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Guerra in Ucraina

Ucraina, massiccio attacco russo, 80 droni e missili su Kharkiv, Kiev e Leopoli: almeno 7 morti

I bombardamenti, con almeno 40 missili e altrettanti droni, hanno danneggiato strutture energetiche negli oblast di Kharkiv, Kiev, Zaporizhzhia e Leopoli.
A cura di Davide Falcioni
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È stata una nuova notte di terrore in Ucraina. Le forze russe hanno infatti lanciato un massiccio attacco aereo in tutto il Paese prendendo di mira infrastrutture critiche in diverse regioni con più di 40 missili e altrettanti droni, una parte dei quali sono stati abbattuti. Lo riferisce il Kyiv Independent, specificando che i raid hanno danneggiato strutture energetiche negli oblast di Kharkiv, Kiev, Zaporizhzhia e Leopoli.

L'esercito ha annunciato che la Russia ha lanciato droni, missili da crociera dai bombardieri Tu-95 e missili ipersonici Kinzhal. Esplosioni sono state segnalate nella città di Kharkiv. A Kyiv alcuni droni russi avrebbero causato un incendio in una struttura critica della zona. Il governatore dell'Oblast di Leopoli, Maksym Kozytskyi, ha dichiarato che un missile russo è entrato nello spazio aereo della regione. Forti esplosioni sono state avvertire anche nella regione di Ivano-Frankivsk. Il bilancio del massiccio attacco russo è di almeno sette vittime, tra le quali una bambina di 10 anni a Odessa, una ragazza di 14 anni e due donne di 43 e 59 anni a Kharkiv. Numerosi invece sono i feriti, almeno quattro dei quali versano in gravi condizioni.

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Zelensky: "Abbiamo bisogno di difesa aerea, non di lunghe discussioni coi partner"

A seguito dei raid il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è tornato a chiedere il sostegno militare da parte degli alleati occidentali. "Tutti i nostri partner, si rendono conto di quanto sia cruciale per l'Ucraina la necessità di una difesa aerea", ha dichiarato. "Abbiamo bisogno di difesa aerea, non di lunghe discussioni".

Stop al congedo per i soldati in prima linea da 36 mesi

La situazione sul campo resta dunque estremamente difficile per l'Ucraina. "L'offensiva continua lungo tutta la linea del fronte. E attualmente è impossibile indebolire le forze di difesa", ha quindi annunciato alla televisione statale Dmytro Lazutkin, portavoce del ministero della Difesa ucraino, scatenando la rabbia dei soldati per aver cancellato una clausola di un progetto di legge che avrebbe dato a coloro che hanno trascorso lunghi periodi combattendo in prima linea la possibilità di tornare a casa.

"Non possiamo prendere decisioni affrettate adesso", ha aggiunto, spiegando l'opposizione dei militari al provvedimento. I leader militari hanno esercitato pressioni sui politici affinché abbandonassero un progetto di legge, approvato a febbraio in prima lettura, che avrebbe dato ai soldati in servizio da più di 36 mesi la possibilità di essere congedati. Il progetto di legge era stato approvato in prima lettura in parlamento a febbraio. Ma quella clausola è stata rimossa ieri, prima della seconda lettura, dopo un appello del capo dell'esercito e ministro della difesa.

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