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Conflitto in Ucraina
10 Giugno 2022
12:36

Perché i russi cominciano a parlare di missione completata in Ucraina

Cosa rappresenta, secondo l’esperto Mathieu Boulègue, la creazione, annunciata dal ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, di un “ponte terrestre” tra l’Ucraina del Sud e la Penisola di Crimea.
A cura di Ida Artiaco
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In Russia si sta cominciando a parlare di missione compiuta in Ucraina. A spiegarlo al quotidiano inglese The Guardian è stato Mathieu Boulègue, un esperto del thinktank britannico Chatham House che si concentra sulla politica e sugli affari militari russi. Tutto ruota intorno all'annuncio del ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, circa la creazione di un "ponte di terra" tra l'Ucraina del Sud e la penisola di Crimea che Mosca ha annesso nel 2014. Shoigu ha anche spiegato che il traffico ferroviario verso il confine con la Russia è stato ripristinato.

Lo stesso Ministro ha promesso un "traffico completo" dalla Russia verso il territorio occupato di Kherson e poi in Crimea dopo aver annunciato la riparazione di centinaia di chilometri di linea. Il ripristino di alcuni servizi ferroviari arriva nel mezzo di una crescente campagna volta a cementare il controllo sociale e burocratico russo nel sud dell'Ucraina in vari ambiti, dall'uso della lingua russa al sistema di governo locale, all'uso del rublo e ai passaporti. Poche settimane fa, il presidente Putin aveva firmato un decreto che semplifica la procedura per ottenere il passaporto russo per i residenti delle regioni meridionali dell'Ucraina di Zaporizhzhia e Kherson, una misura simile a quella decretata nel 2019 per i residenti delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk, le regioni separatiste del Donbass, e non riconosciuta dall'Ue.

"Stabilire un ponte di terra – ha spiegato Boulègue al Guardian – era un obiettivo dichiarato della guerra russa. È tutto territorio occupato. Ha senso militarmente che il Cremlino voglia controllare il territorio del Sud. Lo sottometterà perché non può controllarlo politicamente". E poi ancora: "Tale assoggettamento sta avvenendo su un duplice binario con il cambiamento dei programmi scolastici, l'introduzione del rublo e nuove strutture politiche, e la cosiddetta "passaportizzazione" imposta con i suoi sforzi militari e di sicurezza". Dunque, se la Russia ora annuncia che il suo ponte terrestre è finito è significativo perché è un "momento di missione compiuta".

"È un segnale importante, incluso il fatto che è stato Shoigu a fare l'annuncio. Si tratta di propaganda: per dire che tutto sta andando secondo i piani", ha spiegato ancora Boulègue, il quale sospetta anche che l'annuncio, oltre a essere rivolta al pubblico russo per rendere noto che la guerra sta avendo successo, possa suggerire il desiderio da parte del Cremlino di passare alla fine del periodo di "intensi combattimenti di guerra".

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