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Conflitto in Ucraina
23 Giugno 2022
10:08

Perché il rublo è la valuta più forte del mondo quest’anno

Il rublo russo è la più forte valuta del mondo del 2022: nonostante le sanzioni internazionali, ha guadagnato oltre il 40% sul dollaro americano, complice l’impennata di prezzi delle materie prime. Ma non è tutto oro quello che luccica: secondo molti esperti, questa situazione potrebbe essere solo temporanea.
A cura di Ida Artiaco
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Conflitto in Ucraina

Il rublo russo continua a crescere sul dollaro e molti esperti concordano sul fatto che possa essere definito senza esitazioni la valuta più forte del mondo del 2022. Tre mesi dopo che il valore del rublo è sceso a causa delle più dure sanzioni economiche imposte a un Paese nella storia moderna, la valuta russa ha compiuto un'incredibile inversione di tendenza, facendo un balzo del 40% rispetto al dollaro americano da gennaio.

"È una situazione insolita", ha spiegato Jeffrey Frankel, professore della Harvard Kennedy School, come scrive l'americana CBSNews. Normalmente un Paese sottoposto a sanzioni pesanti e coinvolto in un grave conflitto militare vedrebbe gli investitori in fuga e una costante uscita di capitale, provocando il crollo della propria valuta. Ma nel caso della Russia questo non sta succedendo, anzi. Il valore del rublo è aumentato, così come la domanda.

L'aumento dei prezzi delle materie prime tra le cause della forza del rublo

Ma come ha fatto il rublo a rialzarsi in questo modo? Il motivo principale riguarda l'impennata dei prezzi delle materie prime. Dopo che la Russia ha invaso l'Ucraina il 24 febbraio scorso, i prezzi già elevati del petrolio e del gas sono aumentati ulteriormente, come anche in Italia si è potuto constatare.

"I prezzi delle materie prime sono attualmente alle stelle e, anche se c'è un calo nel volume delle esportazioni russe a causa di embarghi e sanzioni, questi vengono ampiamente compensati", ha commentato Tatiana Orlova, capo economista dei mercati emergenti a Oxford, a CBS MoneyWatch. Mosca sta raccogliendo quasi 20 miliardi di dollari al mese dalle esportazioni di energia. Dalla fine di marzo, molti acquirenti stranieri hanno ottemperato alla richiesta di pagare l'energia in rubli, facendo così aumentare il valore della valuta.

Inoltre, le sanzioni occidentali e il fatto che molte imprese hanno lasciato il Paese hanno fatto anche diminuire il volume delle importazioni. Nei primi quattro mesi dell'anno, la differenza tra esportazioni e importazioni in Russia è salita a un record di 96 miliardi di dollari. "Anche se stiamo vedendo che le imprese occidentali stanno lasciando la Russia, molto spesso devono semplicemente cedere le loro quote ai partner locali. In realtà ciò non significa che stanno spostando grandi quantità di denaro dal Paese", ha spiegato ancora l'esperta.

I rischi per l'economica russa sul lungo periodo

Tutti questi fattori stanno creando domanda di rubli, aumentando il valore della valuta. Tuttavia, ciò non significa che la Russia sia immune da un disastro economico. Secondo alcuni esperti, è possibile che questa forza della valuta russa sia solo temporanea. Inoltre, le nazioni europee hanno promesso di ridurre di due terzi le loro importazioni di gas russo quest'anno, un colpo potenzialmente paralizzante data la dipendenza della Russia dalle esportazioni di energia.

Un segno che l'economia russa rimane sotto forte pressione è che l'inflazione è più del doppio rispetto agli Stati Uniti. Ciò sta creando pressione sui russi affinché trasferiscano i loro soldi fuori dal Paese, ha affermato Frankel della Harvard Kennedy School. Un'altra preoccupazione per Mosca è che il taglio delle importazioni potrebbe portare a carenze industriali, mentre si prevede che un calo degli investimenti esteri influenzerà la crescita economica del paese per anni, come ha previsto l'Istituto di finanza internazionale (IIF).

Sempre l'IIF prevede che l'economia russa si ridurrà del 15% quest'anno, spazzando via più di un decennio di sviluppo economico. "I controlli sulle esportazioni, la ‘fuga di cervelli' fuori dal Paese, l'allontanamento europeo dalla dipendenza energetica dalla Russia e un clima economico eccezionalmente ostile peseranno sulla crescita della Russia negli anni a venire", ha concluso Elina Ribakova, economista presso l'IIF.

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