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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Strage Crans Montana, Procura di Roma pronta a inviare investigatori in Svizzera: cosa succede ora

La Procura Roma ha già presentato in rogatoria tutte le richieste necessarie per poter inviare sul posto investigatori italiani per raccogliere documentazione e materiale utili ai fini investigativi. Nel mirino i gestori del locale, Jaques Moretti e la moglie Jessica.
A cura di Antonio Palma
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La magistratura italiana è pronta a entrare nel vivo dell’indagine sulla strage di Crans Montana, in cui sono morte 40 persone tra cui sei giovani italiani, per fare luce su motivi e responsabilità dell’incendio di Capodanno nel locale Le Constellation. La Procura di Roma infatti ha già preparato tutte le richieste necessarie per poter inviare sul posto investigatori italiani che possano affiancare gli omologhi svizzeri nell'attività di indagine e raccogliere documentazione e materiale utili ai fini investigativi.

La richiesta di invio in Svizzera di un proprio team di investigatori, che sarebbe composto da agenti della Squadra Mobile, è presente nella rogatoria già trasmessa dalla procura capitolina ai magistrati di Sion titolari dell’inchiesta elvetica sul disastro. La decisione finale spetterà ai magistrati vallesi che dovranno stabilire cosa potrà essere rilasciato a magistrati e poliziotti italiani, in base alle convenzioni bilaterali tra i due Paesi e alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale.

Una decisione fondamentale per poter dare corso al fascicolo aperto a Roma per i reati di omicidio colposo e disastro colposo ma al momento ancora a carico di ignoti. Senza documentane ufficiale, infatti, i pm italiani non possono iscrivere persone nel registro degli indagati. Per questo nella rogatoria gli inquirenti italiani chiedono la trasmissione di tutta l'attività istruttoria svolta fino ad oggi, compresa anche la documentazione relativa alle autorizzazioni ottenute in passato dal locale Costellation, dai controlli delle autorità locali e lo stato di attuazione delle normative antinfortunistica e sulla sicurezza.

Nel mirino ovviamente i gestori del locale, Jaques Moretti e la moglie Jessica, i due indagati anche in Svizzera ed entrambi sottoposti a misure cautelari come il divieto di espatrio ma non in carcere. La decisione finale dei giudici svizzeri potrebbe arrivare probabilmente nel mese di febbraio dopo la visita in Svizzera dei magistrati italiani per avere un incontro faccia a faccia con i magistrati locali.

L’indagine italiana su Crans Montana potrebbe mettere finalmente fine alle polemiche tra Italia e Svizzera sul modus operandi dei giudici locali, accusati prima di aver tergiversato e trascurato alcuni aspetti fondamentale per accertare i fatti e poi di aver applicato misure cautelari molti deboli nei confronti dei due indagati con relativa possibilità di inquinare le prove.

A questo proposito il ministro degli Esteri Antonio Tajani riceverà nel pomeriggio alla Farnesina l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, per concordare le azioni da intraprendere a seguito della decisione della magistratura cantonale di disporre la scarcerazione del proprietario del locale di Crans Montana. “Chiediamo che si faccia piena luce e che non venga offesa la memoria di questi ragazzi” ha detto il vicepremier su Rai Radio1, aggiungendo: “È scandaloso che siano stati rimessi in libertà quando c'è pericolo di fuga e di inquinamento delle prove. Non significa non essere garantisti, ma evitare che chi ha responsabilità oggettive possa sottrarsi alla giustizia”.

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