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22 Dicembre 2016
10:51

Strage di Berlino, l’italiano ferito: ”Ho visto la morte in faccia, vivi per miracolo”

Il drammatico racconto di Giuseppe La Grassa, l’italiano ferito che si trovava ai mercatini di Natale di Berlino con la moglie quando il tir è piombato sulla folla.
A cura di Antonio Palma
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"Ho sentito il rombo del tir e ho capito che stava accadendo qualcosa di grave. ‘Ho visto la morte in faccia. Siamo miracolati", è il drammatico racconto di uno dei ferirti dell'attentato terroristico ai mercatini di Natale di Berlino nel quale hanno perso la vita 12 persone e altre 48 sono finite in ospedale, alcune in gravi condizioni. Si tratta dell'italiano Giuseppe La Grassa, 34enne palermitano che si trovava nella capitale tedesca con la moglie Elisabetta Ragno per festeggiare insieme l’anniversario di nozze e il compleanno. La Grassa fortunatamente è rimasto ferito solo in maniera non grave durante l'attacco del tir ma ha comunque dovuto fare ricorso alle cure dei medici  in ospedale dove gli hanno dato 25 punti di sutura in faccia.

"La morte ci ha sfiorato" ha raccontato al Corriere della Sera l'uomo che dopo essere stato dimesso è subito tornato a Palermo con la consorte. Un'esperienza che lo ha segnato nel profondo e che racconta ancora con trepidazione. "Ho pensavo che il camion fosse imbottito di esplosivo" ha rivelato l'uomo che ora dovrà essere anche operato a causa delle ferite riportate. "Mia moglie è viva per miracolo. Stava per prendere un panino, ma si era un attimo attardata. È stata superata da una ragazza. La ragazza è morta investita dal camion. Io sono stato colpito dalla parte posteriore del mezzo dopo che aveva finito la sua corsa contro le strutture in legno" ha ricostruito La Grassa, confermando: "Come si è visto nelle immagini che hanno fatto il giro del mondo, l’atmosfera era tranquillissima. Noi avevano l’albergo vicino al mercatino. Stavamo rientrando. Mi ricordo della forte accelerazione, del tir finito contro le capannine. Poi ho cercato mia moglie, l’ho trovata e siamo fuggiti".

"Dopo il forte impatto mi sono rivolto ad un medico tedesco che in un albergo mi ha medicato. Poi siamo stati trasferiti in ospedale. I tedeschi sono stati molto gentili e premurosi. Ci hanno assistito anche con un sostegno psicologico. In ospedale era tutto molto efficiente. Volevano operarmi ma per motivi di lavoro ho deciso di fare l’intervento a Palermo" ha proseguito il 34enne. anche lui però  mette sotto accusa gli scarsi controlli nei mercatini berlinesi già al cento di polemiche da parte dei media locali. "Avevo detto poco prima a mia moglie che in questo mercatino c’erano pochi controlli. Altre zone di Berlino erano particolarmente controllate" ha ricordato infatti il 34enne, concludendo: "Ora dobbiamo cercare di dimenticare,cercare di buttarci alle spalle questa vicenda fare sì che resti solo un ricordo".

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