Trump apre il Board of Peace: “Sarà un successo, renderemo Gaza ricca”

Donald Trump ha inaugurato il Board of Peace, l'organismo con cui il presidente Usa punta a sostituire le Nazioni Unite e assumere la completa gestione della ricostruzione a Gaza. "Credo non ci sia mai stato niente di più potente e prestigioso": ha esordito aprendo la prima riunione ufficiale, presso il Donald Trump Institute of Peace a Washington.
Poco prima dell'inizio, una piccola folla di manifestanti si è radunata fuori dall'edificio per protestare. Tra i cartelli alcuni recitavano: "Donald Trump, vai all'inferno".
Dopo aver divagato su vari temi, dall'economia ai dazi, elencando ed elogiando i leader presenti, tra cui Javeir Milei ed Viktor Orban, Trump ha indicato l'obiettivo del Board: "Quello che stiamo facendo è molto semplice, pace. Si chiama Consiglio della Pace, e si basa su una parola facile da dire ma difficile da produrre, pace. Dare il mio nome all'Istituto della pace di Washington è stata un'iniziativa di Marco Rubio, io non c'entro niente", ha aggiunto.
Tra la schiera di Stati che hanno deciso di aderire al Board, mancano diversi Paesi Ue, tra cui storici alleati Usa come Francia, Inghilterra, ma anche Spagna e Germania. Negli scorsi giorni l'Italia ha annunciato la sua adesione ma solo come Paese osservatore. Un'escamotage che ha consentito a Giorgia Meloni di non negare la sua presenza al leader Maga, accontentandolo. "Quasi tutti hanno accettato" l'invito "e quelli che non l'hanno fatto, lo faranno. Alcuni stanno un po' facendo i furbi ma non funziona, non potete fare i furbi con me", ha detto. Non è chiaro se il riferimento sia proprio alla mossa della premier o agli altri Paesi Ue che hanno motivato il loro rifiuto con i limiti costituzionali, previsti dai loro ordinamenti, che ne impediscono l'ingresso. "Stanno giocando un po', ma si stanno unendo tutti, la maggior parte immediatamente".
Il tycoon ha fatto sapere che una serie di Paesi – sarebbero in tutto nove – si è impegnata a versare complessivamente oltre sette miliardi di dollari, mentre gli Stati Uniti contribuiranno con altri 10 miliardi. "Se si confronta questo dato con il costo della guerra, si tratta di due settimane di combattimenti, sono una cifra molto piccola. Sembra tanto, ma è una cifra molto piccola", si è giustificato.
Nel Board entrerà in gioco anche la Fifa che "aiuterà a raccogliere 75 milioni di dollari per per progetti legati al calcio a Gaza", ha annunciato Trump, elogiando la figura del presidente Gianni Infantino.
Quanto al piano per la Striscia, "siamo impegnati a fare in modo che Gaza sia ben governata. Non credo che sarà necessario mandare soldati a combattere. Sembra che Hamas si stia sbarazzando delle sue armi ma dobbiamo accertarlo", si è limitato a dire. "Rimetteremo in sesto Gaza, la renderemo prospera e sicura. E forse faremo anche un ulteriore passo avanti, laddove vediamo focolai in giro per il mondo, probabilmente possiamo farlo molto facilmente. Questo è un gruppo straordinario di persone potenti e brillanti. E penso che possiamo fare cose che molte altre persone non sarebbero nemmeno in grado di concepire o pensare", ha promesso.
"Aiuteremo Gaza, la rimetteremo in sesto, la renderemo prospera, la renderemo pacifica e faremo cose simili in altri posti. Sorgeranno focolai, succederanno cose a cui nessuno pensa ora e che non sono nemmeno concepibili. Ma ci occuperemo di molte cose e lavoreremo di nuovo con le Nazioni Unite e la riporteremo in salute. Ha bisogno di aiuto. Ha un potenziale enorme, ma ha bisogno di molto aiuto. E penso che possiamo iniziare a farlo molto presto. Ma la cosa più importante per oggi è che faremo di Gaza un esempio di successo, sicurezza e unità", ha concluso, chiudendo la riunione sulle note di ‘Ymca', colonna sonora della sua campagna elettorale.