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Quinto giorno di scontri in Egitto: la repressione è sempre più dura (VIDEO)

Continua la repressione violenta dei militari contro i manifestanti di piazza Tahrir. Nel quinto giorno di scontri al Cairo sono almeno 13 i morti e centinaia i feriti.
A cura di Susanna Picone
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Continua la repressione violenta dei militari contro i manifestanti di piazza Tahrir. Nel quinto giorno di scontri al Cairo sono almeno 13 i morti e centinaia i feriti.

In Egitto si è arrivati ormai al quinto giorno dei nuovi scontri tra manifestanti e militari al Cairo. Piazza Tahrir, epicentro degli scontri dello scorso novembre, è anche questa volta protagonista delle scene di violenza e di morte come ci viene mostrato dalle immagini che provengono dalle riprese amatoriali degli stessi manifestanti e dalle fonti locali.

La richiesta di coloro che protestano è sempre la stessa: un governo di autorità civili al posto della giunta militare. Militari che rispondono con la stessa violenza condannata già a novembre: ad oggi si contano almeno 13 vittime tra i manifestanti, tutti sarebbero morti a causa di scontri violenti caratterizzati dai proiettili, dai bastoni e dai gas lacrimogeni usati per disperdere la folla. Centinaia di persone sono rimaste ferite e decine sono state arrestate dai militari. Quegli stessi militari accusati unanimamente di reprimere con eccessiva violenza la protesta, talvolta anche pacifica, dei manifestanti egiziani.

In particolare il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha condannato le violenze di piazza Tahrir, nello specifico quelle sulle donne: vari video che circolano sul web ci mostrano infatti l’accanimento dei militari anche su queste ultime, protagoniste insieme agli uomini durante le proteste di novembre, e che in questi giorni “sono state prese di mira in particolar modo dalle forze dell’ordine e dagli estremisti”.

Di contro il Ministero della Difesa ha parlato di misure necessarie per sventare il piano dei manifestanti di colpire la camera bassa del Parlamento egiziano. Il risultato di tutto questo, in ogni caso, è ancora una volta sangue versato. Sangue dei martiri che va nuovamente a macchiare le strade intorno a piazza Tahrir.

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