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Guerra in Ucraina

Perché la Russia potrebbe dare una svolta alla guerra in Ucraina entro l’estate: l’analisi dell’esperto

L’intervista di Fanpage.it all’analista Pasi Paroinen: “Mosca nella regione di Donetsk controlla la stessa quantità di territorio che controllava nel settembre del 2022 e l’operazione Kharkiv è fallita. Ha la potenzialità di dare una spallata finale entro l’estate. Ma la finestra delle opportunità si sta chiudendo”.
Intervista a Pasi Paroinen
Analista militare
A cura di Riccardo Amati
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Tanti morti per conquistare, difendere, perdere e poi riconquistare poche centinaia di metri, o tutt’al più qualche chilometro di territorio. La guerra in Ucraina, da questo punto di vista, sembra la Prima guerra mondiale. Le forze armate russe si muovono senza curarsi delle perdite. Retaggio storico degli eserciti degli zar e dell’Armata rossa. Solo per conquistare Bakhmut, il gruppo di mercenari Wagner perse 20mila uomini, secondo la Bbc e Mediazona. Più dei caduti russi in dieci anni di guerra in Afghanistan.

Le offensive recenti sul fronte ucraino hanno percentuali di perdite analoghe. Le unità all’attacco sono però più ridotte: “Vengono utilizzati plotoni (circa 30 uomini, ndr) o al massimo un battaglione (tra i 500 e i 1000 soldati, ndr)”, dice a Fanpage.it l’ufficiale della riserva delle forze armate finlandesi Pasi Paroinen, che dall’invasione russa in poi ha osservato le immagini satellitari e analizzato per il gruppo Black Bird ogni fonte disponibile su una guerra che Helsinki sente molto vicina.

Secondo Paroinen, i russi potrebbero chiudere la partita. Attaccando su più settori in forze e in modo coordinato con unità corazzate e forza aerea, metterebbero definitivamente in crisi le difese di Kyiv. Ma finora non l’hanno fatto. “Per motivi strutturali o per risparmiare le forze in vista del colpo finale”, spiega l’esperto. Fatto sta che “la finestra delle opportunità si sta chiudendo”. Il momento “è ora, durante l’estate”. E Putin dovrebbe sfruttarlo. A meno che non voglia tirarla per le lunghe “e attendere risultati delle elezioni americane di novembre”.

Parliamo con Pasi Paroinen in videoconferenza da Helsinki.

Pasi Paroinen
Pasi Paroinen

La Russia rivendica di avere in mano il 60 per cento del territorio di Donetsk. È esattamente la stessa percentuale che aveva ai primi di ottobre del 2022, quando proclamò l’annessione dell’autoproclamata repubblica. Per quei pochi chilometri conquistati, persi e riconquistati sono morti decine di migliaia di soldati. Che razza di tattica e di strategia hanno le forze in campo?

I russi stanno lentamente guadagnando terreno, conquistando piccoli villaggi dopo la caduta di Avdiivka. Nonostante questi progressi minimi, questa primavera hanno fatto più progressi rispetto agli ucraini l’estate scorsa. La loro avanzata è però costosa e lenta.

Dopo Avdiivka, alcuni esperti ritenevano che la regione del Donbass fosse aperta alle forze russe. Ma non è che proprio abbiano dilagato. Perché?

La lentezza dell'avanzata dei russi consente agli ucraini di stabilizzare le crisi inviando riserve da altri settori. Questo schema si è ripetuto intorno a Ocheretyne. La difesa ucraina stava collassando ma i russi non sono riusciti a trarne vantaggio rapidamente, consentendo alle forze ucraine di stabilizzare la situazione. Ciò è accaduto più volte su più fronti. Come nell’oblast di Kharkiv.

I russi possono lanciare con successo offensive locali, creando crisi temporanee per gli ucraini. Tuttavia, l’incapacità russa di creare più crisi simultanee rende relativamente facile per gli ucraini gestirle anche con le loro limitate risorse.

Kyiv ha seri problemi di mancanza di personale, soprattutto in prima linea. Me se i russi riescono solo a creare crisi isolate, possono farcela. Più crisi difensive allo stesso momento in zone diverse peggiorerebbero notevolmente la situazione.

