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Turchia, arrestati 20 manifestanti (e scarcerato il poliziotto che ne ha ucciso uno)

I venti manifestanti incarcerati sono tutti accusati di avere legami con gruppi terroristici. Intanto il poliziotto che ha sparato in testa a Ethem Sarısülük è stato liberato. Per il giudice la sua è stata legittima difesa.
A cura di Davide Falcioni
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Quando la eco mediatica delle proteste di Gezi Park ha perso gran parte della sua potenza sull'opinione pubblica internazionale, in Turchia sembra non voler calare la repressione. Mentre non più di una settimana fa la facevano da padrone manganelli, idranti e spray urticanti, ora è arrivato il momento della resa dei conti e degli arresti. Almeno 20 persone infatti sono state incarcerate la scorsa notte durante una retata della polizia ad Ankara: per tutti l'accusa è quelle di avere legami con gruppi terroristici e di aver attaccato la polizia durante le manifestazioni.

Intanto ieri ad Istanbul centinaia di persone si sono radunate per protestare contro la sentenza del tribunale, che ha dato il via libera al rilascio del poliziotto sospettato di aver sparato in testa al ventiseienne Ethem Sarısülük, provocandone prima un lungo coma poi – pochi giorni fa – il decesso. L'autopsia ha stabilito che il colpo di arma da fuoco è partito da una distanza inferiore a 5 metri e che quindi non si è trattato di un proiettile vagante. Ebbene, il procuratore incaricato a svolgere le indagini ha affermato che quella del poliziotto non è stata altro che legittima difesa, dunque ne ha deliberato la scarcerazione.

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