Migliora la situazione epidemiologica in Italia, dove, secondo la nuova mappa Ue del rischio Covid elaborata dall'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che classifica le zone a maggiore o minore pericolo di diffusione del Coronavirus, sono tre le regioni che sono passate nell'ultima settimana dal colore rosso all'arancione. Si tratta di Molise, Abruzzo e Sardegna, mentre le altre sono ancora rosse. È quanto emerge dai dati aggiornati al 13 maggio, stando a quanto si legge sul sito internet ufficiale. Bene anche il resto d'Europa: ecco cosa sta succedendo.

Cosa è cambiato nella mappa Ue

L'Ecdc aggiorna la mappa del rischio Covid ogni settimana di giovedì sulla base dei dati ricevuti fino al martedì precedente con le restrizioni da imporre sulla libera circolazione dei cittadini nell’Ue. Nelle zone a più alto rischio, quelle per l'appunto rosso scuro, si hanno maggiori limitazioni agli spostamenti, con l’obbligo di tampone e alla quarantena per chi da quelle aree vuole spostarsi nel resto dell’Ue. Si tratta solo di raccomandazioni, più che di vere e proprie restrizioni. In rosso scuro finiscono i territori con oltre 500 casi ogni 100.000 abitanti nelle due settimane precedenti, mentre in arancione quelli che presentano una incidenza compresa tra i 25 e i 150 casi ogni 100.000 abitanti nelle due settimane precedenti. Con l'ultimo aggiornamento del 13 maggio, quasi tutte le regioni italiane sono colorate di rosso, ad eccezione di Molise, Abruzzo e Sardegna che sono invece passate all'arancione, dal momento che si registra con l'ultima rilevazione una più bassa incidenza di casi Covid.

La situazione Covid in Europa

Come in Italia, l'emergenza Covid sembra migliorare anche nel resto d'Europa, dove aumentano le regioni arancioni: oltre al Portogallo, ormai da settimane colorato di arancione, si aggiungono anche due regioni in Spagna, le tre regioni italiane, l'Irlanda e una parte della Grecia. Resta in rosso scuro la Svezia, alle prese con una nuova ondata di casi e di morti dopo essere stato tra i pochissimi paesi europei ad adottare una strategia di gestione della pandemia senza lockdown .