È vero che i russi hanno preso il villaggio di Ryzhivka, nella regione di Sumy, come ha detto il leader ceceno Kadyrov?

Le notizie e le osservazioni satellitari sono contrastanti. Comunque Ryzhivka sarebbe solo uno dei  molti villaggi di confine che passano più volte di mano in questa guerra. Non una conquista strategicamente rilevante.

Nelle offensive russe vediamo all’opera la fanteria con pochi carri armati e senza un vero appoggio aereo, nonostante il controllo dei cieli. Una guerra lampo efficace mica si fa così. Che sta facendo Mosca?

Non è solo Mosca. Entrambe le parti stanno conducendo limitati attacchi di fanteria, spesso con plotoni o al massimo battaglioni. Il che porta a pesanti perdite.

Utilizzare grandi unità è una sfida sia per i russi che per gli ucraini. Faticano a coordinare efficacemente attacchi aerei, di artiglieria, di fanteria e mezzi corazzati. I russi hanno tentato attacchi meccanizzati su larga scala durante la battaglia di Avdiivka, ottenendo risultati contrastanti e perdendo molti uomini.

Attualmente, le forze armate di Putin sembrano voler risparmiare i loro mezzi corazzati. O forse ne hanno a disposizione un numero troppo limitato. Gli assalti si affidano alla sola fanteria. Come si vede nella direzione di Kharkiv.

Ma i russi vogliono davvero prendere Kharkiv? Perché non si è visto un vero e proprio affondo.

Probabilmente i russi miravano a provocare intensi combattimenti a Kharkiv per attirare le riserve ucraine e tentare lo sfondamento da un’altra parte del fronte. Quali che fossero le intenzioni, non è andata come volevano.

La situazione si è stabilizzata e gli ucraini hanno contrattaccato a Vovchansk. La scarsa qualità della fanteria russa e l’efficace risposta ucraina hanno svolto un ruolo chiave.

I russi sono riusciti ad attirare le riserve ucraine, ma non hanno avviato grandi offensive altrove. C’è una pressione continua su tutte le linee, ma nessuna nuova offensiva significativa. Contrariamente a quello che mi aspettavo. Perché la finestra temporale a disposizione della Russia non è infinita.

Se gli ucraini consolidano la difesa di Kharkiv e contrattaccano, probabilmente subiranno gravi perdite. Ma in caso di successo potrebbero poi ridistribuire le loro riserve in altre aree. Così la possibilità di un affondo russo su Chasiv Yar o Ocheretyne diventerebbe impossibile. Anche perché la nuova mobilitazione ucraina tanto a lungo rinviata porterà presto in linea forze fresche. La finestra delle opportunità sta chiudendosi, per i soldati di Putin.

Tanti morti per pochi risultati?

Mosca potrebbe aver avviato l’operazione Kharkiv prematuramente o aver dovuto affrontare complicazioni, con conseguente scarsa sincronizzazione delle loro forze. Sembra improbabile che lo scopo fosse quello di prendere la città. Le forze coinvolte non erano sufficienti per un simile obiettivo. Invece, probabilmente miravano ad avvicinarsi abbastanza da usare l’artiglieria contro Kharkiv, complicando la situazione per gli ucraini e attirando loro truppe in forze. La strategia non ha avuto successo.

Quanto conta, sul fronte di Kharkiv e altrove, il permesso dato agli ucraini di utilizzare missili americani per colpire i sistemi di lancio in Russia? Secondo l’Institute for the Study of War i limiti imposti da Washington lasciano comunque al sicuro oltre l’84 per cento del territorio russo che in teoria potrebbe essere colpito dagli Atacms…

Questa nuova capacità non cambierà drasticamente la guerra. Consentirà all’Ucraina di colpire obiettivi preziosi come le difese aeree e i centri di rifornimento. Ciò può danneggiare tatticamente la Russia. Non abbastanza per vincere la guerra, però. A meno che non si riescano a coordinare questi attacchi missilistici su singoli obiettivi a vaste operazioni di terra. E poi la quantità di questi armamenti forniti dall’Occidente a Kyiv rimane insufficiente.

