione radar basati a terra sono stati portati al massimo livello di allerta", si legge in un messaggio su X.

L'operazione – che nel frattempo è terminata – non ha rivelato "alcuna violazione dello spazio aereo polacco". Il comando operativo ha ringraziato il Comando aereo della Nato e l'Aeronautica militare di Norvegia, Paesi Bassi e Spagna per il loro sostegno alla garanzia della sicurezza dei cieli polacchi. "Ringraziamo anche la Bundeswehr della Germania per il supporto attraverso i sistemi Patriot, che rafforzano la protezione dello spazio aereo polacco", prosegue il testo.
Poche ore dopo, è stata la Romania, anch’essa membro della NATO e confinante con l’Ucraina, a confermare di aver fatto decollare i propri jet in seguito a una nuova incursione di droni in prossimità del confine. Il Ministero della Difesa ha spiegato che un velivolo non identificato era apparso sui radar "a intermittenza per circa 12 minuti", ma senza alcun impatto rilevato sul territorio rumeno.
Il Cremlino: "Nessuna novità nei negoziati con gli USA"
Mentre sul campo proseguono i combattimenti, il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov ha dichiarato che "non ci sono novità" nei negoziati con gli Usa sull'Ucraina, dopo che Axios ha riferito di un piano di pace in discussione tra Washington e Mosca. Lo riferisce l'agenzia Interfax. "No, al momento non ci sono novità in questo caso di cui potremmo informarvi", ha risposto Peskov ad una domanda in merito.
Peskov, citato dalla Tass, ha ricordato i colloqui sull'Ucraina durante il vertice di Ferragosto in Alaska tra i presidenti Vladimir Putin e Donald Trump. "Ci sono state discussioni ad Anchorage, e oltre a quanto discusso ad Anchorage, non ci sono novità", ha aggiunto.
Zelensky: "Solo gli USA possono fermare la guerra"
"Dall'inizio di quest'anno, noi in Ucraina abbiamo sostenuto ogni passo decisivo" per raggiungere la pace e abbiamo sostenuto "la leadership del presidente degli Stati Uniti" e "ogni proposta forte e giusta volta a porre fine a questa guerra" e "solo il presidente Trump e gli Stati Uniti hanno il potere sufficiente per porre fine a questa guerra". Lo ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X a fine giornata.
Zelensky, inoltre, ha scritto di essere "grato al presidente Erdogan per la visita odierna e per la nostra conversazione" e di apprezzare "molto il coinvolgimento della Turchia nel lavoro diplomatico e tutti i suoi sforzi". Con Erdogan "abbiamo discusso in dettaglio i modi concreti per porre fine alla guerra in modo affidabile e dignitoso". Il presidente turco "ha proposto dei formati di conversazione, che ho sostenuto, ed è importante per noi che la Turchia sia pronta a fornire la piattaforma necessaria", ha aggiunto Zelensky dicendosi "pronti a lavorare in qualsiasi altro formato significativo che possa portare a risultati". Ma il fattore "più importante per fermare lo spargimento di sangue e raggiungere una pace duratura è che lavoriamo in stretta collaborazione con tutti i partner e che la leadership americana rimanga efficace, forte e ci avvicini a una pace che duri e garantisca la sicurezza delle persone", ha concluso.