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L'arresto e il processo di Patrick Zaki in Egitto
29 Luglio 2021
10:56

Patrick Zaki dal carcere: “Situazione peggiora, combatterò finché non tornerò a studiare a Bologna”

La lettera scritta da Patrick Zaki, ancora detenuto in un carcere del Cairo, in Egitto, indirizzata alla fidanzata: “Non sono molto ottimista, la situazione peggiora di giorno in giorno. Nei nostri sogni più selvaggi mai avremmo immaginato questa situazione. Combatterò finché non tornerò a studiare a Bologna”.
A cura di Ida Artiaco
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L'arresto e il processo di Patrick Zaki in Egitto

"Combatterò finché non tornerò a studiare a Bologna". Si conclude così la lettera che Patrick Zaki, lo studente detenuto da ormai quasi due anni in un carcere del Cairo, in Egitto, ha inviato alla fidanzata nelle scorse ore per raccontare quali sono le sue condizioni e pubblicata sulla pagina Facebook "Patrick Libero". "Non sono molto ottimista, la situazione peggiora di giorno in giorno", ha continuato lo studente dell'Università di Bologna che ha aggiunto: "Speravo di riavere la mia libertà ma è chiaro che non accadrà presto". Il riferimento è all'ultima decisione della Corte che risale al 14 luglio scorso quando, per l'ennesima volta, la custodia cautelare è stata prolungata di altri 45 giorni.

Il ricercatore è accusato di terrorismo e propaganda sovversiva. "Nei nostri sogni più selvaggi mai avremmo immaginato questa situazione, e fin da quando sono partito per Bologna avevamo così tanti progetti, il primo era quello che tu mi raggiungessi e potessimo girare per l’Italia assieme. Mi rende veramente triste che questo non possa succedere presto visto che la mia situazione sta peggiorando giorno dopo giorno", si legge ancora nella lettera scritta dal giovane, che è stata consegnata ai familiari che lo hanno visitato di recente nel carcere del Cairo dove è imprigionato. "Patrick combatte finché non tornerà a Bologna, alla sua università, ai suoi portici patrimonio dell'umanità. Una moltitudine infinita di persone combatte accanto a lui", è stato il commento via Twitter di Riccardo Noury, presidente di Amnesty International Italia che dal febbraio 2020 segue la vicenda dello studente. La detenzione di Patrick dura ormai da più di 500 giorni.

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