Proteste a Copenaghen, migliaia di persone in piazza contro Trump: “Giù le mani dalla Groenlandia”

Diverse migliaia di persone si sono radunate oggi a Copenaghen per protestare contro le ambizioni imperialistiche di Donald Trump, che continua a sostenere di voler assumere il controllo della Groenlandia. I manifestanti, con bandiere groenlandesi e danesi, hanno formato una distesa rossa e bianca di fronte al Municipio, scandendo il nome dell'isola in groenlandese: "Kalaallit Nunaat!".
Moltissimi i cartelloni contro gli Stati Uniti e il presidente. Tra le scritte si legge, "Make America Go Away", parodia dello slogan Maga, o "Gli Stati Uniti hanno già abbastanza ghiaccio" ("Usa already has too much ice"). O ancora "Hands Off" cioè "Giù le mani (sottinteso, dalla Groenlandia)".

Altre manifestazioni sono previste nel Paese scandinavo, ad Aarhus (centro), Aalborg (nord) e Odense (sud), su iniziativa di diverse organizzazioni groenlandesi. "Per me è importante partecipare, perché si tratta fondamentalmente del diritto del popolo groenlandese all'autodeterminazione. Non ci si può lasciare intimidire da uno Stato, da un alleato. È una questione di diritto internazionale", ha dichiarato Kirsten Hjoernholm, 52 anni, dipendente dell'Ong Action Aid Danimarca, durante la protesta.
Gli organizzatori di Uagut, il movimento cittadino "Non toccare la Groenlandia" e Inuit, un gruppo di associazioni locali groenlandesi, hanno scelto di indire la protesta proprio durante le giornate in cui è presente una delegazione del Congresso statunitense a Copenaghen.
La delegazione bipartisan infatti, si trova in missione nella capitale danese per rassicurare governo e la Groenlandia. La maggioranza degli americani – è il messaggio che vogliono far passare -non sostengono le mire espansionistiche di Trump nell'Artico. "È importante sottolineare che quando chiedi agli americani se pensano che sia una buona idea che gli Stati Uniti acquisiscano la Groenlandia, la grande maggioranza di loro, il 75 per cento circa, dirà che non pensa sia una buona idea", ha dichiarato la senatrice repubblicana Lisa Murkovsky in una conferenza stampa al Parlamento danese. "Anche il Congresso ha un ruolo", ha aggiunto.
Negli scorsi giorni, l'incontro tra il vicepresidente JD Vance e i ministri degli Esteri danese e groenlandese si è concluso in un nulla di fatto. I diversi Paesi hanno mantenuto le loro reciproche posizioni rinnovando l'invito al dialogo per stemperare i toni.
Intanto però, Francia, Germania e altri Paesi Ue si preparano a rafforzare la loro presenza militare nell'Artico per difendere e sostenere l'indipendenza del popolo groenlandese. In Italia invece, la premier Meloni ritiene improbabile un'invasione militare Usa ma non esclude l'invio di soldati italiani purché nell'ambito dell'Alleanza atlantica.