Il 95% delle dosi di vaccino covid somministrate finora nel mondo sono state distribuite in appena 10 Paesi, quelli più ricchi e industrializzati, e nella corsa al vaccino ancora una volta rischiano di pagarne le conseguine maggiori i Paesi più poveri che non possono in alcun modo entrare in competizione con gli altri per avviare trattative con le case farmaceutiche per accedere agli antidoti al coronavirus. A ricordarlo ancora una volta è stata l’Oms rivelando che ad oggi sono appena 25 le dosi somministrate nei paesi poveri rispetto alle 39 milioni di dosi già iniettate in quelli più ricchi.

Oms: "Accaparramento vaccini prolungherà la pandemia"

Al momento i vaccini son arrivati in 49 paesi ma l'unico a basso reddito ad aver somministrato finora iniezioni è la Guinea che la scorsa settimana ha somministrato dosi del vaccino russo Sputnik a 25 persone, compreso il suo presidente.  Numeri che mettono "a serio rischio le prospettive di un'equa distribuzione dei vaccini anti Covid nel mondo” ha spiegato il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus, avvertendo senza mezzi termini che "il mondo è sull'orlo di un fallimento morale catastrofico". Non solo, secondo Ghebreyesus questo “approccio che mette a rischio i più poveri e i vulnerabili del mondo è anche controproducente" perché “a lungo andare questo approccio non farà altro che prolungare la pandemia". Come più volte ribadito dall’Oms, infatti, il virus circola e si muove e se non si raggiungono anche i Paesi poveri la soglia di vaccinati necessaria per arrivare a una immunità di gregge crescerà sempre di più fino a sfiorare la totalità della popolazione di ogni singolo stato allungando così i tempi della pandemia.

Covax il piano dell'Oms per portare i vaccini ai Paesi poveri

“Non è giusto che i giovani adulti e sani nei paesi ricchi vengano vaccinati prima degli operatori sanitari e degli anziani nei paesi più poveri", ha dichiarato Ghebreyesus alla riunione annuale del consiglio esecutivo dell'OMS denunciando la corsa all’accaparramento di altri vaccini che rischia di far saltare anche il piano di condivisione dei vaccini dell'OMS, COVAX. Il progetto Covax fa parte del piano ideato dall’Oms e lanciato nell’aprile scorso per creare una collaborazione globale e accelerare così lo sviluppo e la produzione di cure contro il covid ma anche per garantire la parità di accesso per tutti i paesi. Nel cronoprogramma Covax avrebbe dovuto acquistare dosi dal nuovo anno e iniziare a distribuirle nelle nazioni a reddito medio e basso da febbraio ma molte nazioni ricche stanno concludendo accordi più vantaggiosi economicamente per i produttori decretando di fatto uno stop al piano di approvvigionamento vaccini dell’oms in una situazione di scarsità di dosi

"Paesi ricchi alzano il prezzo e saltano la fila"

"Alcuni Paesi stanno cercano di aggirare Covax, aumentando il prezzo e tentando di saltare la fila. Questo potrebbe ritardare le consegne di Covax e creare esattamente lo scenario che Covax è stato progettato per evitare, con l'accaparramento sfrenato, un mercato caotico, una risposta non coordinata e continui sconvolgimenti sociali ed economici” ha dichiarato il direttore generale dell’Oms, concludendo:  "Il mondo è sull'orlo di un catastrofico fallimento morale e il prezzo di questo fallimento sarà pagato con vite nei paesi più poveri del mondo. Alla fine queste azioni non faranno che prolungare la pandemia".