Perde l’affidamento della figlia: Cibelle Savella torna a casa, uccide la bimba di 4 anni e si suicida

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Nell’ultima udienza in Texas il giudice aveva imposto l’affidamento primario al padre e condizioni dure per la donna come il divieto di parlarle nella sua lingua madre e di partecipare a spettacoli scolastici e attività extrascolastiche.

Cibelle Savella aveva trascorso la giornata con la figlioletta e doveva riportarla dall'ex marito dopo aver perso la lunga battaglia legale per l'affidamento primario della piccola ma quel giorno la bambina di 4 anni non è mai più tornata dal padre: raggiunta da un colpo di arma da fuoco sparato dalla stessa madre che poi ha rivolto l’arma contro sé stessa. È la tragedia che ha sconvolto Houston e il Texas dove la 35enne si è sparata dopo aver ucciso la piccola in casa sua martedì scorso.

La polizia era intervenuta nel pomeriggio del 29 settembre nell’abitazione dopo che alcuni residenti avevano allertato i numeri di emergenza dicendo di aver udito degli spari al terzo piano del palazzo. Gli agenti hanno fatto irruzione trovando la bambina di 4 anni morta con una ferita da arma da fuoco e la madre poco lontano in fin di vita. La donna era stata portata in ospedale d’urgenza ma è deceduta mercoledì scorso senza più riprendere conoscenza.

Il terribile omicidio suicidio è avvenuto poche ore dopo un'udienza per l'affidamento davanti a un giudice del tribunale per i minorenni che aveva concesso la custodia primaria della bambina al padre a cui sarebbe dovuta essere consegnata la piccola. La donna avrebbe dovuto riportare la figlia dall’ex martedì sera ma invece l'ha uccisa a colpi d'arma da fuoco sparandosi poco dopo prima ancora di concordare l’incontro.

Secondo quanto ricostruito, la 35enne di origine brasiliana aveva divorziato dall’ex già nel novembre 2024, dopo quattro anni di matrimonio, e da allora la coppia aveva dato inizio a un'aspra battaglia legale per l'affidamento della figlia. Nell’ultima udienza, avvenuta nello stesso giorno della tragedia, per lei era arrivata una dura sentenza che prevedeva l’affidamento primario al padre e il divieto di parlare alla figlia nella sua lingua madre, il portoghese, a meno che non fosse presente un supervisore in grado di parlare la lingua.

Non solo, alla madre era stato inoltre vietato di partecipare a spettacoli scolastici e attività extrascolastiche, le era stato ordinato di versare gli alimenti all'ex marito e di coprire il 50% di tutte le spese mediche della piccola. “L'udienza per l'affidamento non era andata bene per la madre. È tornata a casa, ha sparato alla figlia di 4 anni e poi si è suicidata” ha spiegato la polizia.

Una tragedia che ha sconvolto il padre della piccola. “Aaron ha fatto tutto ciò che la legge richiede a un genitore. Si è fidato del tribunale. Ha rispettato ogni ordine. Ha aspettato che la procedura facesse il suo corso. Martedì, un giudice ha affidato Vivian alle sue cure primarie e lei sarebbe dovuta tornare a casa da lui quella stessa sera ma non è mai tornata” ha dichiarato il suo legale, aggiungendo: “Credo che nessuno in quell'aula martedì avesse previsto questo finale”.

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