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Conflitto in Ucraina
5 Luglio 2022
10:54

Quanto costerà la ricostruzione dell’Ucraina

Nonostante la guerra sia ancora in corso e ben lungi dal finire il governo ucraino ha presentato un primo piano di ricostruzione del Paese da 750 miliardi di euro.
A cura di Davide Falcioni
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Dopo la distruzione, per l'Ucraina sarà la volta della ricostruzione postbellica: benché i combattimenti siano ancora in corso il governo di Kiev, nel corso di una due giorni che si concluderà oggi a Lugano e che è stata organizzata in collaborazione con le autorità svizzere, ha presentato un piano da oltre 750 miliardi di dollari, che prevede 850 progetti per ridare un volto vivibile al Paese.

Ieri, nella prima giornata, è stato registrato un consenso generale sul fatto che i progetti debbano iniziare ad essere sviluppati sin da ora, nonostante il conflitto non sia ancora terminato, per garantire che dopo la fase più buia ci sia già un piano da mettere in campo. Al convegno, oltre ai governi svizzero e ucraino, stanno partecipando numerose autorità europee, alti membri del governo del presidente Volodymyr Zelensky e rappresentanti di organizzazioni finanziarie e umanitarie internazionali.

Il piano è stato declinato su 10 anni – dal 2023 al 2032 – e prevede due step: il primo, il triennio 2023-2025, in cui è prevista la realizzazione della maggior parte dei progetti (580) e che costerà più di 350 miliardi di dollari. Il secondo capitolo prevede un numero minore di progetti, ma richiederà più finanziamenti: oltre 400 miliardi di dollari. Il piano prevede che l'economia ucraina crescerà del 7% ogni anno nei prossimi 10 anni.

I programmi più esosi sono il ripristino e l'ammodernamento degli alloggi e delle infrastrutture delle regioni, che richiederanno tra i 150 e i 250 miliardi di dollari, nonché l'ampliamento e l'integrazione della logistica con l'Unione Europea, che costeranno 120-150 miliardi di dollari; gli interventi per l'indipendenza energetica e la svolta ‘green' ‘peseranno' per 150 miliardi di dollari.

Secondo il primo ministro ucraino, Denys Shmyhal, che ha illustrato il piano, parte rilevante dei finanziamenti dovranno arrivare dai beni confiscati alla Federazione russa e agli oligarchi russi, "che sono stimati tra i 300 e i 500 miliardi di dollari"; altre fonti di finanziamento saranno i prestiti agevolati delle organizzazioni finanziarie internazionali e dei Paesi amici, gli investimenti del settore privato e il bilancio interno ucraini.

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