Ucraina, oggi a Parigi il vertice dei Volenterosi: “Impegni vincolanti se Mosca attaccherà di nuovo”

I leader europei della Coalizione dei Volenterosi si sono incontrati nel pomeriggio di oggi, martedì 6 gennaio, a Parigi con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner per parlare del futuro dell'Ucraina dopo un'eventuale tregua con la Russia, confermando la convergenza sulle garanzie di sicurezza da fornire a Kiev.
"Impegni vincolanti a sostegno dell'Ucraina in caso di un futuro attacco armato da parte della Russia al fine di ripristinare la pace", si legge nel punto 5 della dichiarazione diffusa dai Volenterosi al termine dell'incontro.
"Abbiamo convenuto di finalizzare impegni vincolanti che definiscano il nostro approccio a sostegno dell'Ucraina e al ripristino della pace e della sicurezza in caso di un futuro attacco armato da parte della Russia: tali impegni possono includere l'uso di capacità militari, intelligence e supporto logistico, iniziative diplomatiche, adozione di ulteriori sanzioni".

In particolare, la Coalizione ha chiarito che la capacità dell'Ucraina di difendersi è di fondamentale importanza per garantire il futuro della sicurezza collettiva dell'Ucraina e dell'area euro-atlantica. È stato inoltre deciso di istituire una cellula di coordinamento Usa/Ucraina/Coalizione dei Volenterosi al quartier generale operativo della Coalizione a Parigi.
Istituita una forza multinazionale guidata da Ue con sostegno Usa
La Coalizione ha concordato nella dichiarazione finale di istituire "una forza multinazionale per l'Ucraina composta da contributi di nazioni disposte a partecipare nel quadro della coalizione, per sostenere la ricostruzione delle forze armate ucraine e sostenere la deterrenza".
"È stata condotta una pianificazione militare coordinata per preparare misure di rassicurazione in aria, in mare e sulla terraferma e per la rigenerazione delle forze armate ucraine", si legge nella nota.

"Abbiamo confermato che tali misure di rassicurazione dovrebbero essere rigorosamente attuate su richiesta dell'Ucraina una volta che si sarà verificata una cessazione credibile delle ostilità. – aggiungono – Tali elementi saranno guidati dall'Europa, con il coinvolgimento anche dei membri non europei della coalizione e il sostegno proposto dagli Stati Uniti".
Prima della conferenza stampa il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l'omologo francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer hanno firmato ciascuno una dichiarazione d'intenti tra i tre Paesi, relativa all'impiego di forze multinazionali in Ucraina.
Zelensky: "Dichiarazione concreta, non solo parole"
Zelensky ha definito la nuova Dichiarazione "molto concreta" e ha parlato di documenti "sostanziali, non solo parole".
"Vogliamo essere pronti affinché, quando la diplomazia raggiungerà la pace, potremo schierare le forze della coalizione dei volenterosi", ha affermato nella conferenza stampa a Parigi.
"L'Ucraina ha già sufficienti dettagli e sa quali Paesi saranno coinvolti nell'accordo, compreso il contributo che ciascuno di loro fornirà separatamente, afferma Zelensky.
"Sono stati compiuti progressi anche nelle discussioni con la delegazione statunitense a Parigi in merito al monitoraggio della pace", ha aggiunto.
Gli inviati Usa: "Tappa fondamentale per accordo di pace"
"Oggi è stata superata una tappa fondamentale per arrivare ad un eventuale accordo di pace", ha detto invece Jared Kushner che insieme all'inviato Usa Steve Witkoff ha partecipato a Parigi alla riunione della Coalizione dei Volenterosi.
"Sulle garanzie di sicurezza – sottolinea Kushner – ci sono stati scambi tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente Usa Donald Trump a Mar-a-Lago a dicembre scorso e credo che tutte le questioni più difficili siano state risolte".
"Con questi mesi di confronto con l'Ucraina, con l'Ue e con la coalizione dei Volenterosi oggi abbiamo superato una tappa essenziale. Ringrazio il presidente Macron. La pace non sarebbe possibile senza lavoro compiuto oggi. Se si arriverà ad un accordo definitivo l'Ucraina deve sapere che saranno in sicurezza".
"Siamo determinati a nome di Trump a fare tutto il necessario per raggiungere la pace", ha confermato Witkoff al termine della riunione.
"Siamo qui per mediare e contribuire al processo di pace e siamo pronti a fare tutto il necessario per raggiungere l'obiettivo. Il presidente Trump crede fermamente che queste uccisioni debbano finire, che il massacro debba finire", ha aggiunto.
Macron: "Passo importante per garanzie forti, durevoli e sostenibili"
"La riunione di oggi ha rappresentato un passo avanti importante per avere garanzie forti, durevoli e sostenibili", grazie alla "convergenza operativa tra 35 paesi che compongono la coalizione", ha commentato Macron dopo il vertice dei Volenterosi.
"Abbiamo consolidato il nostro approccio con meccanismi di monitoraggio di cessate il fuoco sotto la leadership Usa – ha aggiunto -. Creato i preparativi per una forza internazionale sul suolo, il giorno dopo il cessate il fuoco".
"Il negoziato è in corso e ci auguriamo possa arrivare all'obiettivo prima possibile. Gli accordi di pace firmati dalla Russia negli ultimi 5 anni sono stati tutti violati da Mosca, per questo chiediamo garanzie maggiori".
Meloni: "Sostegno a Kiev ma non invieremo truppe in Ucraina"
Anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato alla riunione.
"L'incontro, costruttivo e concreto, che ha permesso di confermare un alto livello di convergenza tra Ucraina, Stati Uniti, Europa e altri partner, è stato dedicato all'affinamento delle garanzie di sicurezza ispirate all'articolo 5 dell'Alleanza Atlantica, come da tempo suggerito dall'Italia", si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Nella nota è stato confermato il sostegno dell'Italia alla sicurezza dell'Ucraina ma la premier "ha ribadito alcuni punti fermi della posizione del Governo italiano sul tema delle garanzie, in particolare l'esclusione dell'impiego di truppe italiane sul terreno".
"La volontarietà della partecipazione delle Nazioni della Coalizione alla Forza multinazionale e il rispetto delle procedure costituzionali per le decisioni a sostegno dell'Ucraina in caso di futuro attacco, richiamati nella dichiarazione adottata, riflettono principi più volte ribaditi dall'Italia", conclude Palazzo Chigi.