Pistola in faccia a clienti e negozianti per rubare le carte Pokemon: il video della rapina da 100mila dollari

Il mercato delle carte Pokemon sembra ormai trascinato in una scia di violenze e furti sempre più brutali. L’ultimo episodio a New York dove un gruppo di rapinatori ha letteralmente assaltato un negozio Pokémon armi in pugno minacciando clienti e addetti, portandosi via un bottino di oltre centomila dollari. Il colpo, avvenuto mercoledì corso a Manhattan, ripreso dai video delle telecamere di sorveglianza del negozio da cui è stato possibile ricostruire l’intera dinamica.
Una cifra notevole ma il colpo è stato ancora più impressionante perché avvenuto di giorno e con un negozio affollato di gente. I tre malviventi non hanno esitato a puntare una pistola in faccia ai clienti per rapinarli delle carte in loro possesso, oltre che usare i martelli per rompere le vetrine e svaligiare tutto. L’assalto armato intorno alle 18:45 quando, come si vede dai video di sicurezza, i rapinatori vestiti di nero, col volto travisato e con zaino in spalla hanno fatto irruzione al Poké Court sulla tredicesima strada iniziando minacciare tutti i presenti circa una quarantina di persone.
Tutto è durata circa 3 minuti. Mentre due di loro rompevano le vetrine mettendo tutte le carte negli zaini, un altro minacciava i clienti intenti a scambiarsele e ripuliva anche loro. La polizia di New York non ha specificato l'importo del bottino ma il proprietario del negozio ha dichiarato alla NBC New York che sono stati rubati circa 100mila dollari in merce oltre a denaro, nonché il cellulare di una dipendente. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito ma al momento i rapinatori non sono stati ancora identificati.
Non è la prima volta che i ladri prendono di mira le carte Pokemon. Colpi analoghi sona venuti anche di recente in varie zona in Usa ma anche in Giappone mentre in Italia finora ci si è limitati a furti in edicole. Atti violenti innescati dal valore del mercato delle carte collezionabili Poké che ha vissuto un vero e proprio boom e con pezzi rari che vengono venduti all’asta per cifre a cinque o sei zeri.