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Covid 19
1 Giugno 2021
13:44

Perché il Perù è diventato il Paese con il più alto tasso di mortalità Covid al mondo

Il Perù è attualmente il Paese il con il maggior numero morti di Covid-19 pro capite dall’inizio della pandemia. Il governo locale ha infatti rivisto al rialzo il bilancio delle vittime causate dal Coronavirus e, stando ai numeri aggiornati, è quasi triplicato il numero dei decessi, passando da 69.342 a 180.764. Ciò significa più di 500 morti ogni 100mila abitanti.
A cura di Ida Artiaco
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Il Perù è al momento il Paese il con il maggior numero morti di Covid-19 pro capite dall'inizio della pandemia. Il governo locale ha infatti rivisto al rialzo il bilancio delle vittime causate dal Coronavirus e, stando ai numeri aggiornati, è quasi triplicato quello dei decessi, passando da 69.342 a 180.764. Ciò significa più di 500 morti ogni 100mila abitanti, tasso che supera così quello di Paesi come Ungheria e Repubblica Ceca, che a inizio maggio guidavano la classifica mondiale, con tassi di 304 e 283 morti ogni 100 mila abitanti, rispettivamente. Un triste record che il Paese aveva già registrato nell’agosto del 2020, durante la prima ondata dell'emergenza sanitaria legata a Sars-CoV-2.

Il nuovo bilancio è stato calcolato da un gruppo di lavoro tecnico composto da esponenti della società civile e funzionari del settore sanitario nazionale, incaricato dall'esecutivo di chiarire il reale impatto della diffusione del virus nel Paese. Per farlo sono stati utilizzati nuovi criteri per l'identificazione dei casi di contagio ed è stato messo a punto un nuovo strumento per il conteggio, tenendo conto dell’eccesso di mortalità, cioè di quante persone siano morte in più rispetto alla media degli anni precedenti. La revisione ha riguardato il periodo compresa tra marzo 2020 e il 22 marzo 2021. Le domande sul reale bilancio delle vittime del Perù sono in realtà emerse subito dopo l'inizio della pandemia. Scene di cimiteri che si riempivano con nuove sepolture e ospedali che acquistavano camion refrigerati per fungere da obitori improvvisati suggerivano che la situazione fosse molto peggiore di quanto mostrassero i dati ufficiali. Da mesi il paese sudamericano sta facendo i conti con la realtà dell'emergenza sanitaria. William Pan, che insegna salute ambientale alla Duke University, ha ricordato al New York Times come molto prima che in India e in Brasile, il Perù aveva già sperimentato la carenza di ossigeno e di posti letto in ospedale.

Il ministro della Salute, Oscar Ugarte, ha tuttavia insistito sul fatto che il rapporto finale con il nuovo conteggio "non sta dicendo che ci sono più morti di quanti ce ne fossero" ma che "un numero significativo di morti non era stato identificato finora come causato dal Covid-19". Il ministro ha anche annunciato che in settimana è previsto l'arrivo di oltre 2.7 milioni di dosi di vaccino. Le nuove dosi consentiranno al Paese di accelerare la campagna vaccinale anti-Covid. Su questo fronte, il governo peruviano ha stretto accordi con Pfizer, AstraZeneca e Sinopharm.

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