Trump dichiara chiuso spazio aereo sul Venezuela: “Spacciatori e compagnie aeree considerino tutto bloccato”

Donald Trump ha dichiarato su Truth che lo spazio aereo sul Venezuela è chiuso. Sul suo social, Trump ha chiesto di considerare il cielo venezuelano "interamente chiuso" e il post è arrivato dopo la rivelazione del New York Times risalente alla settimana scorsa: secondo il quotidiano, il presidente americano avrebbe avuto un colloquio con Nicolas Maduro, con il quale avrebbe discusso l'ipotesi di un incontro. Al momento non vi sarebbero però piani per un faccia a faccia tra Trump e Maduro.
Per il momento, con un post Trump ha chiesto a "compagnie aeree, piloti, spacciatori di droga e trafficanti di esseri umani" di considerare lo spazio aereo "sopra e intorno al Venezuela interamente chiuso".
Gli avvertimenti Usa e i voli cancellati per il Venezuela
Già negli scorsi giorni, gli avvertimenti degli Stati Uniti su un aumento dell'attività militare correlato al dispiegamento di forze statunitensi nei Caraibi con l'intenzione di "combattere il narcotraffico", avevano portato sei compagnie aeree a cancellare i voli per il Venezuela. Gli avvertimenti, oltre ad agitare le compagnie aeree, avevano suscitato la reazione del presidente venezuelano Maduro che aveva descritto l'avviso degli Usa come "parte di una campagna per danneggiare il Venezuela". L'omologo venezuelano aveva inoltre dichiarato che il Paese "avrebbe reagito alla provocazione".
La missione nel mar dei Caraibi
Secondo quanto ha riportato il Washington Post in un'esclusiva, nel mese di settembre il segretario della Difesa Pete Hegseth avrebbe ordinato di "uccidere tutti i membri dell'equipaggio" di un'imbarcazione nei Caraibi, accusata di trasportare droga. L'attacco era stato ordinato da Trump il 2 settembre ed è stato condotto dai Seal al largo della costa di Trinidad. Un missile sarebbe stato lanciato contro l'imbarcazione, provocando un incendio.
Due persone sono sopravvissute e si sono aggrappate al relitto ma a quel punto, il comandante delle operazioni speciali avrebbe ordinato un secondo attacco per ottemperare alle richieste del segretario della Difesa americano. Il portavoce capo del Pentagono, Sean Parnell, ha rifiutato di rispondere a domande sull'ordine di Hegseth, definendo la narrazione della missione "completamente falsa".