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Conflitto in Ucraina
8 Giugno 2022
12:07

Perché l’Ucraina chiede armi pesanti e perché senza rischia di perdere la guerra

Il professor Gastone Breccia: “Gli ucraini chiedono sistemi d’arma a lunga gittata per organizzare il fuoco di controbatteria e distruggere le postazioni d’artiglieria russe. Senza, saranno costretti a cedere terreno poco a poco”.
Intervista a Gastone Breccia
Storico ed esperto di teoria militare.
A cura di Davide Falcioni
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Conflitto in Ucraina

Sono giorni decisivi per le sorti della "fase due" della guerra in Ucraina. Le truppe russe hanno di fatto preso il controllo di Severodonetsk, nel Donbass, e la manovra a tenaglia per chiudere in una sacca migliaia di soldati ucraini prosegue lenta ma inesorabile. La resistenza di Kiev continua ad essere stoica, ma molto meno efficace di quanto non lo fosse due mesi fa: i russi, infatti, incontrano una popolazione meno ostile nelle città, dove l'attività partigiana è ridotta ai minimi termini. A fare la differenza, tuttavia, sono soprattutto le armi pesanti: Mosca ne possiede in abbondanza, mentre a Kiev ne arrivano col contagocce dagli alleati occidentali. Ma perché i pezzi di artiglieria sono fondamentali per determinare l'esito della guerra? Fanpage.it ha interpellato il professor Gastone Breccia, storico ed esperto di teoria militare.

Il professor Gastone Breccia
Il professor Gastone Breccia

Professore, come sta evolvendo la manovra a "tenaglia" russa nel Donbass?

Stando alle ultime informazioni di ieri i russi hanno ormai il controllo dell'80% di Severodonetsk, anche se loro sostengono di averla di fatto conquistata per intero. Questo però non è così importante: lo è molto di più dal punto di vista strategico lo sforzo delle truppe di Mosca da Lyman verso Sloviansk, nel braccio nord della tenaglia che dovrebbe chiudersi intorno agli ucraini. Questo oggi è l'aspetto da tenere maggiormente sotto controllo: gli ucraini hanno fatto saltare un ponte su un fiume a sud di Lyman, e ciò significa che hanno perso alcuni territori a nord di quel corso d'acqua disponendosi sulla riva meridionale. Lì si stanno preparando a resistere. Se i russi dovessero riuscire a sfondare non troveranno molti altri ostacoli fino a Kramatorsk, a quel punto per gli ucraini sarebbe un grosso guaio.

Come mai si sta dando così tanto risalto alla città di Severodonetsk se in realtà la battaglia principale di combatte più a ovest, nei pressi di Lyman?

Secondo un articolo molto interessante pubblicato sul Time Magazine e scritto da Frederick Kagan, i russi a Severodonetsk stanno combattendo una "information operation". Quella battaglia ha un significato simbolico ed è importante soprattutto per il fronte interno: vuole dimostrare che l'"operazione speciale" di Putin sta avendo successo. Dal punto di vista militare tuttavia Severodonetsk non conta nulla. Questo lo sanno anche gli ucraini, ma sono costretti a difenderla metro per metro correndo l'enorme rischio di essere chiusi un una sacca dagli invasori.

Lyman, cuore della battaglia nel Donbass
Lyman, cuore della battaglia nel Donbass

Ieri Zelensky ha ammesso ancora una volta che nel Donbass i russi stanno avanzando. Tuttavia gli ucraini stanno ancora resistendo. Qual è il loro segreto?

Nessun segreto. I difensori hanno sempre un grosso vantaggio rispetto agli attaccanti soprattutto nelle battaglie frontali. Nelle scuole di guerra si calcola che gli attaccanti, per riuscire ad impostare un'azione offensiva con ragionevoli speranze di successo, devono contare sul triplo delle forze rispetto ai nemici. Sicuramente i russi non hanno un vantaggio numerico di tre a uno. Tuttavia hanno importanti carte a loro favore per quanto riguarda l'aviazione, il ricambio delle truppe e soprattutto le armi pesanti. Queste ultime agli ucraini sono arrivate col contagocce.

Se ne parla molto anche in Europa. Perché le armi pesanti sono così importanti?

Da quando i russi hanno iniziato la seconda fase della guerra si sono riposizionati ed hanno avviato un'attività metodica di bombardamenti e piccole avanzate villaggio per villaggio, senza correre rischi eccessivi. In questo quadro le armi pesanti sono fondamentali per indebolire le difese ucraine. Un tempo si diceva che "l'artiglieria conquista e la fanteria occupa".

Perché Kiev continua a chiedere armi pesanti, dunque?

L'artiglieria ha un'importanza fondamentale in una guerra di posizione. Gli ucraini chiedono sistemi d'arma a lunga gittata, finora arrivati col contagocce, perché così possono organizzare il fuoco di controbatteria e distruggere le postazioni d'artiglieria russe. Si tratta di un aspetto molto importante: senza queste contromisure i russi possono posizionare i loro cannoni, regolare la misura del tiro e colpire con una buona probabilità di successo. Un fuoco di controbatteria imporrebbe invece loro di spostarsi continuamente, prendere la mira e perdere tempo e precisione.

Senza pezzi d'artiglieria la sconfitta ucraina è inesorabile?

Non possiamo dire che sia inesorabile. Tuttavia in una guerra di questo tipo sarebbero costretti a cedere terreno poco a poco.

Secondo il generale Tricarico i russi nel Donbass sono riusciti ad avvantaggiarsi anche perché hanno trovato una popolazione meno ostile. Cosa ne pensa?

È sicuramente possibile, perché nel Donbass c'è una percentuale rilevante della popolazione filorussa. Che le truppe di Mosca non abbiano dovuto scontrarsi con milizie partigiane entrando a Severodonetsk è stato sicuramente importante, visto che in altre zone dell'Ucraina anche i civili hanno imbracciato le armi contro gli invasori.

 Ieri Kiev ha annunciato che le navi della flotta russa del Mar Nero si sono ritirate a più di 100 chilometri dalle coste ucraine. Se ne parla sempre molto poco, ma che importanza ha la guerra in mare?

Giustamente se ne parla poco. Non c'è mai stata la minaccia di uno sbarco anfibio russo, checché se ne dica. Non esiste al momento il pericolo di un attacco dal mare, tuttavia l'allentamento del blocco navale è sicuramente importante per quanto riguarda la circolazione di navi cargo contenenti cereali. Il prossimo passo ora è trovare un accordo con i russi, che devono impegnarsi a non colpire imbarcazioni civili.

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