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Conflitto Israelo-Palestinese

“Riconoscere lo stato di Palestina è cruciale per la pace”: parla l’ambasciatrice in Italia

L’Ambasciatrice di Palestina in Italia Abeer Odeh: Il riconoscimento dello stato palestinese da parte di Spagna, Irlanda e Norvegia è un passo molto importante perché riafferma il nostro diritto all’autodeterminazione e alla sovranità sulla nostra terra. Ora l’Italia faccia lo stesso”.
Intervista a Abeer Odeh
Ambasciatrice di Palestina in Italia
A cura di Davide Falcioni
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Il riconoscimento formale dello Stato della Palestina da parte di Spagna, Norvegia e Irlanda "è un passo molto importante perché riafferma il nostro diritto all’autodeterminazione e alla sovranità sulla nostra terra". Per questo, e a maggior ragione dopo quasi otto mesi di guerra nella Striscia di Gaza, "chiediamo urgentemente ai Paesi che non l’hanno ancora fatto di riconoscere il nostro Stato. Questo è quello che ci aspettiamo dagli italiani, amici storici del popolo palestinese, che da sempre sostengono la soluzione dei due Stati".

A dirlo, intervistata da Fanpage.it, l'Ambasciatrice di Palestina in Italia Abeer Odeh, già ministro dell'Economia nell'Autorità Palestinese. La diplomatica ha risposto alle nostre domande e ribadito la posizione dell'ANP, l'organo politico di autogoverno palestinese ad interim, formato nel 1994 in conseguenza degli accordi di Oslo: "È importante la convocazione di una Conferenza di Pace Internazionale che abbia come obiettivo la realizzazione immediata della soluzione ‘Due popoli, due Stati', basata sulla legalità internazionale, sul principio dell’autodeterminazione dei popoli e sulla sovranità del popolo palestinese sulla sua terra".

Ambasciatrice, i leader di Spagna, Norvegia e Irlanda hanno annunciato il riconoscimento dello Stato palestinese nel prossimo futuro. Perché si tratta di una decisione importante e quali saranno i suoi effetti concreti per la causa del popolo palestinese?

Quello compiuto da Spagna, Irlanda e Norvegia è un passo molto importante perché riafferma il nostro diritto – che poi è un diritto fondamentale di tutti i popoli – all’autodeterminazione e alla sovranità sulla nostra terra. Si tratta di una decisione cruciale, che risponde ai dettami del diritto internazionale e che spinge verso la fine dell’occupazione illegale della Palestina da parte di Israele.

L’Italia dovrebbe riconoscere formalmente lo Stato palestinese come si apprestano a fare questi Paesi europei?

Per le ragioni che dicevo, chiediamo urgentemente ai Paesi che non l’hanno ancora fatto di riconoscere il nostro Stato. Questo è quello che ci aspettiamo dagli italiani, amici storici del popolo palestinese, che da sempre sostengono la soluzione dei due Stati.

Nell’ultima intervista che ci ha rilasciato disse: "Chiediamo all’Italia di assumere un’iniziativa come membro responsabile della comunità internazionale. (…) La nostra speranza è che il governo italiano si opponga fermamente a qualsiasi forma di ingiustizia e intraprenda azioni significative per sostenere la causa palestinese, non solo quella israeliana". Crede che l’Italia abbia fatto abbastanza in questi mesi per la difesa del diritto internazionale?

Ci aspettiamo molto dalla Presidenza italiana del G7 quest’anno e contiamo sul fatto che l’Italia, in virtù del suo ruolo, faccia abbastanza nei prossimi mesi. Sappiamo che la Palestina era in cima all’agenda già nella prima delle due riunioni dei Ministri degli Esteri del G7 ospitate dall’Italia nel corso del 2024, dove è stata sottolineata l’urgenza di un cessate il fuoco e dell’ingresso di aiuti umanitari a Gaza. Siamo fiduciosi che i nostri diritti fondamentali restino priorità della Presidenza italiana.

Profughi palestinesi nella Striscia di Gaza
Profughi palestinesi nella Striscia di Gaza

Abu Mazen ha salutato l'annuncio di Irlanda, Norvegia e Spagna di riconoscere lo Stato di Palestina ed ha esortato gli altri Paesi della UE a fare lo stesso. "L'obiettivo – ha detto citato dalla Wafa – è quello di raggiungere la Soluzione a 2 Stati basata sulle Risoluzioni internazionali e nei confini del 1967″. In che modo la comunità internazionale potrà convincere Israele a smantellare le sue colonie e cacciare dal territorio palestinese quasi un milione di coloni?

L’occupazione israeliana della Palestina è illegale e va combattuta facendo valere le risoluzioni e le leggi internazionali che ne chiedono espressamente la fine. Così come nessuna occupazione al mondo è durata per sempre, anche l’occupazione della nostra terra deve avere termine ed è urgente che questo avvenga al più presto.

I Paesi della Lega Araba propongono un’operazione di peacekeeping sotto l’egida delle Nazioni Unite, con i Caschi Blu dell’ONU schierati come "forza d’interposizione" tra le parti e Gaza e in Cisgiordania. È d’accordo con questa ipotesi?

La leadership e il governo palestinese contano sul sostegno della comunità internazionale perché si facciano passi concreti e irreversibili verso una pace giusta. Per questo è importante la convocazione di una Conferenza di Pace Internazionale che abbia come obiettivo la realizzazione immediata della soluzione "Due popoli, due Stati", basata sulla legalità internazionale, sul principio dell’autodeterminazione dei popoli e sulla sovranità del popolo palestinese sulla sua terra.

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