Spazio aereo chiuso per la crisi in Iran, gli aeroporti del Golfo coinvolti e cosa fare per i voli cancellati

La guerra in Iran con gli attacchi di Israele e Usa e la risposta di Teheran sui paesi del Golfo come Bahrain, Emirati, Qatar e Kuwait continuano ad avere pesantissime ripercussioni su tutto il traffico aereo della zona con voli di linea bloccati e spazi aerei chiusi. Alcuni scali come Dubai sono stati addirittura colpiti da missili e droni e centinaia di migliaia di viaggiatori sono rimasti bloccati. Altri passeggeri sono stati dirottati via terra su altri scali in tutto il Medio Oriente come Mascate in Oman o Riad in Arabia Saudita, ma il caos ha riguardato anche altri voli non diretti in zona che sono diventati più lunghi per il cambio di rotta volto a evitare i cieli iraniani. Alcune compagnie hanno ripreso i voli solo lunedì e alcuni scali hanno annunciato una parziale riapertura ma molti cieli rimangono chiusi e e anche l'European Union Aviation Safety Agency ha prorogato lo stop ai voli per il Medio Oriente e il Golfo Persico fino al 6 marzo.
Voli in tilt e rotte ridisegnate, i collegamenti aerei soppressi o deviati
Dopo un blocco totale e la cancellazione di oltre di 12mila voli in tutta la regione, nelle scorse ore alcuni scali come Dubai hanno deciso di riprendere le operazioni ma solo in maniera estremamente limitata. L'European Union Aviation Safety Agency, invece, ha prorogato lo stop ai voli per il Medio oriente consigliando ai vettori dell'Ue di non volare in Bahrain, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita "a tutti i livelli e le altitudini di volo".
Diverse compagnie occidentali come Lufthansa del resto avevano già annunciato che per ora continueranno a evitare scali e cieli dei Paesi interessati dal conflitto e gli unici voli per ora son quelli delle compagnie locali. Il gruppo tedesco, di cui fa parte anche la compagnia italiana ITA Airways, eviterà fino all’8 marzo tutto lo spazio aereo mediorientale e i cieli sopra Israele, Iran, Libano, Giordania, Iraq, Qatar, Kuwait e Bahrein così come l'aeroporto saudita di Dammam e Riad. Inoltre il traffico sopra gli Emirati Arabi Uniti sarà evitato.
Air France invece ha cancellato i voli da e per Tel Aviv, Beirut, Dubai e Riad, mentre le compagnie aeree British Airways, Air India a KLM hanno sospeso tutti i voli in zona. Per evitare l'area, gli aerei a lungo raggio sono costretti a prendere rotte più lunghe, a nord o a sud dell’Iran, evitando anche Israele, la Giordania, che ha chiuso lo spazio aereo di notte, e l’Iraq, la cui Autorità per l'aviazione civile ha dichiarato lunedì che la chiusura completa dello spazio aereo durerà per almeno altre 48 ore.

La mappa degli aeroporti bloccati dall'emergenza
L’aeroporto di Dubai ha comunicato che le operazioni aeroportuali sono riprese il 2 marzo ma con un numero molto limitato di voli operati principalmente dalla compagnia aerea Emirates. "Stiamo accogliendo prioritariamente i clienti con prenotazioni precedenti e coloro che sono stati riprenotati per viaggiare su questi voli saranno contattati direttamente da Emirates" avvertono però dalla compagnia invitando a non andare in aeroporto. I normali voli infatti restano sospesi almeno fino al 4 marzo e comunque fino a nuovo avviso. Anche la compagnia Etihad Airways ha sospeso i voli fino alle 14:00 ora locale di mercoledì e sta operando limitati voli di rimpatrio per i passeggeri bloccati. Secondo Flightradar24, altri voli Etihad sono partiti per altre destinazioni tra cui Mosca, Parigi, Il Cairo, Delhi e Karachi.
Oltre i due aeroporti di Dubai, colpiti anche da alcuni droni, al momento rimangono bloccati anche quello di Abu Dhabi, sempre negli Emirati, gli aeroporti di Doha, in Qatar, visto che lo spazio aereo del Paese rimane chiuso, il Kuwait International Airport, che è danneggiato. Si tratta dei più importanti snodi per i viaggi tra Europa, Africa e Asia. Bloccati anche lo scalo di Sharjah negli Emirati Arabi Uniti e l'Aeroporto Internazionale del Bahrein. Rimangono aperti invece lo scalo di Riad in Arabia Saudita e l’aeroporto di Muscate in Oman.

Viaggi cancellati e rimborsi: cosa fare e come spostare il volo
Per chi è rimasto bloccato nei paesi interessati dal conflitto, le compagnie aeree stanno cercando di effettuare voli di rimpatrio e lo stesso stanno facendo alcuni Paesi occidentali con voli charter come quello che è già rientrato ieri con i nostri connazionali. Per chi invece doveva andare nelle zone colpite e ha visto il proprio volo cancellato, può richiedere la riprotezione su un volo alternativo quando la situazione tornerà alla normalità o il rimborso del biglietto. Visto che il blocco aereo non è legato a disservizi delle stesse compagnie ma a causa di forza maggiore, i passeggeri però non hanno diritto a un indennizzo. Per ottenere il rimborso bisogna contattare la compagnia aerea attraverso i canali ufficiali entro sette giorni.