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“Uccisa dall’ICE per legittima difesa”, ma video smentisce l’amministrazione Trump: proteste negli Usa

L’amministrazione Trump difende l’agente ICE che ha ucciso la 37enne Renee Good a Minneapolis e sostiene la ‘legittima difesa’. Ma il video dell’omicidio sembra smentire la ricostruzione. Proteste in diverse città Usa.
A cura di Eleonora Panseri
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Una foto ricorda Renee Good, 37 anni, nel luogo dove è stata uccisa dall’Ice a Minneapolis.
Una foto ricorda Renee Good, 37 anni, nel luogo dove è stata uccisa dall’Ice a Minneapolis.

Non si fermano le proteste negli Stati Uniti per la morte della 37enne Renee Nicole Good, uccisa da un agente dell'ICE, agenzia federale che si occupa di immigrazione negli Usa, durante un blitz anti-migranti.

Centinaia di persone si sono riunite a Minneapolis e in altre città degli Stati Uniti per manifestare dissenso per l'accaduto e rispetto alla ricostruzione fornita dalle autorità.

C'è chi ha giustificato la reazione dell'agente definendola "legittima difesa" perché la donna avrebbe tentato di investire lui e i colleghi. Ma un video sembra smentire quest'ipotesi.

Nelle immagini infatti si vede l'agente avvicinarsi e l'auto su cui era a bordo la donna partire, senza che però questa risulti essere un effettivo pericolo. Poi gli spari a bruciapelo, tre, alla testa, che si sono rivelati fatali.

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Nelle scorse ore la folla più numerosa era a Minneapolis, dove l'aria è molto tesa. Ma vari cortei sono apparsi anche a New York, Boston, Baltimora, Birmingham e in altre città americane.

I media identificano l'agente dell'Ice che ha ucciso la 37enne

È stato identificato l'agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) che ha sparato e ucciso a Minneapolis la 37enne. La segretaria alla Sicurezza Interna, Kristi Noem, non ha nominato pubblicamente. Tuttavia, ha parlato di un episodio avvenuto lo scorso giugno in cui lo stesso agente era rimasto ferito dopo essere stato trascinato da un veicolo in fuga.

Un portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Interna ha confermato che Noem si riferiva a un incidente avvenuto a Bloomington, nel Minnesota. I documenti giudiziari relativi a quel caso, recuperati dai media, identificano l’agente come Jonathan Ross.

Secondo gli atti del tribunale, Ross rimase con il braccio incastrato nel finestrino di un veicolo mentre il conducente cercava di sfuggire all’arresto. L’agente fu trascinato per circa (91 metri) e le ferite al braccio richiesero 50 punti di sutura. L'agente è in servizio da dieci anni.

Scambio di accuse fra democratici e conservatori

Il caso è diventato anche politico. Il presidente Usa Donald Trump e la sua amministrazione hanno detto di essere "completamente al fianco degli eroici uomini e donne del'Ice", come riferito dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
L'omicidio di Minneapolis sarebbe "è il risultato di un movimento di sinistra che si è diffuso nel Paese". La funzionaria, in un briefing con la stampa, ha inoltre denunciato presunti attacchi sostenuti dagli agenti federali nel corso delle loro operazioni anti immigrazione.

Parole di sostegno anche da parte del vicepresidente J.D. Vance. Ieri ha dichiarato che l'agente Ice che a Minneapolis ha ucciso la donna, "vittima della sua ideologia di sinistra", è "protetto dall'immunità assoluta".

Il Minnesota Bureau of Criminal Apprehension (Bca) ha già reso noto che il caso sarà di "competenza esclusiva dell'Fbi".

"L'idea che Tim Walz (il governatore di Minnesota, ndr) e un gruppo di estremisti di Minneapolis possano perseguitare e rendere la vita di quest'uomo un inferno solo perché stava facendo il lavoro che gli era stato chiesto di fare è assurda", ha detto il vicepresidente.

Durissimi invece i toni del sindaco di Minneapolis Jacob Frey che in una conferenza stampa successiva all'omicidio si è rivolto agli agenti dell'Ice dicendo di "andare fuori dalle palle". Il primo cittadino ha inoltre espresso dubbi sulla serietà delle autorità federali chiamate a indagare sull'accaduto.

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Il governatore Walz, ha dichiarato che oggi, venerdì 9 gennaio, sarà il "Giorno dell'Unità" per onorare la memoria della 37enne, chiedendo alle persone dello Stato e dell'intera nazione di osservare un momento di silenzio alle ore 10 (orario statunitense, ndr).

La polizia federale spara a Portland, due feriti

Due persone sono state ricoverate in ospedale dopo essere state raggiunte da colpi di arma da fuoco sparati da agenti federali a Portland, secondo quanto riferito la polizia della città dell'Oregon.

Non è chiaro quale sia la loro condizione né a quale agenzia appartengano gli agenti federali coinvolti, precisa la Cnn, ma secondo altri media si tratterebbe di agenti della U.S. Customs and Border Protection.

Le persone colpite sono un uomo e una donna. L'episodio, di cui non si conosce ancora la dinamica, è avvenuto sullo sfondo delle tensioni per la morte della 37enne.

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