Putin farebbe bene a sfruttare l’attuale inferiorità ucraina e sbrigarsi a vincere la guerra? Facendo un rapporto tra le potenzialità produttive della Nato e quelle della Russia, a lungo andare le chance diminuiscono, per il leader del Cremlino…

La capacità della Russia di condurre offensive importanti potrebbe diminuire se non agisse entro quest’estate, probabilmente a causa della diminuzione delle scorte di munizioni. Il sostegno occidentale all’Ucraina e la sfida della Russia nel mantenere un’offensiva su larga scala sono i fattori critici nella progressione del conflitto. E l’Occidente è sempre indietro rispetto alla curva. Si muove solo quando c’è una forte crisi sul campo di battaglia. Non agisce in anticipo per evitarla. Ora qualcosa si è mosso. Ma al momento non si vedono effetti significativi.

E allora perché i russi non tentano davvero di dare la spallata finale? Perché continuano a mandare avanti solo qualche plotone o al massimo un battaglione di fanteria. Senza carri né cacciabombardieri a dare l’appoggio determinante?

Potrebbero ancora farlo. Hanno superiorità di uomini e di artiglieria. Ma neanche il loro munizionamento è infinito. Devono colpire quest’estate. Se non lo faranno, potrebbe essere l’indicazione di seri problemi per le loro forze armate. Il momento è ora. O nelle prossime settimane. Forse l’offensiva finale è già iniziata. Forse è ancora presto per capirne le potenzialità. Di certo, l’estate, come le munizioni, non è infinita.

Ma Putin vuol davvero chiudere la partita o preferisce tirarla per le lunghe il più possibile? Proprio in questi giorni al Forum economico di San Pietroburgo ha spiegato quanto l’economia della Russia si stia avvantaggiando dalla situazione attuale, sanzioni comprese. Non è che una guerra continua sia diventata in qualche modo necessaria al regime?

Non voglio speculare su cosa pensino al Cremlino. So solo che, dal punto di vista militare, la finestra di opportunità per Mosca è aperta e si richiuderà con la fine dell’estate. Soprattutto perché gli ucraini avranno più soldati, dopo la riduzione dell’età per l’arruolamento. Però Putin potrebbe anche voler risparmiare armamenti forze per colpire quando saprà chi è il prossimo presidente americano. Le presidenziali Usa di novembre e la possibilità di una vittoria di Trump incombono su questa guerra.

Ma lei crede davvero che l’Ucraina possa riprendersi i suoi territori? Vincere la guerra? È possibile, contro una potenza nucleare? Al Forum di Sam Pietroburgo Putin era sul palco con Karaganov, il politologo che gli consiglia di lanciare atomiche “preventive”. Anche su qualche città europea…

Mosca sta minacciando di usare le sue armi nucleari fin dall’inizio del conflitto. E anche se molte linee rosse poste dal Cremlino son state superate, non è mai successo. Il fatto è che l’utilizzo di ordigni tattici del genere sul campo di battaglia è poco pratico. E che la reazione della Nato potrebbe spazzar via le forze armate russe dal teatro di guerra.

Detto questo, una vittoria di Kyiv non è impossibile. Ci sono precedenti nella Storia militare in cui situazioni peggiori sono state risolte con successo. Ma le difficoltà restano enormi. Soprattutto, l’Ucraina dovrebbe risolvere i suoi molti problemi organizzativi. Mettere ordine nelle sue retrovie. Sciogliere i nodi interni che limitano l’efficacia della sua azione. Altrimenti non sarà mai in grado di lanciare una controffensiva che impegni molteplici unità a livello di brigata (oltre 5mila uomini, ndr). E di bonificare i campi minati dai russi.

La chiave resta l’aiuto occidentale. Che, con quello che può succedere nella politica dei Paesi democratici, non è del tutto ovvio. Sul piano tattico-militare, l’Ucraina può ancora vincere. Ma le incognite strategiche e politiche riducono di parecchio le sue probabilità.

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