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Guerra in Ucraina

Qual è il bilancio della controffensiva ucraina dopo tre mesi e quali le prospettive per l’autunno

Gastone Breccia: “I risultati della controffensiva ucraina sono stati decisamente inferiori alle aspettative; dal punto di vista territoriale fino a questo momento è stato ottenuto ben poco”.
Intervista a Gastone Breccia
Storico ed analista militare
A cura di Davide Falcioni
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A che punto è la controffensiva ucraina? Quali risultati sono stati ottenuti dalla forze di Kiev? Ed è possibile tracciare un bilancio a più di tre mesi dall'inizio del contrattacco?

A poco più di una settimana dall'equinozio d'autunno, e in vista di un nuovo inverno di combattimenti, la situazione sul campo è di sostanziale stallo: se è vero che le forze armate ucraine hanno ricevuto parte consistente dei migliori aiuti militari occidentali, è altrettanto vero che i russi sono riusciti finora a difendere efficacemente le posizioni conquistate organizzando solide linee di difesa: al momento solo lungo la direttrice che da Robotyne-Verbove conduce a Tokmok gli ucraini possono sperare di conseguire un successo strategico di qualche rilevanza. Le prospettive per Kiev tuttavia sono poco edificanti, con almeno un altro anno di guerra da combattere e il rischio che la prossima campagna elettorale statunitense possa far vacillare il sostegno dell'Occidente. Fanpage.it ha fatto il punto della situazione con il professor Gastone Breccia, storico ed analista militare.

Gastone Breccia
Gastone Breccia

Professore, dopo più di tre mesi è possibile tracciare un bilancio della controffensiva ucraina?

Tracciare un bilancio a questo punto non solo è possibile ma è anche necessario: i risultati sono stati decisamente inferiori alle aspettative, che probabilmente erano troppo alte ed hanno finito per illudere l'opinione pubblica che quest'estate l'Ucraina avrebbe potuto riconquistare tutti i territori perduti. In verità, dal punto di vista territoriale fino a questo momento è stato ottenuto ben poco. Diverso è il discorso delle perdite: nei giorni scorsi su alcuni giornali italiani sono circolati numeri ridicoli secondo i quali per ogni soldato russo sarebbero morti almeno cinque ucraini. Si tratta di una panzana. In verità abbiamo poche informazioni specifiche sulle perdite ed è verosimile che i russi ne abbiano subite più degli ucraini per arrestare la loro controffensiva. Tuttavia il logorio alla fin fine favorisce Mosca, che comunque ha un bacino di uomini da arruolare ben più ampio rispetto a Kiev. Insomma, sebbene gli ucraini abbiano avuto perdite inferiori rispetto ai loro nemici non è certo così che alla lunga possono sperare di vincere la guerra.

Lei ha parlato di scarsi risultati dal punto di vista delle conquiste territoriali.

Gli ucraini hanno conquistato due villaggi nell'oblast di Zaporizhzhia: si tratta di Robotyne e Verbove, poco più a est. Lì le truppe di Kiev stanno spingendo: secondo alcuni analisti molto ben informati sarebbero riusciti a superare la principale linea di resistenza russa e starebbero per compiere dei progressi importanti perché avrebbero alle spalle i campi minati più "densi". Lì i russi in queste ore starebbero contrattaccando disperatamente, nel tentativo di ripristinare il fronte. Non sappiamo, in questo momento, come sta evolvendo la situazione. Ad ogni modo il settore Robotyne-Verbove è l'unico in cui gli ucraini sembrano poter ancora ottenere qualche risultato di importanza strategica e la città di Tokmok è l'unico obiettivo alla loro portata entro un mese, ma mancano ancora una ventina di chilometri.

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E per quale ragione Kiev sta puntando su Tokmok?

Perché è un nodo viario molto importante: conquistandola si interromperebbe una delle due strade principali che collegano la Crimea al Donbass. Da lì, inoltre, l'artiglieria a lunga gittata ucraina potrebbe colpire anche l'altra grande strada che collega Crimea e Donbass, mettendo in seria crisi i collegamenti russi. La Crimea diventerebbe a quel punto un vero cul de sac raggiungibile solo grazie al ponte di Kerc, che abbiamo visto essere piuttosto vulnerabile.

Il bilancio della controffensiva, quindi, è fino a questo momento negativo. Crede che gli ucraini abbiano commesso degli errori?

Credo che puntare il dito contro gli ucraini sia sbagliato. In occidente tuttavia in troppi hanno pensato che Kiev avrebbe condotto una grande controffensiva con masse di mezzi corazzati all'attacco e pronti a sfondare le linee nemiche; in realtà era chiaro che non sarebbe potuto accadere, data l'impossibilità di ammassare troppi carri armati senza essere immediatamente scoperti dai sistemi di ricognizione aerea russi e poi colpiti con precisione chirurgica dall'artiglieria. Kiev, quindi, ha fatto quello che poteva: usare in maniera più intelligente possibile le armi di cui disponeva, considerando anche mancano all'appello molti carri armati occidentali, sistemi di sminamento e caccia F-16. Kiev ha saggiato le difese russe, che hanno retto: e di questo va dato merito a Mosca.

A breve arriverà l’autunno, stagione delle piogge: che prospettive ci sono per i prossimi mesi?

C'è tempo al massimo fino alla fine di ottobre, dopodiché arriveranno le piogge: in quelle condizioni non si smetterà di combattere, ma i mezzi pesanti saranno costretti a riversarsi sulle strade e non potranno avanzare nei campi, che diventeranno pantani impraticabili. Questo ridurrà ulteriormente le possibilità di condurre degli attacchi, che saranno sempre più prevedibili e canalizzabili. L'effetto sorpresa, che già oggi è molto scarso, in autunno sarà nullo: basterà che i russi sorveglino attentamente le strade asfaltate principali con missili anticarro…

Si prospetta quindi almeno un altro inverno di guerra. In queste condizioni l’occidente continuerà a sostenere l’ucraina? E quanto conterà l'andamento della prossima campagna elettorale negli USA?

Sono abbastanza pessimista sulla campagna elettorale statunitense anche perché penso che i guai di Biden con il figlio, anche se non porteranno all'impeachment del presidente, potrebbero pesare molto sull'elettorato americano. Inoltre il fattore anagrafico conta e l'età di Biden avrà la sua importanza. Insomma, credo che l'esponente democratico corra un grande rischio contro Donald Trump. Se quest'ultimo dovesse tornare alla Casa Bianca sono certo che l'Occidente smetterà di sostenere l'Ucraina.

Da qui al novembre 2024 ci separa però più di un anno. Nel frattempo cosa accadrà, secondo lei?

Credo che gli ucraini ritenteranno di guadagnare terreno nella prossima primavera-estate: attenderanno nuovi carri armati e F-16, poi ripartiranno all'attacco. I russi dovranno compiere una scelta strategica fondamentale: o imbastire una nuova offensiva, col rischio di perdere forze, o fortificarsi ancora meglio nelle posizioni conquistate. La prospettiva che abbiamo davanti è come minimo di un altro anno di guerra, e mi sembra che oggi come oggi l'ipotesi di trattative di pace mediate da Cina e Chiesa sia molto campata in aria, nonostante gli sforzi di Pechino e del cardinale Zuppi.

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